ZACCHEO STRAPARLA E NON RISPONDE ALLE DOMANDE DEI GIORNALISTI

Vincenzo Zaccheo
Vincenzo Zaccheo, sindaco di Latina dal 2002 al 2010. È stato parlamentare, consigliere regionale, consigliere comunale. Percepisce due vitalizi in qualità di ex consigliere regionale e deputato della Repubblica

Da consumato animale politico, Vincenzo Zaccheo sta prendendo spunto dall’acclarata falsità della frase attribuitagli da “Striscia la notizia” (Non ti dimenticare delle mie figlie) per tentare di rilanciarsi, tanto da aver organizzato un evento dal titolo “Prima di tutto la verità, prima di tutto Latina”, che si è tenuto sabato 1° febbraio.

Silvano Moffa e Vincenzo Zaccheo
Silvano Moffa e Vincenzo Zaccheo all’evento “Prima di tutto la verità, prima di tutto Latina” che si è svolto sabato 1 febbraio presso il Circolo Cittadino di Latina

Ci siamo già occupati della vicenda legata alla popolare trasmissione di Canale 5 evidenziando, tra l’altro, che non è corretto ricondurre la sfiducia a Zaccheo (aprile 2010) alla frase falsamente attribuitagli da “Striscia la notizia”.

All’epoca c’era all’interno della maggioranza un clima da resa dei conti ed è bene rimarcare (nessuno lo fa) che Zaccheo ha richiesto un risarcimento milionario che il Tribunale di Roma gli ha negato, riconoscendogli soltanto 50.000 euro, non ritenendo sussistere un “rapporto causale tra le dimissioni di 22 consiglieri comunali e la messa in onda del sottotitolo falso”.

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LE DOMANDE DEI GIORNALISTI E LE NON RISPOSTE DI ZACCHEO

Alla fine del proprio discorso i giornalisti si sono avvicinati all’ex- Sindaco e hanno iniziato a porgli delle domande. 

Zaccheo, evidentemente ormai da anni abituato a soliloqui o interviste preconfezionate, di fronte ad alcune domande scomode ha reagito con arroganza: a un giornalista ha dato del provocatore e a un altro ha detto che non era in grado di capire.

Alcune immagini dell'evento organizzato da Zaccheo e Moffa (foto di Vittorio Bertolaccini)
Alcune immagini dell’evento organizzato da Zaccheo e Moffa (foto di Vittorio Bertolaccini)

In sostanza non ha risposto e, anche se nessuno glielo aveva chiesto, si è lanciato su argomenti di carattere nazionale, come se lui fosse un politico appunto di caratura nazionale: Renzi e il suo referendum, la Costituzione e il ruolo dei partiti e via dicendo. Insomma ha straparlato

METRO E CIMITERO

Così facendo non ha parlato, ad esempio, dei due famigerati progetti di finanza relativi alla cosiddetta metro leggera e al cimitero.

Ha genericamente affermato che sui detti argomenti sarebbero state dette delle grandi menzogne, ovviamente senza minimamente accennare in cosa consisterebbero.

È bene quindi ribadire, in attesa che Zaccheo ci sveli le supposte menzogne, ciò che è ormai accertato da anni in quanto è provato dalla documentazione ufficiale.

NON È UNA MENZOGNA, ad esempio, che il piano economico-finanziario relativo alla metro fosse taroccato perché indicava il contributo regionale (che copriva quasi l’80% dei costi) per un importo eccezionalmente sovrastimato. NON È UNA MENZOGNA, ad esempio, che la convenzione trentennale stipulata con il soggetto privato fosse a tutto vantaggio di quest’ultimo e a discapito dell’amministrazione comunale, la quale, tra l’altro, nel caso (certo) in cui il contributo regionale fosse stato inferiore a quello stimato avrebbe dovuto farsi carico della sostanziosa differenza. NON È UNA MENZOGNA, ad esempio, che l’amministrazione comunale di Latina sia stata citata in giudizio per circa 35 milioni di euro dal soggetto privato (ndr: compresa la società di ingegneri chiamati come supporto al Rup).  

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Così come NON È UNA MENZOGNA, ad esempio, che il progetto di finanza riguardante il cimitero, anch’esso molto sbilanciato verso gli interessi della parte privata, ha prodotto, oltre al solito contenzioso milionario, la cosiddetta tassa sul morto e gli avvisi sulle tombe di minaccia di rimozione della salma da destinare a fossa comune.

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Zaccheo ha quindi dato appuntamento a dopo il 15 maggio, giorno in cui è fissata l’udienza per decidere o meno il rinvio a giudizio degli imputati (tra cui Zaccheo medesimo) per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e falso in relazione al progetto di finanza riguardante la cosiddetta metropolitana leggera di Latina.

Continua a far finta di non capire che, indipendentemente dalla rilevanza penale di alcuni comportamenti, il progetto di finanza relativo alla metro è stata una assurdità dal punto di vista amministrativo, economico e finanziario a discapito dell’amministrazione comunale.

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ZACCHEO LA SPARA GROSSA

Come dicevamo, Zaccheo, oltre a non rispondere alle domande scomode, ha anche straparlato. Ecco cosa è stato capace di dire in ordine alla vicenda giudiziaria sulla metro leggera che lo vede coinvolto.

Qualche magistrato sta indagando sul perché e per come sono state fatte alcune denunce

Si tratta di un’affermazione molto grave e sarebbe opportuno che chi di dovere gliene chiedesse conto.

In sostanza l’imputato Vincenzo Zaccheo, che il 15 maggio andrà in udienza a seguito di una richiesta di rinvio a giudizio, ci informa di essere a conoscenza che alcuni magistrati starebbero nel frattempo indagando sull’indagine svolta dai magistrati che ne hanno chiesto il rinvio a giudizio.

Delle due l’una: o siamo di fronte a un pericoloso millantatore, oppure occorre immediatamente appurare i fatti raccontati dall’ex-Sindaco, il quale, evidentemente, non si rende nemmeno conto di quello che dice.

GLI APPALTI

A forza di parlare della frase falsa sulle figlie, ci si dimentica di quella vera (“Non appaltare a Fazzone”), che poi è quella che determinò all’epoca l’accelerazione della crisi già in corso.

Un giornalista se ne è però ricordato e ha chiesto a Zaccheo cosa intendesse dire. Di fronte alla risposta dell’ex-Sindaco, secondo cui con quella frase avrebbe espresso una posizione politica, il giornalista ha però replicato precisando che il verbo appaltare ha un ben preciso significato e ha insistito nel pretendere una spiegazione. A quel punto Zaccheo, non sapendo più cosa dire, ha tirato fuori una massima degna di Catalano di “Quelli della notte” (“per scrivere bisogna saper leggere”) ed è fuggito via.

ZACCHEO E I GIOVANI

A seguito di una domanda sui giovani, Zaccheo ha rivendicato il proprio impegno di sempredi far crescere una classe politica e credo che gli esempi ci siano”, ma l’ex-Sindaco ha preferito non farli.

In effetti l’esempio più recente di giovane cresciuto grazie a Zaccheo è Stefano Galetto.

Stefano Galetto e Giovanni di Giorgi

Dopo essere stato assessore con Zaccheo Sindaco (la prima volta ai Servizi sociali, la seconda all’Ambiente), nel 2010 viene eletto consigliere regionale dopo una campagna elettorale che vede in prima linea proprio Vincenzo Zaccheo a sostenerlo in tutta la provincia.  

Galetto incappa nella inchiesta sulle spese pazze in Regione Lazio (Renata Polverini Presidente) e viene rinviato a giudizio per peculato e condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 76.000 mila euro per danno erariale.

ZACCHEO E I RISULTATI DELLA SUA AMMINISTRAZIONE

Non rivendico risultati, rivendico una buona amministrazione che guardava in prospettiva”. Questa l’affermazione di Zaccheo resa ad un giornalista che gli contestava di non essere riuscito a realizzare i progetti di cui aveva sempre parlato.   

È a dir poco sconcertante che un Sindaco che ha governato ininterrottamente per otto anni non possa rivendicare risultati.

Per Zaccheo, quindi, buona amministrazione vuol dire solo guardare in prospettiva e non avere la competenza per elaborare progetti fattibili e la capacità di realizzarli.

Vincenzo Zaccheo
Vincenzo Zaccheo

Probabilmente è proprio per questa sua singolare visione di buona amministrazione che i suoi lasciti concreti e visibili sono dei veri e propri scempi.

A giugno del 2003, il Comune di Latina partecipa ad una controversa asta fallimentare e acquista per 3.030.000 euro un fabbricato fatiscente, conosciuto in città come ex-Icos (dal nome della società fallita), che ora è diventato un vero e proprio rudere.

Ex Icos
Ex Icos

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A dicembre del 2003 Zaccheo, con un discorso pomposo ed enfatico oltre misura, inaugura l’inizio dei lavori della cosiddetta “Cittadella Giudiziaria”. I lavori si interromperanno nel 2006 per non riprendere più. 

In quell’occasione Zaccheo ebbe l’ardire di parlare di un “secondo rinascimento” per la città.

Evidentemente il gusto di straparlare gli apparteneva già all’epoca.  

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