PERSEGUITA LA MADRE E LA SVEGLIA DI NOTTE PER LA DROGA: “BLADE” CONDANNATO PER MALTRATTAMENTI

Stefano Fiorini detto "Blade"
Stefano Fiorini detto "Blade"

Accusato di maltrattamenti nei confronti della madre: è stato condannato in abbreviato Stefano Fiorini in arte “Blade”

Dopo l’assoluzione arrivata lo scorso febbraio quando gli era contestata la violazione del divieto di avvicinamento alla madre, stavolta Stefano Fiorini, conosciuto da tutti a Latina e oltre come “Blade”, è stato condannato, col giudizio abbreviato, alla pena di 2 anni e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della suddetta madre.

L’uomo, classe 1985, difeso dall’avvocato Francesco Vasaturo, è comparso oggi, 10 marzo, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano. Il pubblico ministero Giuseppe Miliano aveva chiesto la pena di 3 anni e 6 mesi.

Secondo la Procura, l’uomo avrebbe messo in atto il reato di maltrattamenti contro la madre, tramite comportamenti molesti. In una occasione, il 41enne aveva offeso la madre, accusandola di fare sesso con uomini di colore. Tra le accuse anche quella di danneggiare mobili e oggetti, impendendo alla madre di svolgere le attività domestiche.

In particolare, il 10 ottobre 2024, il 41enne avrebbe svegliato nella notte la madre, accusandola di aver rubato la droga, sottraendogli alcuni cilindretti contenenti la sostanza stupefacente. Una serie ripetuta di gesti di vessazione psicologica come la pretesa di 90 euro per acquistare la droga. Al diniego della donna, il figlio avrebbe spaccato un orologio, due televisori e alcuni soprammobili.

In altra circostanza, presentandosi sotto casa della madre, avrebbe iniziato a urlare, sferrare calci e pugni contro la porta di casa, rompendo i vetri del portone di ingresso del condominio.

La donna avrebbe così subito sofferenze e umiliazioni. Un sistema di terrore e ansia inflitta alla madre che si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Ernesto Renzi.

Fiorini, detto Blade, è un personaggio noto a Latina per essere animatore della pagina “stamopestrada” su Instagram dove dà sfoggio delle sue qualità di artista di strada. L’uomo, prima del carcere dove è tuttora ristretto in ragione dei maltrattamenti alla madre, era solito aggirarsi spesso per il centro di Latina, dichiarandosi artista e chiedendo alle persone e alle attività commerciali del centro qualche “spiccio” per alimentare la sua “arte”.

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