REGIONE DIFFIDA LA PROVINCIA DI LATINA: INDICATE UNA DISCARICA ENTRO 60 GIORNI

discarica

Dopo la sentenza del Tar su Roma, la Regione dispone le delibere per la province. Anche Latina dovrà indicare il sito per la discarica

Omessa adozione di atti obbligatori in materia di ciclo dei rifiuti da parte della Provincia di Latina. Partiamo dalla fine, in realtà sempre lo stesso inizio.

Ieri 27 maggio, il Tar del Lazio accoglie il ricorso presentato da Roma Capitale in merito all’ordinanza che imponeva al Campidoglio l’indicazione di una discarica.

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Nella sentenza, i giudici del Tribunale amministrativo stabiliscono l’impossibilità da parte della Regione di imporre la pianificazione (e quindi la discarica), richiamando “situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente“.

L’emergenza rifiuti e discariche mancanti c’è eccome – dice in sostanza il Tar – ma questa non può essere sanata con un’ordinanza, individuata come uno strumento sbagliato per imporne al Comune di Roma e ai Comuni del Lazio la realizzazione di impianti utili ad accogliere lo scarto di lavorazione dei Tmb.

Una scelta di metodo sbagliato quella della Regione ma il problema impianti continua a persistere, nonostante il congelamento sancito dall’ultimo provvedimento del Commissario ad Acta che salvava ancora per un po’ il territorio pontino dalla realizzazione di una discarica o più discariche.

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Ecco, allora, che appena pubblicata la sentenza del Tar, la Regione non ha perso tempo e ha disposto alcune delibere – non più un’ordinanza – con cui dice alle province di individuare la discarica.

Già l’oggetto della delibera della Direzione Area Rifiuti della Regione Lazio parla chiaro: “omessa adozione di atti obbligatori in materia di ciclo dei rifiuti da parte della Provincia di Latina”. Con buona pace di chi pensava che la questione fosse destinata alle calende greche, nonostante – c’è da scommetterci – anche a questo nuovo atto faranno seguito polemiche politiche e, chissà, qualche ricorso al Tar in un rimpallo di competenze che da sempre costituisce il ping pong amministrativo tra Regione, Province e Comune. Enti in subbuglio: sulla stampa baci e abbracci, ai tavoli delle decisioni lotte interne di chi scansa la patata bollente e puzzolente magari cavalcando l’indignazione popolare di questo o quel comitato cittadino.

Tornando alla nuova delibera dell’Area rifiuti regionale, datata 27 maggio, la Regione diffida – ai sensi dell’art. 19 della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 – la Provincia di Latina, affinché provveda, entro sessanta giorni dalla notifica della presente deliberazione, all’individuazione di uno o più siti nel territorio della Provincia di Latina, idonei alla localizzazione e realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti per garantire l’autosufficienza dell’ATO Latina (ai sensi dell’art. 182-bis, comma 1, del d.lgs. 152/2006) come stabilito dal Piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, approvato il 5 agosto 2020. Chiaro, se non fosse che un vero e proprio Ato dei rifiuti Latina non ce l’ha. E non che quello che sottende il servizio idrico sia mai stato un esempio di vette amministrative da esportare nel mondo.

Ad ogni modo, l’atto stabilisce che, trascorso il termine fissato di sessanta giorni dalla notifica, l’ente regionale procederà ad esercitare il potere sostitutivo (ai sensi dell’art. 13 della Legge Regionale 9 luglio 1998, n. 27). Ossia il Commissariamento, temuto dai cittadini, quasi aspettato in silenzio da molti amministratori della provincia di Latina (se non del Lazio) così da sgravarsi da ogni tipo di responsabilità.

Nella delibera si specifica che la discarica di Roccasecca riconducibile al patron Valter Lozza, coinvolto nella nota indagine con la Direttrice Area Rifiuti Flaminia Tosini, è chiusa, compresa la rinuncia da parte del gestore MAD srl all’Autorizzazione Integrata Ambientale. Peraltro, si legge nella delibera che tale discarica avrebbe comunque dovuto essere a servizio del solo Ato di Frosinone.

Per la provincia di Latina, invece, viene ribadita la chiusura della discarica di Borgo Montello (sicuramente un bene), ma non di certo l’esclusione di altri luoghi e siti che pendono ancora come una spada di damocle su cittadini e politici.

Insomma, ancora una volta i nodi vengono al pettine ma – è certo – non sarà l’ultima, in un continuo girone dantesco e farsesco che ripropone a cadenza alternata sempre le stesse tematiche e gli stessi cronici attendismi.

E intanto il Presidente della Regione Nicola Zingaretti dichiara: “La delibera approvata oggi (ndr: ieri) in Giunta è conseguente alla sentenza del Tar di ieri e ne recepisce il dispositivo. Ora abbiamo 60 giorni di tempo per trovare una soluzione condivisa sui punti che anche il Tar reputa oggettivi come la mancanza “di un piano impiantistico, anche alla luce del Piano di Gestione della Regione Lazio, volto a garantire l’autosufficienza nel trattamento, trasferenza e smaltimento dei rifiuti del Sub-Ato di Roma Capitale”. L’obiettivo primario della Regione Lazio è sempre stato e resta quello di aiutare Roma. Vogliamo Roma pulita ed evitare il rischio che le strade della Capitale siano invase dai rifiuti. Noi, per senso di responsabilità, questo rischio non lo possiamo ignorare. La delibera approvata oggi in Giunta quindi non ha come obiettivo di arrivare ad ogni costo al commissariamento di Roma Capitale, ma è un nuovo tentativo per individuare entro 60 giorni, sinergicamente con gli altri enti locali ed il Governo, le soluzioni adeguate a sventare l’emergenza rifiuti nella città. Mi auguro che lo stesso senso di responsabilità che sta mostrando la Regione, abbia un riscontro con atti concreti anche nella volontà degli altri enti locali di risolvere finalmente questo problema”. Un discorso perfettamente sovrapponibile per Latina.

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