MANIFESTI COLETTA
I manifesti che testimoniano il chiaro intento politico sotteso alla comunicazione istituzionale. Un modo di essere Istituzione quantomeno inopportuno

PROPAGANDA LBC: COLETTA SI FA PUBBLICITÀ CON I SOLDI DEL COMUNE DI LATINA

in Politica

Sono apparsi, in vari punti del capoluogo pontino, alcuni manifesti che inneggiano agli investimenti inseriti in Bilancio dal Comune di Latina: 11.7 milioni per Sicurezza e Decoro, 3 milioni per Ambiente e Verde Pubblico, 21 Milioni in Sociale e Cultura, 6.6 milioni in Pubblica Istruzione.

Sembrerebbe tutto fantastico a leggerli, se non fosse per un piccolo particolare: i manifesti in questione sono alla stregua di quelli che tutti noi siamo abituati a vedere durante le campagne elettorali. Vi chiederete: perché?

Intanto l’intestazione “LATINA, IL BENE COMUNE” è un chiaro richiamo a Latina Bene Comune, il movimento del Sindaco in carica Damiano Coletta. Sia chiaro, nessun problema se gli ellebiccini avessero pagato di tasca propria per pubblicizzare i provvedimenti della giunta presieduta da Coletta, ma il problema sorge quando questa operazione viene portata avanti con il simbolo del Comune di Latina come fosse una comunicazione istituzionale (e chiaramente non lo è). Un ente, quello di Piazza del Popolo, che in teoria non dovrebbe essere utilizzato per fini propagandistici da chi lo amministra, anche se si è vinto alle elezioni amministrative. Un ente, per l’appunto, va amministrato, non occupato con la propria propaganda.

LO SPERPERO

LBC ha tutti gli strumenti e la forza comunicativa per poter veicolare il messaggio che il vento del cambiamento, più volte annunciato dai colettiani, sia in atto anche grazie al nuovo bilancio. Utilizzare, invero, i soldi dei cittadini per veicolare un messaggio politico è, innanzitutto, una caduta di stile che non ci si aspetterebbe da una giunta, una maggioranza, una classe dirigente che desiderano essere diversi e si rappresentano come un punto di rottura rispetto a “quelli che c’erano prima”.

Insomma uno sperpero di danari pubblici francamente evitabile, anche perché ci troviamo a ridosso delle elezioni europee (la campagna elettorale inizia tra una settimana) e il dubbio che questo sia un modo per fare campagna elettorale ad una determinata parte politica (quale?) sorge spontaneo; mentre è certo che con i soldi del Comune LBC ci sta dicendo quanto sia bella e brava, mascherandosi con le spoglie dell’ente di Piazza del Popolo.

A questo punto viene naturale porgersi qualche domanda: esiste una tipografia di proprietà comunale? Quanto è costato il servizio? Non si sarebbe potuto utilizzare un servzio low-cost come i Social Network, o comunque un servizio digitale, per pubblicizzare questi numeri? Ai posteri l’ardua sentenza, ai cittadini l’obolo per la propaganda da minculpop elebbiccino.

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