Disabilità. Tripodi (FI): “Fondi alla disabilità e legge sui caregiver: traguardi fondamentali, ma la macchinosa burocrazia non vanifichi i diritti”
“Troppo spesso l’erogazione delle risorse, in particolare quelle destinate alle persone con disabilità gravissima, resta ostaggio di un processo amministrativo macchinoso, caratterizzato dalla frammentazione delle competenze
Lo stanziamento di un milione di euro da parte della Regione Lazio per gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie rappresenta un segnale di grande attenzione verso l’inclusione. Questo importante intervento – spiega Orlando Angelo Tripodi (FI), presidente della commissione Lavoro formazione pari opportunità – si affianca, nella giornata di oggi, a un altro traguardo fondamentale sul piano sociale e legislativo: l’approvazione, alla Camera, della legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, una figura centrale nell’assistenza e nella cura quotidiana dei soggetti più fragili”.
“Si tratta – continua Tripodi – di scelte politiche condivisibili e necessarie, che testimoniano una crescente sensibilità istituzionale. Tuttavia, di fronte a questi passi avanti, non possiamo ignorare le criticità strutturali che troppo spesso rischiano di svuotare di efficacia anche i provvedimenti più virtuosi. Il problema risiede nell’ormai cronico disallineamento tra i tempi della procedura amministrativo-contabile e la drammatica urgenza del bisogno assistenziale. Troppo spesso l’erogazione delle risorse, in particolare quelle destinate alle persone con disabilità gravissima, resta ostaggio di un processo amministrativo macchinoso, caratterizzato dalla frammentazione delle competenze tra Stato, Regione, ASL e Ambiti Territoriali Sociali.
I ritardi fisiologici nei trasferimenti dei fondi, la complessità delle procedure di programmazione e la molteplicità degli adempimenti contabili, tra decreti, variazioni di bilancio, liquidazioni e rendicontazioni, generano attese estenuanti per le famiglie. A questo si aggiungono la rigidità dei processi di valutazione della disabilità e la gestione delle graduatorie, aggravate dalla mancanza di un sistema unitario di monitoraggio capace di individuare tempestivamente i blocchi operativi. Alla luce di questo scenario – conclude Tripodi – appare chiaro come la disponibilità formale dei fondi sia soltanto il primo tassello: la vera sfida è la capacità delle istituzioni di trasformare con immediatezza gli stanziamenti in servizi, prestazioni e sostegni effettivi.
Per le persone con disabilità gravissima e per i loro caregiver, i ritardi burocratici non sono semplici intoppi tecnici, ma hanno conseguenze umane e sociali devastanti, incidendo direttamente sulla continuità dell’assistenza e gravando interamente sul carico familiare. Per superare questa impasse non servono soltanto nuove risorse, ma una riforma organizzativa fondata su una programmazione anticipata, sulla semplificazione dei passaggi amministrativi, sulla chiara attribuzione delle responsabilità e sul controllo stringente dei tempi di esecuzione di ogni singola fase”.
