TERRACINA, EX DESCO: PRESCRITTI TUTTI, NESSUNA CONFISCA

Area Ex Desco a Terracina (Foto da Latina24)
Area Ex Desco a Terracina (Foto da Latina24)

È scattata la prescrizione per tutti e quattro gli imputati di lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio all’ex Desco, in passato oggetto anche di un sequestro e un’indagine dell’Antimafia

A ottobre 2014 il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Cario rinviò a giudizio quattro persone per i reati di lottizzazione abusiva, abuso d’ufficio e falso: gli imprenditori Carmine MaistoVincenzo Gallucci e Gennaro Pedato (custode del sito) della società M.P.M. Immobiliare Srl, proprietaria dell’area e beneficiaria dei titoli edificatori, e l’ex dirigente del Comune di Terracina Luigi Di Mauro.

L’indagine era partita dai sigilli apposti qualche tempo prima al complesso da parte del Nipaf di Latina, in collaborazione con i Carabinieri, su indagine del sostituto procuratore della Repubblica di Latina Giuseppe Miliano, per la vicenda relativa all’accordo di programma in variante al Piano Regolatore approvato alla fine del 2005 da Comune, Regione e privati.

Secondo gli investigatori, la procedura avrebbe permesso speditamente di realizzare al posto della Desco, nel frattempo delocalizzata, un complesso turistico/ricettivo, residenziale e sociale, esteso su 63mila metri cubi con due alberghi, un centro commerciale, un centro sociale e sessanta appartamenti per un valore economico di ben oltre 30 milioni di euro.

La procedura dell’accordo di programma, però, doveva essere giustificata dall’interesse pubblico del progetto che secondo gli inquirenti non ci sarebbe stato, surclassato da quello privato. Secondo le indagini la variante urbanistica effettuata tramite accordo di programma sarebbe stata approvata per soddisfare solo interessi privatistici. Il processo a carico dei quattro iniziò il 25 marzo 2014.

Ma i sigilli apposti nel febbraio 2013 non furono i soli intorno a quell’area. Nel 2010, un’imponente operazione della DDA di Napoli, condotta dalla Questura di Latina – Squadra Mobile e Commissariato di Formia  (LT) – e dal G. I. C. O. del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, smantellò due holding imprenditoriali, operanti prevalentemente nel settore dell’edilizia, nelle Province di Roma, Latina e Napoli, gestite, direttamente o attraverso prestanome, da soggetti collegati al clan camorristico di Giugliano Mallardo. Ad essere arrestato, in quell’operazione denominata Arcobaleno, anche uno degli imputati nel processo per lottizzazione abusiva, Carmine Maisto, considerato dagli inquirenti di allora, insieme ad Antonio Pirozzi, tra degli imprenditori edili che in quegli anni, attraverso società loro intestate o prestanome, ottenevano con facilità concessioni edilizie per speculazioni di grosso rilievo nel Comune di Fondi.

Tra i beni sequestri di quell’operazione antimafia di dieci anni fa, per l’appunto, anche l’area dell’ex Desco nonché quella di Madonna delle Grazie di Fondi.

Ad ogni modo, al di là di sequestri, indagini, provvedimenti del Tribunale del Riesame che comunque disposero il dissequestro dell’area (in riferimento al primo sequestro del 2010) e un processo che durava da sei anni, in questi giorni è scattato la prescrizione per tutti e quattro gli imputati. Troppo lunghi i tempi della giustizia che si portano via con sé anche la possibilità della confisca dell’area che torna nella disponibilità della società immobiliare che la deteneva.

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