SCANDALO CIMITERO: I FAVORI AL VICE-SINDACO DI SEZZE E AL FINANZIERE DELLA PROCURA

cimitero Omnia

Scandalo cimitero di Sezze: tra gli indagati spunta il nome del Vice Sindaco Antonio Di Prospero. Secondo gli inquirenti la sua delega al cimitero viene sfruttata per tornaconto personale. Tra gli episodi contestati anche quello del finanziere in servizio alla Polizia Giudiziaria della Procura che, a un certo punto, viene a sapere dell’indagine

La delega ai servizi cimiteriali del Vice sindaco setino sfruttata per pagare di meno i loculi. Questa è l’ipotesi che coinvolge Antonio Di Prospero (indagato) e che lo fa finire nell’inchiesta Omnia. Al centro del mercimonio c’è sempre lui, il custode tuttofare Fausto Castaldi il quale, nonostante il regolamento del cimitero votato dal consiglio comunale, decide tutto lui: ditte che lavorano nel cimitero, prezzi e mazzette. Non è solo. A permettere le sue azioni c’è il funzionario comunale Maurizio Panfilio, ora in pensione, che firma determine anche quando i lavori sono finiti.

Antonio Di Prospero

Gli investigatori, tramite le intercettazioni, accerterebbero che ci sono sepolture nell’interesse del fratello del Vicesindaco Antonio Di Prospero. Sepolture già realizzate alla data del 27 aprile 2019, a fronte del fatto che la determina autorizzativa è del 27 giugno 2019. Due mesi dopo i lavori.

Già l’ho fatta fare a tuo fratello li – dice Castaldi rivolto al Vice Sindaco – a rompi i coglioni e neanche ce lo dovevo far fare quello, mi si fatto rimette, mi si fatto rimettere quattro posti…mi hai fatto rimette quattro posti, me li sarei venduti già quei così e li saria (ndr: avrei) pagati tutti quanti questi, è arrivato lui e deve incula’…“.

L’episodio dimostra come ancora una volta (sono tanti gli episodi cristallizzati nell’indagine dei Carabinieri) risulti violato l’art. 72 del Regolamento Cimiteriale che prevede invece come i singoli progetti di costruzione di sepolture private debbono essere preventivamente adottati dal Dirigente dei Servizi Cimiteriali.

Ma non è finita perché gli inquirenti intercettano anche altri accordi corruttivi che intercorrerebbero tra il custode del cimitero Castaldi e il Vicesindaco Di Prospero. Tali episodi si sviluppano per la realizzazione di sei sepolture a costo stracciato per Di Prospero: appena 200 euro a sepoltura.

Castaldi: “...ee…che stai a pagare? non stai a pagare un cazzo…duecento euro di costo…tra marmo e quello…quanto ci stai a pagare? Non stai a pagare un cazzo…dimmi tu…se trovi un altro come a me? Dopo vedi“.

Di Prospero: “Me costa settecento euro a posto…quelle (due)…

Castaldi: “Ma che ti costo…? …Ti costerà duecentocinquanta (250,00) euro a posto. fra un altro po’…!

Il vantaggio per Di Prospero è lampante. Basti pensare che a un altro acquirente (un imprenditore che effettuerà anche gli scavi), che sarà poi ascoltato dagli inquirenti a sommarie informazioni, due delle sei sepolture vengono fatte pagare 4mila euro ciascuna anziché 200 euro che pagherà il Vice-Sindaco della Giunta Di Raimo. C’è di più.

Lo stesso Castaldi prospetta a Di Prospero anche la vantaggiosità dell’accordo con l’altro committente prospettandogli la possibilità di rivendere due delle sepolture a 4mila euro euro ciascuna. È lo stesso imprenditore, che ha pagato molto di più del Vice-Sindaco, a confermare agli inquirenti di aver effettuato gli scavi sulla base di direttive impartite dagli arrestati odierni Panfilio e Castaldi: il dipendente e il custode comunale.

IL FINANZIERE DELLA PROCURA DI LATINA – A margine di un altro episodio del cimitero che vede coinvolto il finanziere Angelo Tomei, che lavora presso la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Latina, si evince anche del rischio che ha corso l’inchiesta Omnia.

Tomei, indagato per induzione indebita, viene menzionato nell’ordinanza perché, come altri cittadini, aveva bisogno di un’estumulazione riguardante il padre. Castaldi propone al finanziere lo spostamento della salma in violazione del Regolamento comunale del cimitero.

Il custode suggerisce al finanziere di “accroccare” lo spostamento avvertendolo che se fosse stato fatto tutto in regola ci sarebbero stati costi maggiori: servirebbero mille euro.

Ti sto a diredice Castaldi al finanziere che già aver fatto il posto fuori…dai livelli e invece si fa così …già…te metti a pagà la terra e gliu posto te partono mille euro; e manco te gli favo fa, ci vuole da fare il progetto, così stiamo accroccando noi a fa nu (ndr: noi)…di nessuno“.

Tutta l’operazione prevede l’estumulazione di altri due feretri in modo tale da avere la disponibilità di tre sepolture, avanzando così per il finanziere due posti liberi. Un trasferimento delle salme, racchiuse in cassettine di zinco, in assenza di ogni richiesta ai parenti e senza alcun atto amministrativo formale.

Inoltre, Castaldi riferisce al finanziere che, in caso dovesse succedere qualcosa, ha già provveduto a parlare con il dipendente del Comune Panfilio, d’accordo per l’eventuale pezza amministrativa ex post.

Fausto Castaldi: “È…è..e mo’ siccome è sceso Maurizio
Tomei: “È…
Castaldi: “C’ho detto: “Mauri’ famme un foglio che…che se succede qualcosa nella sostituzione marmo
Tomei: “È…
Castaldi: “Tranquillo…e allora lui ha detto: “mo’ te lo faccio io””; quindi tra quanto lui scende io tengo già fatti i posto“.

Tuttavia, Castaldi è insofferente perché, a quanto risulta da un’intercettazione, rappresenta al figlio Antonio, imprenditore edile e arrestato anche lui nell’operazione odierna, è costretto a praticare lo sconto al finanziere per l’intercessione del titolare dell’agenzia funebre Cerilli (agli arresti domiciliari). Per Castaldi, attento a guardare i suoi interessi, aiutare un finanziere non serve a niente, nel senso che lui non ci ricava alcunché: “A me non me ne frega un cazzo…” – dice al figlio – serve a te (ndr: si riferisce all’imprenditore funebre Cerilli)…non serve a me!“.

In seguito, lamentandosi ancora, stavolta direttamente con Cerilli, Castaldi dice: “Stai a fare una cosa che non possiamo fare, e te la stiamo facendo giusto perché sei Finanziere…non me portare più ‘sto deficiente…e io faccio il Finanziere…so’ finanziere…a me non me serve a un cazzo…io….“.

Successivamente, il finanziere Tomei, lavorando in Procura, viene a conoscenza dell’indagine e delle intercettazioni e, “curiosamente” – annotano gli inquirenti – “fa richiesta di fattura al Castaldi“.

Una richiesta che fa arrabbiare Castaldi poiché la fattura non può essere emessa trattandosi di un’operazione illecita (“non posso risultare che non ho fatto la fattura…perché ho fatto il posto rialzato“). Alla fine il custode si ingegna di chiedere come compenso, per estumulazione e spostamento salme, 8mila euro fatturando, con l’aiuto dei marmista, 4.800 euro.

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