Fermati con un’auto rubata a Roma, trovano otto mezzi oggetto di furto nella casa di uno dei due complici
Monitorato con un gps installato dalla Polizia Stradale di Aprilia sul suo furgone, è finita con due arresti e le accuse di furto aggravato e riciclaggio per un uomo classe 1959 e il suo complice, classe 1983. Entrambi di Aprilia, i due soggetti, difesi dagli avvocati Stefano Iucci, Luca Giudetti e Adriana Anzeloni, sono stati arrestati nello scorso fine settimana e oggi, 16 marzo, tradotti dal carcere di Velletri, hanno sostenuto l’interrogatorio di convalida.
Tutti e due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, dopo aver convalidato gli arresti, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere sia per il 67enne che per il 43enne.
L’operazione della Polizia Stradale, che stava indagando il più anziano per furto, si è svolta lo scorso 13 marzo quando, seguendo il furgone del 67enne, a cui era stato applicato il Gps, gli agenti si sono dovuti fermare per via del tremendo incidente mortale in cui hanno perso la vita due uomini.
Il 67enne è riuscito ad andare a Roma, dopodiché, al ritorno, la Polizia Stradale ha notato che, dietro al suo furgone, seguiva una Fiat Panda condotta dal 43enne. Non è passato troppo tempo che i due si sono fermati per parcheggiare la Panda tra Aprilia e Ardea. È lì che è scattato il controllo dei poliziotti che hanno verificato che l’auto risultava essere rubata a Roma.
Dopo il fermo dei due uomini, è seguita la doppia perquisizione domiciliare ad Aprilia dove risiedono. In casa del 67enne sono stati trovati diversi parabrezza provenienti da auto presumibilmente rubate, mentre nel domicilio dell’altro uomo i poliziotti hanno rinvenuto ben otto auto, tutte oggetto di furto, tra cui una Lancia e sette Smart.
Ecco perché, trovando le auto rubate in casa di uno dei due, è stato formalizzato l’arresto per entrambi: l’accusa, oltreché al furto, è anche quella grave del riciclaggio. Un reato, quest’ultimo, che, secondo gli inquirenti, è stato commesso in concorso dai due ad Aprilia, motivo per cui, essendo il riciclaggio il reato più grave, l’interrogatorio di convalida è stato realizzato a Latina e non a Roma, ovvero la città dove è stato commesso il reato del furto della Panda. Peraltro, il 67enne ha sul groppone precedenti per reati specifici.
Oggi, 16 marzo, la convalida e la custodia cautelare in carcere decisa dal giudice per le indagini preliminari.
