Atti persecutori nei confronti della madre: è iniziato il rito direttissimo nei confronti di una donna di 39 anni di Latina
Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia, al termine del primo step del rito direttissimo, ha convalidato l’arresto della donna di 39 anni arrestata il 24 settembre, a Latina, per aver violato il divieto di avvicinamento alla madre e l’ha rimessa in libertà, senza alcuna misura cautelare. La donna, già indagata per stalking nei confronti della madre, era stata arrestata dalla Polizia in ragione del fatto che era suonato il braccialetto elettronico. Nel corso del rito direttissimo, rinviato al 19 ottobre, la 39enne, assistita dall’avvocato Gianluca La Penna, ha spiegato che nel momento dell’arresto non vi era litigio con la madre, bensì si trovava a casa della madre in armonia, pur avendo il divieto ad almeno 500 metri di distanza dalla medesima donna.
La donna, infatti, era sottoposta alle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento con controllo mediante braccialetto elettronico.
Nella mattinata del 24 settembre, la Sala Operativa della Questura ha ricevuto una segnalazione relativa a una possibile violazione delle prescrizioni imposte alla donna. Gli operatori hanno immediatamente inviato sul posto un equipaggio della Squadra Volante, che ha raggiunto l’abitazione della persona offesa e rintracciato la donna.
I poliziotti hanno così accertato la violazione della misura imposta all’indagata, che si era avvicinata alla madre senza rispettare la distanza minima di 500 metri prevista procedendo al suo arresto in flagranza per la violazione dei provvedimenti di allontanamento e del divieto di avvicinamento.
Su disposizione del Pubblico Ministero, la 39enne è stata accompagnata presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima.
