TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI, FURTI E RAPONE: NELL’INCHIESTA DI NAPOLI COINVOLTO AVVOCATO DI MINTURNO

Truffe alle assicurazioni, tre arresti a Napoli. Coinvolti anche periti, avvocati e medici; tra di loro anche un legale di Minturno

I Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di tre cittadini, due dei quali finiscono in carcere ed il terzo agli arresti domiciliari, gravemente indiziati di aver organizzato un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di autovetture, rapine e truffe assicurative. Si tratta di Salvatore Grassi, 25 anni, detenuto ai domiciliri, Massimo Niro, 52 anni e Giuseppe Guarino, 38 anni.

L’attività investigativa, condotta dai militari della Stazione di Napoli Marianella e coordinata dalla Procura partenopea, è scaturita dall’approfondita analisi di alcune denunce di furti e rapine di autovetture, avvenuti anche in danno di pazienti che si recavano al “II Policlinico” e al Santobono, attuati mediante la tecnica del “finto parcheggiatore”.

Successivi approfondimenti hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati e di ulteriori persone coinvolte, in ordine all’operatività di un sodalizio dedito alle truffe in danno di compagnie assicurative mediante simulazioni di incidenti stradali e alla commissione di furti e rapine di vetture, per poi rivenderne i componenti. 

Quanto alla programmazione diretta a truffare le assicurazioni, è emersa la figura di coordinamento esercitata da uno degli indagati, colpito da misura cautelare e destinatario altresì di un decreto di sequestro preventivo dell’indebito profitto ottenuto per fingere sinistri stradali, coinvolgendo a tale scopo anche professionisti tra cui medici, avvocati e periti assicurativi.

Con riferimento ai delitti predatori, è emerso il ruolo determinante di due degli soggetti oggi arrestati, ritenuti responsabili di plurimi episodi di furto di autovetture a partire dall’anno 2019.

Ulteriori accertamenti hanno infine consentito di accertare l’indebita percezione del reddito di cittadinanza da parte dei componenti della famiglia di uno dei destinatari dei provvedimenti odierni, che, a partire dal 2021, tramite informazioni mendaci e omesse comunicazioni all’INPS, avrebbe percepito la somma di euro 38.627 euro, per la quale è stato disposto decreto di sequestro preventivo, anche “per equivalente”.

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