FALSI PERMESSI PER L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: INDAGATO ANCHE IL 51ENNE DI APRILIA

La Procura della Repubblica di Crotone, attraverso il sostituto procuratore Umberto Iurlaro, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di dieci persone coinvolte in un articolato sistema volto a favorire l’immigrazione clandestina. L’inchiesta della Digos ha fatto luce su un “sottobosco” di condotte illecite che ruotavano attorno all’impresa “Eco Green Management”, formalmente di proprietà del trentunenne Tommaso Iannuzzi (nato a Cariati e residente a Bologna), ma gestita di fatto dal cinquantunenne Peppino Petrone (nato a Crotone e residente ad Aprilia), considerato il vero “dominus” delle operazioni. Tra il 2023 e il 2024, i due avrebbero richiesto per ben 93 volte il nulla osta per lavoro subordinato, permettendo l’ingresso illegale di migranti che, una volta in Italia, facevano perdere le proprie tracce eludendo i controlli previsti dalla legge.

In questo scenario si inserisce la figura del quarantenne avvocato Fabio Lucà (nato a Cariati e residente a Crotone), accusato di aver falsamente attestato il rapporto di lavoro di alcuni cittadini stranieri presso la Prefettura, pur sapendo che costoro si erano già dimessi o non avevano mai preso servizio. Altrettanto grave è la posizione di due funzionari dello Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura di Crotone: il trentatreenne Ardit Bardho (nato in Albania e residente a Botricello) e il quarantaquattrenne Nicola Borza (nato a Crotone e residente a Cotronei). Entrambi sono indagati per non aver revocato i nulla osta già rilasciati, nonostante la documentazione in loro possesso evidenziasse l’irregolarità della posizione dei migranti.

L’indagine ha inoltre svelato una presunta fuga di notizie interne alla Questura di Crotone. Il cinquantacinquenne Domenico Cataldo Nigro (nato e residente a Cirò Marina), in qualità di vice sovrintendente della Polizia di Stato, avrebbe rivelato informazioni riservate sulle intercettazioni in corso a Simon Ridge Molinaro, ventinovenne nato in Germania e residente a Rocca di Neto. Quest’ultimo avrebbe poi avvertito Iannuzzi, suggerendogli di “cambiare acqua” per sfuggire alle investigazioni. Infine, il provvedimento riguarda anche i tre cittadini del Bangladesh che avrebbero beneficiato del sistema: il ventinovenne Md Al Amin (domiciliato a Terni), il quarantasettenne Mohammed Raton (domiciliato a Roma) e il trentanovenne Mohammed Walid (domiciliato a Terni), tutti accusati di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.

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