Pronto soccorso del Goretti, Noi Moderati chiede un consiglio comunale monotematico. Il gruppo Consiliare: “Latina ospita reparti di eccellenza, ma non può continuare ad avere una porta d’accesso alle cure che mortifica i pazienti e umilia gli operatori”
Un consiglio comunale monotematico dedicato al Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti è la richiesta avanzata dal gruppo consiliare di Noi Moderati che nelle ultime settimane ha avviato anche una raccolta di adesioni e contributi tra professionisti sanitari e cittadini per portare all’attenzione delle istituzioni l’inaccettabile stato del primo punto di accesso alle cure dell’ospedale di Latina.
“Non si tratta di una polemica contro chi ogni giorno lavora in ospedale – afferma Noi Moderati – al contrario la nostra iniziativa nasce proprio dall’ascolto di medici, infermieri, operatori sanitari e cittadini che conoscono bene una realtà che troppo spesso viene raccontata soltanto quando esplode un caso di cronaca”.
Proseguono i consiglieri Nicola Catani, Emiliano Licata e Antonio Costanzi: “Chiunque si sia rivolto direttamente o abbia avuto un parente al Pronto Soccorso negli ultimi anni conosce bene la drammaticità del problema: persone costrette ad attendere per ore e, in alcuni casi anche per giorni prima di poter essere ricoverate, pazienti sistemati sulle barelle nei corridoi, anziani lasciati per lungo tempo in condizioni di evidente disagio e rischio, uomini e donne costretti a condividere spazi inadeguati nei momenti più delicati della malattia, spesso senza la minima tutela della privacy e della dignità personale. Tutto questo non può essere considerato normale, men che meno per una città capoluogo come Latina, seconda città del Lazio”.
Secondo i consiglieri comunali di Noi Moderati il fenomeno non è il risultato di singole criticità, ma la conseguenza di problemi strutturali che si trascinano da anni.
“L’ospedale Santa Maria Goretti continua a sostenere un carico enorme di accessi provenienti non solo dal capoluogo ma anche da gran parte della provincia. Negli anni si è assistito ad una progressiva concentrazione dei servizi di emergenza e urgenza e oggi moltissimi cittadini dei comuni limitrofi fanno inevitabilmente riferimento a Latina. È evidente che una sola struttura, in queste pure limitate condizioni, non possa continuare a reggere da sola una domanda sanitaria così elevata senza conseguenze”.
Il gruppo punta l’attenzione sul fenomeno del cosiddetto boarding, ovvero la permanenza prolungata dei pazienti in Pronto Soccorso in attesa di un posto letto nei reparti.
“Il problema non riguarda soltanto i tempi di visita – continuano – perché sempre più spesso sappiamo che il problema principale riguarda l’impossibilità di trasferire rapidamente i pazienti nei reparti appropriati e questo significa persone che restano bloccate per molte ore, talvolta per giorni, in spazi nati per l’emergenza e non per la degenza. Una situazione che genera enorme sofferenza per i malati, tensioni per le famiglie e condizioni di lavoro estremamente difficili per il personale sanitario. Un paradosso se consideriamo che il Goretti ospita professionalità straordinarie e reparti che rappresentano autentiche eccellenze della sanità italiana, dalla cardiologia interventistica alla neurochirurgia, fino a numerosi servizi specialistici che negli anni hanno ottenuto riconoscimenti e risultati di assoluto livello. La sanità pontina vive un profondo contrasto tra l’elevata qualità di molte strutture ospedaliere e ciò che accade quotidianamente nel Pronto Soccorso e questo non è più accettabile”.
Noi Moderati vuole essere chiaro rispetto al fatto che le responsabilità non possano essere attribuite al personale sanitario: “I medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari e tutto il personale dell’ospedale sono i primi a sopportare le conseguenze di questo mortificante stato delle cose visto che, pur lavorando con professionalità e spirito di sacrificio in un contesto estremamente complesso, operano con organici insufficienti rispetto ai numeri che sono chiamati a gestire. A loro va il nostro ringraziamento e per tutte queste ragioni riteniamo indispensabile aprire un confronto pubblico serio sul tema”.
Da qui la richiesta di un consiglio comunale monotematico che coinvolga istituzioni, Regione Lazio, Asl, rappresentanti del personale sanitario e tutti gli attori interessati.
“La salute non può essere affrontata soltanto quando c’è un’emergenza o un episodio di cronaca; Latina ha il dovere di discutere apertamente delle condizioni del proprio ospedale e di individuare soluzioni concrete. Nel 2026 – conclude Noi Moderati – nessun cittadino dovrebbe essere costretto a vivere il Pronto Soccorso come un luogo di sofferenza suppletiva, mortificazione e soprattutto incertezza. La porta d’accesso alle cure deve tornare ad essere un presidio di sicurezza e dignità per tutti”.
