SANTI COSMA E DAMIANO. L’ANTIMAFIA INSISTE PER LA CONFISCA DEI BENI DI VICCARO

Santi Cosma e Damiano
Santi Cosma e Damiano

Prosegue il procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione della confisca dei beni di Giuseppe Viccaro di Santi Cosma e Damiano

Ieri in Tribunale, il consulente Lorenzo Palmerini ha illustrato il patrimonio dell’imprenditore che è ritenuto organico al clan napoletano Gallo-Limelli gravitanti nei territori di Boscotrecase, Boscoreale e Torre Annunziata, con una propaggine nel sud pontino.

Il pm Luigia Spinelli, in rappresentanza della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha chiesto che vengano confiscati a Viccaro, svizzero di nascita ma residente a Santi Cosma, alcuni magazzini e un laboratorio. La difesa dell’imprenditore sancosmese ha richiesto di verificare la reale capacità finanziaria di una società a lui riferibile e quella di alcuni beni di suoi famigliari.

L’operazione della DDA che fece luce sul patrimonio della cosca Gallo a Santi Cosma e Damiano risale al 2010. All’epoca il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Paolo Siracusa coordinarono l’indagine denominata “Pandora” che portò all’emisisone di 86 ordinanze di arresto, nei confronti di presunti appartenenti ai clan Gallo, Limelli e Vangone. Fu contestata a Viccaro l’associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. In seguito, l’imprenditore fu condannato a ventinove anni e sei mesi di reclusione in primo grado.

Tra i beni sequestrati al clan Gallo-Limelli-Vangone, ci fu anche una lussuosa villa a Santi Cosma e Damiano in via Porto Galeo, dove il boss Giuseppe Gallo fu sorpreso a scaricare la droga assieme al fratello. Una sorta di centrale dei traffici illeciti della cosca da dove partivano gli ordini per i gregari che curavano l’importazione di imponenti quantità di cocaina e hashish.

Proprio dal procedimento di confisca a carico di Viccaro passa gran parte della tesi dell’Antimafia. I Gallo, oltre ad aver altri addentellati nel sud pontino, avrebbero investito anche in riferimento al patrimonio dell’imprenditore. La DDA, infatti, ritiene che il patrimonio di Viccaro di cui si chiede la confisca sia derivante da attività illecite.

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