TEATRO FELLINI: AL VIA LA NUOVA STAGIONE

Parte il 27 novembre la nuova stagione di prosa del Teatro Fellini di Pontinia in collaborazione con ATCL (circuito multidisciplinare del Lazio), MiC e con il Comune di Pontinia.

La stagione ufficiale apre con Ascanio Celestini ma sono moltissimi gli appuntamenti fuori abbonamento a partire dal prossimo fine settimana. Come d’abitudine la proposta incontra linguaggi e discipline diverse e quest’anno, già prima di Natale, tornano, insieme alla prosa, la danza e la musica. Il cartellone anche quest’anno riporta titoli, compagnie e artisti che rappresentano la punta più alta del panorama italiano, una linea che, confermata anno dopo anno, ha riconosciuto al Teatro di Pontinia una dimensione decisamente extra-localistica. Uno spazio quello del Fellini che, con sempre maggiore autorevolezza, dialogando con le realtà nazionali e internazionali ospitate in questi anni, mostra l’immagine migliore che il nostro territorio offre in termini di vivacità culturale e intraprendenza.

“Discorde concordia” è il sottotitolo della Stagione 23/24. Il perché lo spiega Clemente Pernarella, Direttore Artistico: “Attraversiamo un momento difficile ed è complesso per noi, artisti, rapportarci a quanto accade nel mondo cercando di dare un senso a quello che facciamo. Abbiamo di fronte scenari inquietanti che non possono non toccare le nostre esistenze. Laddove la contrapposizione e lo scontro vengono visti come unica soluzione il pensiero avuto è che ha sempre più senso lavorare perché l’uomo incontri l’uomo riconoscendosi oltre le differenze. L’unione dei diversi genera l’armonia. Credo che in questo risieda il senso politico del teatro, da sempre e a maggior ragione ancora oggi. Viviamo in una terra, la nostra, che ha nella sua storia l’accostamento delle diversità e che si è costruito alla ricerca di una unione, obiettivo questo che può essere realizzato solo tramite la condivisione di aspirazioni, di sentimenti, di storie. Il teatro agisce oltre la razionalità, oltre il contesto, oltre il limite perché è opera dell’uomo per l’uomo, atto creativo nato per sfiorare l’inconoscibile tramite il cuore e non tramite la ragione. Il teatro scelto per questa stagione insegue questa funzione: onestamente opera per la comunità. Cinque spettacoli scelti perché chiunque possa riconoscersi e guardarsi, ridere o soffrire insieme, dando al termine “insieme” il senso finale dell’obiettivo e del traguardo. Artisti, linguaggi, drammaturgie rappresentate, in questa stagione, dalle realtà italiane che, in questo momento per noi, meglio rispondono a questa esigenza. Questo per noi è il teatro, questo per me è il contributo che il teatro può offrire oggi alla politica“.

Ascanio Celestini apre, come detto, la stagione il 27 novembre con il titolo che sarà presentato, solo 10 giorni prima del passaggio a Pontinia, al Roma Europa Festival e che sarà in cartellone a dicembre al Teatro Piccolo di Milano. “L’asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato”. Il racconto di Celestini questa volta è dedicato a Francesco, il santo che scelse di servire i poveri e nel 1223, a Greccio, creò il Presepe. La leggerezza, appunto, l’ironia e la poesia che contraddistinguono il teatro di Celestini introducono al viaggio proposto dal Fellini per quest’anno.

Arriva a gennaio, il 27, un grande titolo: “L’amore del cuore” di Caryl Churchill, una delle autrici inglesi più rappresentate al mondo. La regia del testo è firmata da Lisa Ferlazzo Natoli. Premio Ubu nel 2019 con “When the rain stops falling” oggi, Lisa Ferlazzo Natoli, con la sua compagnia “La casa d’Argilla”, figura come artista associata del Piccolo Teatro di Milano. Certamente uno dei nomi più interessanti emersi negli ultimi dieci anni in Italia per la capacità di affrontare drammaturgie inusuali per le nostre scene, per la pulizia degli allestimenti e soprattutto per la qualità del gruppo di attori della compagnia.

Il 3 Febbraio è la volta di “4,5,6”. Scritto da Mattia Torre, drammaturgo e autore teatrale e cinematografico. Scomparso prematuramente nel 2019 non prima di aver realizzato come autore alcuni dei prodotti di maggior successo per la tv e per il cinema. Alcuni di questi sono divenuti cult in questi anni, su tutti “Boris” la serie e “Figli”, il bellissimo film interpretato da Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi. Il teatro di Mattia Torre occupa nella sua produzione uno spazio particolare, minore rispetto ai lavori per la tv e il cinema ma non meno rilevante tanto da meritare, lo scorso anno, una retrospettiva firmata dal premio Oscar Paolo Sorrentino realizzata per la RAI: “Sei pezzi facili”, sei puntate per sei lavori teatrali scritti da Mattia Torre. Tra questi ovviamente “4, 5, 6” forse il testo più articolato e divertente di questo straordinario scrittore, troppo presto scomparso ma che ha lasciato un segno nella storia dello spettacolo italiano.

Il 14 marzo “Festen”. Per la regia di Marco Lorenzi, con Danilo Nigrelli e Irene Vivaldi, Co- prodotto da Elsinor, Mulino di Amleto, Teatro Stabile del Friuli e TPE-Torino Piemonte. Una produzione di rilievo per un testo tratto dalla sceneggiatura del film omonimo scritto e diretto da Thomas Vinterberg, autore danese premio Oscar nel 2021 per il film “Un altro giro”, film per il quale Vinterberg è stato candidato al premi Oscar per la migliore regia. Uno spettacolo, “Festen”, pirotecnico audace, divertente e sbalorditivo. Una sorpresa per il pubblico, fuori dagli schemi soliti e assolutamente innovativo.

La conclusione il 13 aprile con “Meno di due” l’ultima produzione di Teatrodilina. Scritto e diretto da Francesco Lagi, con Francesco Colella, Anna Bellato, Leonardo Maddalena. Una storia semplice e diretta, due qualità che contraddistinguono da sempre il lavoro di questa compagnia che ci ha abituato a leggere il tempo che viviamo attraverso le storie di uomini e donne alle prese con la vita di tutti i giorni, con piccole e grandi questioni che emergono dal quotidiano senza che spesso i protagonisti stessi se ne accorgano. Come sempre con leggerezza ed eleganza, puntando molto sugli attori, Lagi costruisce un piccolo racconto sulle distanze più o meno colmabili che la realtà virtuale spesso rende invisibili. 


Sono cinque gli appuntamenti da novembre ad aprile in abbonamento ma sono già 7 i “fuori abbonamento” previsti fino a Natale, raccolti come sempre nella sezione “Slash”. Ancora il Direttore Artistico: “questo fa parte della nostra politica, le operazioni fuori abbonamento potrebbero essere inquadrate come l’officina, il vero laboratorio creativo del nostro teatro, “Slash” da quando siamo nati è lo spazio della costruzione quello in cui racchiudiamo spesso le attività di produzione, di formazione, le collaborazioni esterne, i linguaggi diversi dalla prosa, le attività di carattere non eminentemente performativo etc. Slash da sempre rappresenta per noi la differenza tra una sala che ospita degli spettacoli ed un teatro ovvero un luogo dove persone operano quotidianamente non solo per fare programmazione”.

“Slash” parte da subito l’11 novembre, sabato prossimo con la danza: DOTS, coreografia e regia Ricky Bonavita, a seguire domenica 12 novembre “Fabbrica” un lavoro de La Bottega degli Errori diretto da Clemente Pernarella. Il 17 novembre RMX performance ideata da Pietro Angelini e Francesco Santamaria tra il mito di Narciso e gli smartphone utilizzati in scena come dispositivo drammaturgico. A dicembre, all’interno della rassegna “Amori rubati” che si svolge tra Roma, Mantova, Sulmona e, appunto, Pontinia, costruita per riflettere sul tema della violenza di genere, due spettacoli: sabato 9 “Ne m’oublier pas” ispirato alla figura di Zelda Sayre, moglie di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri diretto da Clemente Pernarella che ne cura anche la regia; domenica 10 “Anna” con Viola Graziosi, tratto da un racconto di Dacia Maraini. Ultimo appuntamento di Slash domenica 17 dicembre: Torquato Tasso di Johann Wolfgang Goethe, progetto e regia di Alessandro Machia con Luca Lazzareschi.

Da segnalare la ripresa a pieno ritmo del Teatro Ragazzi: l’offerta formativa per le scuole e il contatto con insegnanti e famiglie rimane un tratto distintivo del Fellini come pure l’abitudine al confronto ed al coinvolgimento del pubblico per tramite di “Effetti collaterali”. Consuetudine ormai anche questa per il Teatro di Pontinia, alcuni degli incontri delle edizioni precedenti (Daniel Pennac, Leonardo Luccone, Graziano Graziani) rimasti nella memoria rappresentano ormai una caratteristica unica di questo spazio.

Con le attività di programmazione tornano GLI EFFETTI COLLATERALI: incontri, a cura di
Anna Eugenia Morini che prevedono l’accoglienza del pubblico nel foyer prima dell’inizio dello spettacolo, hanno il carattere di preludi informali e coinvolgeranno enti, associazioni, relatori e relatrici di rilievo nel panorama culturale nazionale. Attivare pensiero e proporre domande su come e perché uno spettacolo solleciti il pubblico in una dimensione attuale e concreta come il teatro, è il principale obiettivo degli incontri di Effetti Collaterali. Inoltre, favorire la relazione tra persone contribuisce implicitamente a ribadire come l’esperienza teatrale non produca mai isolamento e come il carattere plurale e partecipativo sia il presupposto essenziale dell’idea di Teatro “sistemico” che intendiamo diffondere nel territorio.

Gli appuntamenti previsti, oltre alla “prima uscita” per la presentazione della rassegna teatrale 2023/2024 saranno il 9 dicembre, il 27 gennaio, il 3 febbraio ed il 14 marzo rispettivamente dedicati agli spettacoli Zelda, L’amore del cuore, 4,5,6 e Festen.

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