TARI, IL COMUNE DI APRILIA PERDE LA CAUSA CON ESSELUNGA: “DANNO DA 60MILA EURO”

Tari, il Comune di Aprilia perde la causa in Cassazione con Esselunga per il pagamento della tassa. A intervenire Italia Viva

“Il Comune di Aprilia aveva richiesto ad Esselunga 45.821€ di TARI per il parcheggio di Via Misurata.  La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Esselunga. Il Comune perde definitivamente la causa. Un ricorso che l’Amministrazione aveva già perso nei primi due gradi di giudizio”.

“Oltre a non incassare i 45.821€ richiesti, il Comune ora deve pagare solo per il grado di Cassazione 18.047,20€: 16.200€ di condanna al pagamento delle spese: €5.500 + €200 + €5.500 + €5.000. 1.847,20€ di parcella all’avvocato esterno incaricato dal Comune, l’avvocato Francesca D’Addario. Dei 16.200€, 5.000€ sono di ammenda disposta dalla Corte perché il ricorso del Comune è stato ritenuto “manifestamente infondato”. Non sono spese legali. È una sanzione. A questo vanno aggiunte le spese legali del Comune per i primi due gradi di giudizio. Danno totale ben oltre i 60.000€”.

“Questo caso non è isolato. È la fotografia di un metodo che va avanti da anni all’Ufficio Tributi. Da anni il Comune tartassa con cartelle TARI esorbitanti capannoni agricoli, coltivatori diretti e immobili chiusi. Arrivano avvisi da 15.000€, 50.000€ fino a 400.000€”.

“La TARI è una tassa sui rifiuti. Quindi si paga solo se produci rifiuti. Nulla è dovuto quando: Il capannone agricolo è funzionale all’azienda e non produce rifiuti urbani. Il capannone è chiuso e non ha utenze attive. I parcheggi e le aree pertinenziali dove non si producono rifiuti. Le case sono chiuse e non hanno allacci di utenze: luce, acqua, gas.  In tutti questi casi l’imposizione è illegittima. Continuare a notificare avvisi significa scaricare sui cittadini i costi di un errore dell’Ente. È questo che ha portato al danno erariale. Chiediamo con forza alle Commissarie di fermare subito questo meccanismo e di applicare il regolamento con buon senso e nel rispetto della legge.  La TARI è una tassa giusta quando è applicata in modo giusto. Quando diventa vessazione è un danno per i cittadini e per il Comune”.

Cosi, in una nota, il presidente provinciale di Italia Viva, Vincenzo Giovannini.

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