Delitto D’Arienzo: penultima udienza del processo che vede sul banco degli imputati il 36enne di Bella Farnia Andrea Tarozzi
Dinanzi al giudice monocratico Eugenia Sinigallia, si è svolta la penultima udienza sull’omicidio di Erik D’Arienzo, il giovane di 28 anni aggredito a fine agosto 2020 e morto dopo pochi giorni all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Unico imputato è il 36enne di Sabaudia Andrea Tarozzi accusato di favoreggiamento e simulazione di reato.
Tarozzi, secondo la Procura di Latina che ha svolto le indagini con l’allora sostituto Claudio De Lazzaro e con l’attuale sostituto Martina Taglione, una volta interrogato dai Carabinieri che indagavano sull’omicidio, avrebbe riportato ai militari il falso e cioè che Erik D’Arienzo si trovava in condizioni gravi su un lato della Strada Statale Pontina poiché poco precedentemente investito da un’auto.
Una circostanza che, secondo gli inquirenti, cozza con quanto avvenuto e dimostrato dalle perizie tecniche: per le ferite riportate, infatti, D’Arienzo era stato prima aggredito per poi ritrovarsi sullo scooter in direzione Sabaudia guidato da Fabrizio Moretto detto Pipistrello, l’uomo che il 21 dicembre 2020, a tre mesi dal delitto, è stato freddato a Sabaudia. Per quest’episodio, fu arrestato e successivamente rilasciato il padre della vittima, Ermanno D’Arienzo, in quanto, a seguito dei ricorsi dei difensori, fu annullata l’ordinanza di custodia cautelare. Una vicenda complessa, condita anche dal giallo degli stub (l’esame per vedere se una persona ha sparato con un’arma o meno) applicati agli indagati, tra cui Ermanno D’Arienzo, ma contaminati.
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Tornando alla vicenda odierna, invece, il 30 agosto 2020, Erik D’Arienzo fu soccorso sul ciglio della strada Pontina all’altezza del chilometro 83 nel territorio del Comune di Sabaudia all’altezza della rotatoria della Migliara 47. Non troppo lontano da casa sua a Borgo San Donato.
Tarozzi rientra nell’episodio cruento e sicuramente misterioso perché quella notte, quando il giovane Erik – figlio, per l’appunto, di Ermanno D’Arienzo detto Topolino, uomo noto e temuto negli ambienti criminali pontini e oltre – ormai era ferito e agonizzava in mezzo alla strada, si trovava a casa del fratello di Pipistrello.
Sarebbe stato lui, Tarozzi, a telefonare dal cellulare di Fabrizio Moretto per avvertire i soccorsi e dire che Erik era ferito. Una versione che il 36enne ribadì anche all’allora giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota che ha firmato l’ordinanza che lo ha sottoposto agli arresti domiciliari, su richiesta dei sostituti De Lazzaro e Taglione. Ad oggi, invece, Tarozzi, difeso dall’avvocato del Foro di Latina Antonio Orlacchio, non è più ristretto ai domiciliari, ma gli sono stati concessi gli obblighi di firma.
Tarozzi avrebbe detto che, per lui, Erik era vittima di un incidente con tanto di omissione di soccorso e fuga dell’investitore: il 28enne di Borgo San Donato sarebbe stato travolto. Secondo gli investigatori un tentativo di depistare le indagini, nonostante il 36enne abbia sempre sostenuto di aver riferito la versione di Fabrizio Moretto.
In un primo momento, ad essere indsgato per favoreggiamento anche il fratello di “Pipistrello”, Andrea Moretto. Oggi, 2 febbraio, in un’ora e mezza, il pubblico ministero Martina Taglione ha ricostruito tutta la vicenda, menzionando anche il passato criminale del padre di Erik, ossia Ermanno D’Arienzo, la cui caratura criminale si origina anche dalla cosiddetta “epopea” dei sette uomini d’oro, soggetti che hanno messo a segno una serie importante e remunerative di rapine oltre trenta anni fa.
Alla fine della requisitoria, il pm Taglione ha chiesto una condanna pesante per Tarozzi: 4 anni di reclusione. L’imputato avrebbe simulato un reato per coprire la reale portata della vicenda, conclusasi con un omicidio, quello di Fabrizio Moretto, per mano di un killer professionista. A seguire, l’arringa difensiva con l’avvocato Orlacchio che ha chiesto l’assoluzione per il 36enne.
Il giudice Sinigallia, rinviando per le brevi repliche del pubblico ministero, emetterà la sua sentenza il prossimo 2 marzo.
