TRASPORTI PUBBLICI A CISTERNA, MODERATI UNITI: “È CAOS”

“La riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL) nella Regione Lazio ha introdotto un modello basato sulla separazione dei ruoli e sulla suddivisione del territorio in Unità di Rete (UdR). In questo schema, Astral (Azienda Strade Lazio S.p.A.) assume il ruolo di ente di regia e coordinamento per la mobilità di prossimità e di breve/medio raggio, mentre Cotral si concentra sulle tratte extraurbane a media e lunga percorrenza. Fin qui la teoria e la norma. Ma sul terreno, qual è la realtà?”. Se lo domandano, in una nota, i consiglieri comunali di Cisterna, Gino Cece, Marco Squicquaro e Emanuela Pagnanelli (Moderati Uniti).

“A Cisterna il servizio presenta buchi enormi sul territorio: linee bus colate a picco o svanite, corse che saltano sistematicamente e orari completamente sballati. A farne le spese è la fascia di cittadini che più dipende dal trasporto pubblico: i giovani studenti e gli anziani.

È facile farsi fotografare emulando generali vittoriosi; ben più difficile è risolvere i problemi concreti delle famiglie, costrette a corse contro il tempo per “recuperare” i ragazzi lasciati a piedi. Un disservizio che genera inevitabili ingorghi di auto private davanti alle scuole negli orari di entrata e uscita, creando ulteriori disagi all’attività didattica, con insegnanti e dirigenti scolastici costretti a gestire quotidianamente questo caos.

Va dato atto al Comune di essere intervenuto con alcuni aggiustamenti di orario, ma si tratta di una classica goccia in un mare in tempesta.

Servono interventi strategici, non passerelle fotografiche, per restituire alla città di Cisterna un servizio di trasporto pubblico decente, efficiente e affidabile. Dopo, semmai, ci si potrà anche fare le foto. Oggi, purtroppo, Cisterna è rimasta a piedi”.

“Chi si è occupato del nuovo modello di trasporto: Presidenti di Regione: Zingaretti e Rocca. Assessori regionali: Alessandrini e Ghera. Sindaci e commissari: Carturan, Caporale e Mantini. Come dire un impegno di tutti per un risultato di nessuno e, verrebbe da dire: era meglio quando stavamo peggio”.

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