“RAGAZZI CHE EDUCAANO”, A LATINA ILLUSTRATO IL PROGETTO

Pina Cochi: “Abbiamo sensibilizzato le scuole di ogni ordine e grado su un metodo in cui gli studenti si educano e supportano a vicenda”

In Commissione istruzione oggi è stato illustrato un progetto di grande incisività per l’inclusione scolastica, presentato per sensibilizzare i dirigenti delle scuole di Latina, in modo da accorciare il divario scolastico nelle classi. In particolare, è stato trattato grazie all’intervento della consigliera comunale Pina Cochi un punto all’ordine del giorno sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), inserita all’interno della ‘Peer education e inclusione – ragazzi che eduCAAno’, un progetto di educazione alternativa promosso dall’Officina Evolutiva, un’aps che lavora nel mondo dei ragazzi con un’èquipe di professionisti esperti (come logopedisti, psicologi, figure legate alla psicomotricità, assistente all’educazione, ecc).

“L’originalità di questo progetto è che l’educazione aumentativa e alternativa viene però fatta in modo differente, essendo portata avanti dai ragazzi stessi, giovani che insegnano ai pari età: in questo modo crediamo che si fa davvero inclusione, mettendo al centro del tema i ragazzi stessi, creando una sorta di progetto sperimentale, dove all’interno delle classi che necessitano di interventi di sostegno ecco che intervengono i ragazzi, i compagni, pronti a eliminare quel gap specifico” dice Pina Cochi. Il progetto vede la partecipazione di figure professionali all’interno delle classi, che intervengono anche nello specifico sula formazione dei ragazzi, coinvolgendoli anche nella coprogettazione.

In Commissione è stata affrontata la cosiddetta peer education (educazione tra pari), un metodo educativo in cui gli studenti si educano e supportano a vicenda, condividendo conoscenze ed esperienze in un contesto tra persone di età o status simili, “come nello specifico studenti coetanei. Questo approccio educativo trasforma l’apprendimento in un processo attivo e partecipativo, in linea orizzontale, dove il ruolo dell’insegnante diventa quello di mediatore, facilitando il dialogo e la cooperazione tra i pari età” ha aggiunto Cochi.

Oggi in Commissione erano presenti moltissimi rappresentanti delle scuole della città di Latina, dalla scuola d’infanzia a quella primaria oltre alla scuola secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. “È un progetto per certi versi rivoluzionario, perché va a sensibilizzare gli alunni, non si tratta di un percorso che vede protagonisti gli insegnanti che aderiscono a un corso di formazione, ma permette a quei ragazzi che palesano difficoltà nell’apprendimento e necessitano di interventi educativi speciali di raggiungere per davvero l’inclusione grazie proprio al supporto dei compagni di classe” riprende Cochi.

“Una commissione quella di stamattina che ha voluto lanciare un ennesimo messaggio chiaro e diretto: per la maggioranza l’inclusione è un fattore fondamentale per l’istruzione all’interno delle nostre scuole. Da Presidente della commissione ringrazio di cuore la professoressa Pina Cochi e l’assessore Censi per aver portato sotto i riflettori qualcosa di veramente importante e fondamentale per la crescita dei nostri figli” ha detto il presidente della commissione Mauro Anzalone.

“La proposta oggi in Commissione Istruzione illustrata ai dirigenti scolastici merita un’attenzione particolare. Si tratta di un progetto che affronta il tema dell’inclusione da una prospettiva educativa, mettendo al centro i ragazzi non come destinatari passivi, ma come protagonisti attivi della comunità scolastica. Questo è l’elemento più significativo dell’iniziativa, non un intervento a carattere assistenziale, ma un percorso di crescita in cui gli studenti sono chiamati a farsi parte attiva di dinamiche di partecipazione, collaborazione e consapevolezza condivisa. Attraverso la peer education e la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), i giovani vengono coinvolti in prima persona in un’esperienza che li aiuta a sviluppare empatia, senso di responsabilità e capacità relazionali autentiche. La CAA è uno strumento essenziale per garantire accessibilità e inclusione e come tale va riconosciuta e valorizzata.

Ma progetti come questo dimostrano che inclusione è anche cultura, è sensibilità che si costruisce tra i pari, è formazione quotidiana alla differenza come risorsa. Formare ragazzi capaci di comprendere, comunicare in modo inclusivo e sostenersi reciprocamente significa investire su adulti più consapevoli e su una scuola sempre più aperta, partecipata e umana. È importante inoltre sottolineare che il progetto potrà essere attuato direttamente dalle scuole che attraverso gli organi collegiali ne valuteranno l’importanza formativa. Si tratta quindi di un’iniziativa che può integrarsi con i percorsi già esistenti legati alla CAA, una realtà non esclude l’altra, perché parliamo di strumenti e finalità differenti ma complementari, accomunati dall’obiettivo di rafforzare inclusione, partecipazione e benessere all’interno delle comunità scolastiche” ha dichiarato l’assessore all’istruzione Federica Censi.

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