Scuola Gramsci al “Palazzo Colorato”, interviene il gruppo civico Agire: “No a una scuola “parcheggiata” tra gli uffici comunali”
Da alcuni giorni ad Aprilia circola con insistenza una notizia che sta generando preoccupazione tra famiglie, studenti, personale scolastico e, secondo quanto emerge in queste ore, anche tra i dipendenti comunali: la gestione commissariale starebbe valutando la dismissione dell’attuale sede della Scuola Secondaria di Primo Grado I.C. Antonio Gramsci di Via Marco Aurelio e il trasferimento degli studenti all’interno del Palazzo Comunale di Piazza dei Bersaglieri, il cosiddetto “Palazzo Colorato”.
“Partiamo da un punto chiaro. È noto che la sede della Gramsci trascina da anni difficoltà e criticità mai risolte, e che la tutela di studenti, docenti e personale viene prima di ogni altra considerazione. Se l’edificio non garantisce più gli standard di sicurezza necessari, è giusto e doveroso intervenire: su questo non c’è alcuna discussione. È altrettanto evidente che la dismissione della sede attuale porterebbe un risparmio concreto, a partire dai costi dell’affitto. Ma proprio perché parliamo di anni di problemi mai affrontati, la risposta non può essere l’ennesima soluzione improvvisata.
Il problema è il “come”. Spostare centinaia di ragazzi dentro un palazzo nato e concepito per ospitare uffici comunali può avere senso solo come soluzione realmente temporanea, inserita in una programmazione chiara che indichi fin da subito dove andranno gli studenti nel prossimo futuro. Un palazzo comunale, per quanto a norma per la funzione che oggi svolge, non nasce per essere una scuola. E qui c’è un aspetto che non può essere ignorato: la Gramsci è un istituto a indirizzo musicale, che ha bisogno di aule dedicate, spazi per lo studio e la pratica strumentale, ambienti adeguati a sviluppare al meglio la propria offerta formativa, ambienti idonei a garantire la piena inclusione degli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali. Sistemarla tra gli uffici del Palazzo Colorato significherebbe privarla proprio di ciò che la rende quella scuola.
Ci sono poi interrogativi concreti che è legittmo porre. L’edificio risponde davvero ai requisiti di una struttura scolastica quanto a sicurezza antincendio, vie di esodo, capienza, accessibilità e aspetti igienico-sanitari? E come si concilierebbe, nello stesso stabile, la presenza quotidiana di centinaia di studenti con quella ordinaria di uffici comunali, dipendenti e cittadini? A questo si aggiunge l’inevitavile impatto sulla viabilità della zona: parliamo di un quadrante urbano già fortemente congestionato, dalla compresenza della ASL, degli uffici comunali stessi e di un altro istituto scolastico. Riversare qui, negli stessi orari di punta il flusso di centinaia di ragazzi e delle famiglie che li accompagnano rischierebbe di mandare in tilt il traffico ciCadino, creando disagi insostenibili e seri problemi di sicurezza stradale.
Domande che poniamo non per polemica, ma perché, quando si parla della sicurezza e del benessere dei ragazzi, ogni aspetto deve essere chiaro.
C’è infine la questione dell’ex Tulipano. Secondo le informazioni che circolano, per fare spazio agli studenti, alcuni uffici comunali sarebbero trasferiti proprio lì. Ma l’ex Tulipano era stato acquistato con un intento preciso: diventare un centro polifunzionale al servizio della collettività. Destinarlo a sede di uffici comunali significa cancellarne la finalità sociale per cui era stato pensato. E c’è di più: gli uffici finirebbero dislocati in più punti della città, con un evidente disagio per i cittadini, costretti a inseguire le pratiche burocratiche da una parte all’altra di Aprilia. Una frammentazione che complica la vita alle persone invece di semplificarla.
Resta la domanda decisiva: questo trasferimento è davvero temporaneo, e qual è il progetto per una nuova sede stabile? Oppure è uno spostamento fatto alla cieca, senza programmazione e senza tempi certi, destinato a diventare permanente? Ad Aprilia abbiamo imparato che troppo spesso ciò che nasce come provvisorio si trasforma in definitivo. Ed è qui il pericolo più grande.
Una scuola sistemata “temporaneamente” tra gli uffici comunali, senza aule adeguate, senza laboratori, senza i propri spazi, perde progressivamente la propria identità. Perde attrattività, vede calare le iscrizioni e finisce, di fatto, declassata. Sarebbe un danno non soltanto per l’istituto, ma per l’intera comunità apriliana.
Per questo chiediamo che si dica con chiarezza cosa si intende per “periodo temporaneo” e quale percorso porterà alla realizzazione di una nuova sede. Il risparmio derivante dalla dismissione non deve essere considerato semplicemente un modo per fare cassa o per tamponare una criticità nell’immediato: andrebbe reinvestito nella programmazione del futuro, finanziando studi, progettazione e tutte le attività necessarie alla realizzazione di un nuovo plesso scolastico moderno, funzionale e adeguato alle esigenze delle future generazioni. Perché il patrimonio di un Comune non si tutela soltanto riducendo i costi, ma investendo in strutture che restino al servizio della comunità negli anni a venire.
AGIRE Idee e Territorio continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione. Le scelte che riguardano i nostri figli e il futuro della città devono essere motivate, programmate e discusse pubblicamente. Saremo al fianco delle famiglie e vigileremo affinché ogni decisione venga assunta nell’interesse degli studenti e della comunità Apriliana”.
