Spaccio nel centro di Latina. Arrestato a febbraio dai Carabinieri di Latina, è arrivata la sentenza di condanna
4 anni e 6 mesi di reclusione per il 53enne di Latina, Gerardo Pandozi, arrestato lo scorso febbraio per per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e porto di armi od oggetti atti ad offendere. L’uomo, difeso dall’avvocato Massimo Frisetti, aveva sul groppone una recidiva per essere stato condannato diversi anni fa sempre per spaccio di droga. Il legale difensore, nel corso dell’arringa, ha chiesto per lui la riqualificazione del fatto in ipotesi lieve, spiegando peraltro che il grado di purezza della marijuana era di appena il 9%, mentre quello dell’hashish del 25%. Un’ipotesi più di truffa che di spaccio, ha spiegato l’avvocato difensore. Più alto, invece, secondo l’analisi scientifica del consulente della Procura, il grado di purezza della cocaina: 75%.
Il pubblico ministero nell’udienza conclusiva odierna ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi. A pronunciare la sentenza di condanna è stato il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Renata Naso.
L’arresto di Pandozi è avvenuto a febbraio scorso. A trovare nella sua disponibilità oltre un chilo di droga (1 chilo di marijuana, 25 grammi di hashish e 90 grammi di cocaina) sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina e della Stazione di Sezze. A decidere per il rinvio a giudizio di Pandozi è stato lo scorso 8 luglio, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli. Lo scorso 22 settembre, sono state ammesse e acquisite tutte le prove, con il consenso della difesa.
Dopo l’arresto, lo scorso 11 febbraio, Pandozi era rimasto in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, che aveva convalidato l’arresto e disposto una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Pandozi è attualmente detenuto.
L’arresto dell’uomo è maturato nel contesto dell’operazione “alto impatto” quando i militari hanno notato l’uomo aggirarsi a piedi con atteggiamento sospetto nei pressi della cosiddetta “via dei pub”. Poco dopo, lo hanno sorpreso mentre cedeva un involucro a un cittadino romeno di 34 anni, residente a Latina e anch’egli già noto alle forze di polizia.
Il 53enne è stato immediatamente fermato e sottoposto a perquisizione che ha consentito di rinvenire l’involucro appena ricevuto, contenente circa 5,5 grammi di cocaina. Pertanto l’uomo è stato segnalato alla locale Prefettura, quale assuntore di sostanze stupefacenti.
I Carabinieri hanno quindi rintracciato e bloccato il 53enne in una via adiacente. La successiva perquisizione ha permesso di trovare in suo possesso circa 27 grammi di cocaina suddivisi in 9 involucri, un coltello a serramanico e la somma in contanti di 150 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.
La perquisizione è stata estesa anche al domicilio dell’arrestato. All’interno di una piccola cassaforte, i militari hanno rinvenuto ulteriori 77,5 grammi circa di cocaina suddivisi in 12 involucri, 26 grammi circa di hashish, 490 euro in contanti, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi. Inoltre, nascosta dietro un armadio, è stata trovata una busta in plastica contenente circa 1 chilogrammo di marijuana.
Il materiale rinvenuto è stato opportunamente repertato e sottoposto a sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa di eseguire le necessarie analisi di laboratorio sulla sostanza stupefacente.
Pandozi non è un nome nuovo alle cronache giudiziarie. Un quarto di secolo fa, quando aveva 28 anni, esattamente a ottobre 2001, era stato arrestato con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. In quell’occasione, era stata la Polizia di Stato a trovare nel giardino di fronte alla sua villetta, nel residence Macchia Grande a Borgo Santa Maria, presidiata da un pitbull, 4 chili di hashish sotterrati.
L’uomo fu processato e assolto dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina perché, così come aveva sempre sostenuto, quella droga non sarebbe stata sua. In sostanza, non vi era prova che l’hashish fosse riconducibile a lui.
Stavolta, invece, a distanza di quasi 25 anni dal primo arresto, secondo la sentenza odierna, la droga è stata riconosciuta come sua. L’uomo, nell’ultimo periodo, viveva in un noto albergo di Latina, in via delle Medaglie d’Oro, peraltro a pochi passi dal Comando Provinciale dei Carabinieri.
