UCCISO A COLPI DI PISTOLA PER UN DEBITO DA 200 EURO: 48ENNE DI APRILIA ACCUSATO DI OMICIDIO

Aprilia, aveva ferito gravemente a colpi d’arma da fuoco uno straniero al culmine di un acceso diverbio. Dopo la morte dell’uomo, il quarantottenne è accusato di omicidio

Da tentato omicidio a omicidio. È questa la grave accusa per il 48enne di Aprilia, Alessandro Mancini, difeso dagli avvocati Monia Laghi e Federica Oliveri, che oggi, 2 ottobre, è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia dinanzia al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli. All’uomo, già in carcere per tentato omicidio da aprile scorso, è stata aggravata la misura poiché nel frattempo la vittima, a cui aveva sparato, è deceduta dopo circa 5 mesi di agonia.

Lo scorso 27 aprile, era stato convalidato il fermo del 48enne di Aprilia accusato di aver sparato contro uno straniero per un presunto debito da 200 euro. Era stato sempre il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, a convalidare l’arresto.

Lo scorso 23 aprile, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aprilia, guidati dal tenente colonnello Gianluca Piccione, avevano eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Latina, di Mancini, già noto alle forze di polizia, all’epoca indagato per tentato omicidio premeditato, per detenzione e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo, esplosione il luogo pubblico di diversi colpi d’arma da fuoco e detenzione illegale di numerose munizioni presso la propria abitazione. Ora, l’accusa si tramuta in omicidio premeditato a colpi d’arma da fuoco. Un reato che prevede l’ergastolo.

L’ennesimo episodio di violenza ad Aprilia da un anno e mezzo a questa parte. L’ultima vicenda dopo gli spari in Via Lussemburgo e Via dei Lauri e l’accesso litigio tra zio e nipote, finito anche in quel caso a colpi d’arma da fuoco.

Nello specifico, il provvedimento restrittivo scaturiva dall’attività investigativa condotta, a partire dalla nottata tra il 22 e il 23 aprile, dal Reparto dell’Arma apriliana, dopo aver ricevuto notizia di un soggetto straniero che era stato accompagnato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Pomezia con diverse ferite da arma da fuoco al torace e all’addome.

Dagli accertamenti preliminarmente condotti era emerso che, in zona Fossignano, esattamente in via dei Cigni, l’uomo ferito, poco prima, aveva avuto un diverbio con Mancini, al culmine del quale questi aveva esploso diversi colpi d’arma da fuoco, raggiungendo il cittadino straniero.

Avendo appreso che nel corso del violento diverbio anche la persona armata potesse essere rimasto ferito, i Carabinieri si erano recati presso il pronto soccorso dell’ospedale di Aprilia dove avevano rintracciato un uomo corrispondente alla descrizione precedentemente raccolta, che era giunto poco prima per farsi prestare le cure a causa delle vistose ecchimosi e degli ematomi che aveva dichiarato di essersi procurato a seguito di un fantomatico incidente stradale, del quale però non era in grado di fornire alcun dettaglio.

Nell’ambito delle direttive impartite dal Pubblico Ministero di turno, avvisato dell’accaduto, erano proseguite le indagini che avevano consentito di apprendere che in precedenza effettivamente si era verificato un acceso diverbio nell’ambito di una disputa riconducibile a un presunto credito da poco più di 200 euro vantato dal soggetto gravemente ferito a colpi d’arma da fuoco. Più nel dettaglio, il fermato e lo straniero ferito avrebbero avuto uno scontro violento, durante il quale si sarebbero colpiti vicendevolmente, al culmine del quale l’indagato avrebbe recuperato la pistola per poi attingerlo numerose volte.

La prosecuzione delle investigazioni, attraverso la raccolta di dichiarazioni informate sull’accaduto, sopralluoghi, perquisizioni e sequestri, aveva quindi consentito di raccogliere chiari e gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, nonché gli elementi utili alla qualificazione dei reati contestati al fermato.

Nel corso delle attività, sul luogo dell’accaduto, tra le altre cose, erano stati recuperati e sequestrati dei bossoli di cartuccia per pistola, specificando che l’arma non era stata ancora rinvenuta. Era stata anche eseguita una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’indagato che aveva permesso di rinvenire numerose munizioni, illegalmente detenute, sottoposte a sequestro.

Il cittadino straniero è stato ricoverato presso la struttura sanitaria di Pomezia. Qualche giorno fa, l’uomo è deceduto a causa delle ferite riportate. Al momento, il 48enne si trova associato alla Casa Circondariale di Latina.

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