Violenza sessuale sulla nipote di 12 anni: prosegue il processo presso il Tribunale di Latina. L’uomo era stato posto ai domiciliari a febbraio 2024
Non si trova più ai domiciliari, ma il secondo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Zani-Trapuzzano Molinaro-Naso, ha sostituito la misura con il il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Si tratta del processo per violenza sessuale a carico di un uomo di nazionalità rumena di 38 anni, difeso dall’avvocato Massimo Frisetti. Lo scorso 27 gennaio, si era consumato un colpo di scena che potrebbe nascondere scenari ancora più gravi.
Un passo indietro. A settembre 2024, si era svolto l’incidente probatorio per il 38enne di origine rumena, accusato di aver stuprato la ragazza, ossia la figlia della cugina. Dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, e al pubblico ministero, Martina Taglione, aveva fornito la sua versione dei fatti la ragazzina di 16 anni che, all’epoca delle circostanze contestate, aveva appena 12 anni. La famiglia della vittima, costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Mirko Pannozzo. L’imputato è il cugino della madre della vittima.
Dopo l’arresto eseguito il 7 febbraio 2024 dalla Polizia di Stato a Terracina, il 38enne rumeno era stato interrogato dallo stesso giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli. L’uomo aveva negato ogni accusa, sostenendo che la denuncia della vittima, arrivata nel 2023, mentre i fatti contestati risalgono all’anno precedente (2022), era frutto di una vendetta costruita ad arte dai genitori della ragazza. Per quanto riguarda il fatto circoscritto alla serata in cui si sarebbe consumata la violenza, il 38enne aveva detto che quel giorno non era presente nella casa in cui avrebbero avuto luogo gli abusi sessuali. Insomma, la denuncia sarebbe stata l’apice di dissidi famigliari.
Ad ottobre 2023, infatti, secondo quanto ricostruito dall’accusa, i genitori della vittima avevano presentato una denuncia nei confronti dell’indagato, raccontando di aver appreso solo pochi giorni prima di una presunta violenza sessuale avvenuta circa 10 mesi prima, nel dicembre 2022, ai danni della propria figlia.
In particolare, la vittima aveva confidato alla sorella maggiore che in un’occasione in cui i genitori avevano chiesto all’indagato, loro parente, di badare ai propri figli in loro assenza, quest’ultimo, approfittando del loro allontanamento e del fatto che gli altri figli presenti in casa dormissero, si era introdotto nel suo letto e aveva abusato di lei, consumando un rapporto completo.
La minorenne aveva raccontato di non aver detto nulla di quanto avvenuto se non a distanza di diverso tempo, poiché convinta di non essere creduta e ancora impaurita per l’accaduto; tuttavia, non sopportando più il peso di quanto successole, si era decisa a confidarsi con la sorella. I genitori della vittima, appreso dalla loro figlia maggiore quanto avvenuto in loro assenza e avuto conferma anche dalla stessa figlia minore, si erano quindi convinti a proporre querela.
A seguito della denuncia, gli investigatori del Commissariato di Terracina avevano effettuato mirati approfondimenti investigativi di concerto con la Procura, nel corso dei quali era stata sentita nelle forme dell’audizione protetta anche la stessa vittima, la quale aveva confermato integralmente i fatti narrati, risultando fortemente attendibile e credibile. Sulla scorta degli elementi raccolti e dalle evidenze dell’audizione protetta, la Procura aveva proceduto alla richiesta di idonea misura cautelare al giudice per le indagini preliminari che, concordando con il quadro indiziario prospettato, aveva disposto gli arresti domiciliari.
Nel corso dell’incidente probatorio, fissato dal Gip Morselli per cristallizzare le prove, la ragazza aveva rivisto in parte quanto denunciato e aveva spiegato che non vi era stato un rapporto completo, confermando però gli abusi di natura sessuale. Presente, per dare supporto psicologico alla minorenne, anche la dottoressa Veronica Errico.
Lo scorso 15 luglio, il madre e il padre della ragazzina avevano confermato il quadro accusatorio. La sera dell’abuso sessuale, avevano spiegato di essere andati in ospedale perché il figlio minore aveva la febbre, lasciando gli altri figli in compagnia del cugino della donna, considerato una persona di casa oltreché ad essere un parente. Da ciò che era emerso, il motivo per cui la ragazzina, in un primo momento, aveva deciso di non denunciare l’accaduto, era motivato dal fatto che il cugino della madre gli avrebbe detto che nessuno le avrebbe creduto e che sarebbe stata anche picchiata per la bugia. L’avvocato difensore Frisetti aveva chiesto al padre della ragazza per quale motivo avesse portato la ragazzina da uno psicologo e non da un ginecologo, in modo da accertare gli eventuali abusi. Ad ogni modo, la ragazzina aveva affrontato un percorso psicologico e anche al giorno d’oggi avrebbe problemi di ansia e di relazione con gli altri.
A gennaio scorso, come accennato, però, c’era stato un colpo di scena, in quanto l’avvocato Frisetti aveva chiesto al Tribunale di acquisire un altro fascicolo di una indagine penale che vede accusato di violenza sessuale sulle due figlie il padre della ragazzina che sarebbe stata abusata dall’imputato odierno.
A dicembre 2025, infatti, il padre della ragazza ra stato arrestato con la grave accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime. Secondo l’accusa e la denuncia dell’ex compagna, l’uomo, 42 anni, avrebbe abusato sessualmente di entrambe le figlie. L’uomo è accusato di aver palpeggiato nelle parti intime e in più occasioni le due figlie minorenni. La separazione tra i due coniugi era avvenuta a seguito di quanto denunciato dalle due ragazzine, ascoltate nelle fasi d’indagine. Lo scorso 23 dicembre, l’uomo aveva negato ogni accusa davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nel corso di un incidente probatorio svoltosi ad aprile scorso, le due figlie abusate hanno confermato tutto.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Latina, Martina Taglione, e il conseguente arresto dell’uomo erano stati eseguiti dai Carabinieri di Terracina. La difesa non aveva avanzato alcuna richiesta per una misura meno afflittiva, tanto che il 42enne è in carcere.
Ad ogni modo, oggi, 16 giugno, il processo per il cugino della madre è stato rinviato al 6 ottobre. L’avvocato Frisetti ha chiesto l’acquisizione della perizia svolta dalla psicologa Alessia Micoli. La perizia che descrive la figlia minorenne come una persona le cui risposte sarebbero precostituite è stata disposta dal Tribunale e alla fine è stata acquisita. Ad ottobre, dopo la testimonianza della sorella della vittima, richiesta dall’avvocato di parte civile, le parti dovrebbero discutere e sarà pronunciata la sentenza.
