SPIAGGIA DI BAZZANO, ACCESSO LIBERO NEGATO: I TRE LIDI DANNEGGIATI AMMESSI COME PARTI CIVILI

Caso Bazzano, è iniziato oggi, 20 febbraio, presso il Tribunale di Latina, il processo a carico dei proprietari del complesso balneare Lido Costadoro

Ad essere imputati i proprietari del lido Costadoro, Alberto e Alessandra Del Vecchio, accusati del reato ex articolo 1161 del Codice della Navigazione. Il medesimo lido, come noto, è stato oggetto anche di una contesa amministrativa al termine della quale il Tar ha ordinato agli stessi proprietari di rendere libero l’accesso sulla strada che conduce al litorale di Bazzano, rimuovendo le sbarre e cancelli da loro installati. Al momento, contro quella pronuncia del Tar, prende un appello in Consiglio di Stato da parte dei Del Vecchio.

Parallelamente, nella vicenda penale, nel capo d’imputazione si legge che i due Del Vecchio “in concorso tra loro, in qualità di comproprietari dell’area censita in Catasto al fg. 13 p.lle 28 e 53, sulla quale Insiste la strada vicinale di accesso che collega la statale “Flacca” con la spiaggia di “Bazzano”, ubicata nel Comune di Sperlonga, realizzavano due cancelli e una sbarra elettronica (il primo cancello ubicato all’ingresso della strada vicinale; il secondo e la sbarra posizionati nei pressi del “Lido Costadoro”) escludendo o comunque limitando significativamente l’uso pubblico dell’arenile di “Bazzano”, bene appartenente al demanio marittimo”.

In pratica, secondo l’imputazione, mediante un sistema di cancelli e sbarre azionabili con telecomandi e codici nella loro esclusiva disponibilità, gli imputati impediscono o comunque limitano il libero e collettivo accesso alla spiaggia, riservandolo solo a soggetti determinati, e cioè, i clienti del “Lido Costadoro”, di loro proprietà.

Come si ricorderà, dopo una lunga serie di esposti da parte dei tre operatori balneari (Monia Maggiacomo, Gabriella Suprano, Giovanni Riccio), il Comune di Sperlonga adottava l’ordinanza 22/2022 con la quale veniva intimato ai Del Vecchio di consentire il libero accesso alla spiaggia, rimuovendo i cancelli e le sbarre elettroniche. Provvedimento questo confermato, come detto, dalla sentenza del Tar di Latina del 12 luglio 2023. Contemporaneamente, gli stessi proprietari degli stabilimenti sporgevano denuncia per il reato previsto dal codice della navigazione, originando così l’odierno processo penale

All’udienza di oggi, il giudice monocratico del Tribunale di Latina Rosmunda Zampi ha ammesso la costituzione di parte civile dei tre imprenditori balneari, assistiti dall’Avvocato Guglielmo Raso (già presente come difensore davanti a Tar e Consiglio di Stato), tesa ad ottenere il risarcimento dei danni.

“Riservando l’accesso all’arenile di Bazzano esclusivamente, o comunque prevalentemente, ai clienti del Lido Costadoro, di loro proprietà – sostengono le parti civili – gli imputati hanno limitato gravemente, se non addirittura sottratto, l’afflusso di clientela ai lidi Blue Lagoon Bay, Baia delle Sirene e Roccia dei Falchi, pregiudicandoli nell’esercizio della loro attività imprenditoriale e provocandogli così ingenti danni economici, anche in termini di mancato guadagno, nonché di immagine”.

È stato quindi escusso il primo testimone dell’accusa, l’ispettore Marco De Luca del Commissariato di Polizia di Gaeta, che ha ripercorso le indagini svolte insieme alla stazione dei Carabinieri di Sperlonga e al Nipaaf di Latina, confermando l’esistenza degli sbarramenti, mai rimossi nemmeno dopo il provvedimento comunale, e la loro funzione di “selezionare” l’accesso al litorale.

Il processo proseguirà all’udienza del 17 settembre con l’escussione degli altri testi dell’accusa.

Articolo precedente

BENESSERE BENE COMUNE, GLI INCONTRI SULLA SANITÀ DI LBC

Articolo successivo

FEMMINCIDIO A CISTERNA: GIOVEDÌ I FUNERALI DI NICOLETTA E RENÈE. PROCLAMATO LUTTO CITTADINO

Ultime da Giudiziaria