RIO MARTINO INSABBIATO TRA LAVORI FERMI, VARIANTI E NULLA OSTA MANCANTE

Rio Martino: i lavori di escavazione e ripascimento sono ormai fermi da mesi. Forse una nuova svolta con l’approvazione di una perizia di variante

Saranno scavati altri 930 metri cubi di sabbia per l’intervento di rispristino emergenziale del passo marittimo sull’imboccatura del porto canale di Rio Martino. Lavori iniziati il 16 febbraio dalla ditta Degli Stefani Costruzioni e che si sarebbero dovuti concludere entro il 17 marzo 2020 come stabilito da un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Terracina.

Oggi 3 giugno, è stata pubblicata l’approvazione della perizia di variante del 26 maggio scorso che permetterà di proseguire quei lavori che si sono bloccati mesi fa. Da qualche settimana, i pescatori hanno ripreso a denunciare l’impossibilità di manovra nel Canale di Rio Martino. La causa è, come sempre, l’insabbiamento la cui rimozione rimane l’obiettivo degli interventi emergenziali.

Ma perché i lavori si sono interrotti? Durante le operazioni di refluimento dei materiali – si legge nella sintesi della perizia di variante approvata dal Dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Latina Giuseppe Bondì e trasmessa dal Direttore dei Lavori Alessandro Carlomagno – a causa della tendenza delle sabbie ad emergere anche nei periodi di alta marea, si è reso necessario più volte interrompere le operazioni di dragaggio e procedere al “lavaggio” delle sabbie stesse al fine sia di un più ampio spandimento dei sedimi così da garantire il rispetto delle prescrizioni impartite dalla Capitaneria di Porto nella suddetta ordinanza.

Inoltre, sempre nella perizia tecnica, viene evidenziato che “la sistemazione dei fondali ottenuta non può essere garantita anche a breve termine, a causa della naturale tendenza dei sedimenti escavati nel canale e depositati nello stesso bacino di prelievo, a riassumere l’assetto iniziale“.

Ecco perché, secondo impresa e tecnici che stanno lavorando all’escavazione/ripascimento del canale di Rio Matino (progetto derivante dal Protocollo d’Intesa tra Comune di Latina e Sabaudia), occorre una perizia di variante per eseguire i maggiori lavori previsti, con una rimodulazione di fondi impegnati dal Comune di Latina pari a 13.463,78 euro, e cioè con un incremento di contratto del 42,36%. La variante dovrebbe consentire, rispetto al progetto appaltato, l’escavo di ulteriori 930 m3 per un totale di 4.174,39 m3.

Quindi, nei centomila euro iniziali, saranno comprese 13mila e rotti più altri 3mila euro per il direttore dei lavori.

Nelle more, ad oggi, è intervenuto un altro possibile intoppo dal momento che è venuto fuori che i lavori sono mancanti del nulla osta da parte dell’Ente Parco, competente quota parte per il canale di Rio Martino. Un particolare di non poco conto poiché senza di esso la Capitaneria di Porto non potrà emettere una nuova ordinanza che fissi inizio e termine di lavori così come avvenuto il 30 dicembre scorso.

I lavori, come si ricorderà, si sono resi necessari per garantire la navigabilità del porto canale, decisamente compromessa da anni per via dell’estrema criticità in cui versano i fondali del porto canale, costantemente interessato da fenomeni di insabbiamento per i quali sussiste cronicamente un evidente pericolo di arenamento sui bassi fondali della foce.

Un’opera che, però, si trova ancora alle fasi emergenziali. Non solo il pirmo intervento di dragaggio/escavazione/ripascimento non è ancora finito, ma occorre rammentare che il “grosso” deve ancora venire. Infatti, sarà solo con il secondo intervento previsto dal Protocollo, ossia per i rimanenti 25.900 m3, che il canale di Rio Martino potrà sperare di aver risolto per un rilevante lasso di tempo i problemi di insabbiamento. Il punto è che il secondo intervento è ancora solo su carta dal momento che si dovranno espletare tutte le procedure di appalto che verranno immediatamente attivate dopo il rilascio dell’autorizzazione al ripascimento.

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