“È arrivata la quarta nave di Petcoke dall’inizio dell’anno”. Anche questa nave proviene dall’America, si chiama Aviona e trasporta 20.000 tonnellate di petcoke, veleno nero”. Inizia così il post sui social da parte del consigliere comunale d’opposizione di Formia, Paola Villa.
“Da ieri sono iniziati i viaggi dei 1330 camion, che partono dal porto commerciale di Gaeta, si immettono sulla Flacca, attraversano la città di Formia, per arrivare alla superstrada e poi all’altezza del ponte del Garigliano immettersi sull’Appia e arrivare al deposito dell’azienda Intergroup di Sessa Aurunca. Il petcoke è un residuo cancerogeno del petrolio e pertanto una sostanza altamente pericolosa e cancerogena. Se movimentato dovrebbe esserlo a circuito chiuso.
Chi movimenta, trasporta, scarica e fa business con questo veleno è la famiglia Di Sarno, padrona dell’azienda Intergroup, leader nazionale di questo traffico. Ricordiamo che il petcoke è stato bandito da diversi porti italiani e da quasi tutti i porti europei. Ma a Gaeta non solo si continua a scaricare, in questo ultimo anno la sua presenza è aumentata del 30%”.
“Chiediamo alla Dogana del Porto commerciale di Gaeta, alla Capitaneria di Porto e all’autorità portuale di fare analisi sul Petcoke ogni volta che arriva via mare per verificare che i valori che lo differenziano dal rifiuto siano rispettati. Sembrerebbe che tali controlli non sono mai stati fatti, si “fidano” solo della scheda tecnica che accompagna ogni carico. Spero di essere smentita”.
“Quelle che vedete qui sotto è la banchina del porto dopo lo scarico…tutti i residui vengono “lavati” e arrivano al mare. Intanto in questa terra continuiamo a morire di tumore.”.
