Viola il divieto di avvicinamento disposto a tutela della madre. Si è concluso il rito direttissimo a carico di “Blade”
È stato assolto dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda, il 41enne di Latina, Stefano Fiorini, conosciuto al pubblico social con il soprannome di “Blade”. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Vasaturo, doveva difendersi dall’accusa di violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Per Fiorini, giudicato col rito abbreviato nell’ambito del proseguo di direttissima, il pubblico ministero aveva chiesto la pena di 4 mesi di reclusione.
Il suo arresto per questo procedimento risale al 16 aprile 2025 quando la Polizia di Stato aveva tratto in arresto il classe ’85, già noto alle forze dell’ordine, responsabile della violazione della misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa disposto nei suoi confronti per i maltrattamenti e gli atti persecutori ai danni della propria madre. Fiorini, detto Blade, è un personaggio noto a Latina per essere animatore della pagina “stamopestrada” su Instagram dove dà sfoggio delle sue qualità di artista di strada. L’uomo si aggira spesso per il centro di Latina, dichiarandosi artista e chiedendo alle persone e alle attività commerciali del centro qualche “spiccio” per alimentare la sua “arte”.
L’intervento era nato da una segnalazione pervenuta alla sala operativa della Questura, in cui un uomo aveva avvisato della presenza di un soggetto che si aggirava nei dintorni di un supermarket e che, secondo quanto riferito, stava danneggiando alcune auto in sosta.
La descrizione fornita dal segnalante aveva consentito agli agenti di individuare il possibile autore in un soggetto già noto e riconoscibile agli agenti per alcuni segni particolari. Giunti sul posto, gli agenti della Squadra Volante avevano effettivamente trovato il soggetto nei pressi della zona oggetto della segnalazione e, in quanto privo di documenti, lo avevano condotto presso gli Uffici della Questura.
Dai successivi accertamenti effettuati a suo carico, era emerso che l’uomo aveva a suo carico un divieto di avvicinamento alla madre e, nonostante ciò, era stato rintracciato dai poliziotti proprio nei pressi dell’abitazione della donna e quindi nella flagranza della violazione della misura cautelare.
Il 41enne aveva inoltre addosso uno zaino con all’interno un paio di forbici, che in altre occasioni avrebbe utilizzato proprio per minacciare la congiunta. Alla luce di quanto emerso, il soggetto era stato dichiarato in stato di arresto per la violazione del divieto di avvicinamento ed era stato inoltre denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
L’uomo era stato condotto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida con rito direttissimo che si era tenuta il giorno successivo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda.
Difeso dall’avvocato Francesco Vasaturo, “Blade” era stato liberato dal giudice monocratico che aveva concesso i termini a difesa e rinviato il giudizio per direttissima conclusosi oggi, 26 febbraio.
Dopo quell’episodio, i guai per Blade non sono finiti tanto che si trova in carcere per altre ragioni. L’8 maggio dell’anno scorso, Fiorini è stato arrestato sempre per la violazione della misura del divieto di avvicinamento alla madre; dopodiché, il giorno dopo, il 9 maggio 2025, Blade è stato denunciato per episodi di danneggiamento, consistiti nell’effrazione dei cristalli di un’autovettura e di un furgone, entrambi di proprietà del querelante che, all’atto dell’evento di danneggiamento, erano parcheggiati in una pertinenza del suo domicilio. A denunciarlo, è stato il parrocco di Santa Chiara, a Latina.
A inchiodare “Blade” sono stati le immagini della video-sorveglianza che lo immortalano mentre si scatena in vandalismi contro i due mezzi della parrocchia. A scatenare la rabbia di Fiorini sarebbe stato il fatto che, nei giorni precedenti, il parroco gli aveva vietato di dormire sotto il porticato della Chiesa di Santa Chiara, individuata da ui come giaciglio per la notte, senza contare altri atteggiamenti molesti messi in pratica dal 40enne.
