SABAUDIA, LA DENUNCIA: “SPESE LEGALI FUORI CONTROLLO”. PRESENTATA UNA INTERROGAZIONE

La minoranza presenterà una interrogazione. Siamo già oltre i 420 mila euro stanziati. 115mila da inizio anno solo per il contenzioso sul lungomare

Sabaudia, 7 luglio 2026 – Spese legali fuori controllo. Le somme stanziate nel 2026 hanno già superato, siamo alla prima settimana di luglio, 422 mila euro alle quali vanno ad aggiungersi 50mila euro di spese legali relative al contenzioso tributario. Dei 300 me risultano, peraltro, già impegnate 291mila. La parte più elevata, 115mila, al legale che segue il contenzioso relativo alla vicenda dei chioschi (con gli ultimi due decreti monocratici del Tar di Latina che hanno visto soccombere il Comune) e del bando che scadrà nei prossimi giorni, salvo che non ci sia una impugnativa. Senza dimenticare quelli finora spesi e le sconfitte subite in giudizio al Tar-

Una spesa fuori controllo che solleva anche dubbi sul piano amministrativo procedurale e per la quale la minoranza si appresta a presentare una interrogazione al Sindaco. I chiarimenti richiesti riguardano aspetti relativi all’affidamento degli incarichi legali, in particolare quelli riferiti al contenzioso sui chioschi sul lungomare. Infatti, il vigente regolamento sugli incarichi legali, secondo i consiglieri di minoranza, rinvia la competenza alla predisposizione della proposta della delibera di Giunta comunale e del successivo incarico al responsabile del settore contenzioso legale il quale “è competente all’adozione dei provvedimenti gestionali per l’affidamento dell’incarico, previa verifica della copertura finanziaria, ed alla tenuta e aggiornamento dell’archivio corrente del contenzioso”. Diversamente, in particolare per il contenzioso sul lungomare, gli atti sono stati assunti dal dirigente del servizio finanziario ed è stato istituito un capitolo su cui lo stesso può impegnare le somme, aggirando di fatto la competenza del servizio legale. Fermo restando l’anomalia della procedura, anche in ragione alla conformità della spesa, i consiglieri di minoranza chiedono di conoscere su quali atti generali si basa tale presupposto. Infatti, dalla lettura della delibera di Giunta comunale con la quale è stato adottato il piano degli obiettivi al dirigente del settore finanziario sono stati assegnati “il coordinamento e gestione del procedimento delle fasi per affidamento servizio” non quelli relativi al contenzioso legale che fanno capo ad altro dirigente. Lo stesso dirigente, quello relativo al settore amministrativo legale, a cui sono in capo “l’espletamento delle attività di gara per l’affidamento delle concessioni demaniali”.

I consiglieri di minoranza rappresentano la loro preoccupazione sia per la eccessiva spesa sui contenziosi che, nello specifico, la pessima gestione delle vicende relative al lungomare, sia per la mancanza dei servizi che per l’assenza dell’assistenza ai bagnanti che stanno provocando disagi nel pieno della stagione estiva. Ancor più preoccupante la scelta di accantonare, dopo la richiesta dell’imprenditore di Latina Gallo per circa 3 milioni di euro per presunti risarcimenti danni derivanti dalla revoca (la sentenza non è stata impugnata al consiglio di stato) dell’assegnazione cassata dal Tar di Latina, solo 150 mila euro partendo dal presupposto che gli utili prodotti da quella attività (sono cinque le piazzole di cui risultava assegnatario) ammontano a 30mila euro annui.

Per i consiglieri di minoranza è del tutto evidente che, sia per la vicenda Gallo che per i contenziosi in corso, per quelli probabili sulla questione dei chioschi e per la gara, c’è il rischio che questa spesa vada fuori controllo. L’eccessiva litigiosità dell’Amministrazione rischia di pesare sulle tasche dei cittadini-contribuenti mentre il lungomare resta senza servizi e la città vive in uno stato di scarsa pulizia e manutenzione. Se a questa spesa si assomma quella per le manifestazioni, anche in questo caso utilizzando per alcune di esse impropriamente capitoli di bilancio sull’agricoltura ed il commercio camuffando la spesa sotto il nome di feste delle attività produttive, ci siamo giocati poco meno dei due terzi degli incassi Irpef: soldi tolti dalle tasche dei cittadini. È arrivato il momento di staccare la spina prima che si facciano ulteriori danni.

Così, in una nota, i gruppi consiliari di minoranza a Sabaudia.

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