PLAYGROUND IN VIA DON MOROSINI, I CITTADINI SI ASPETTAVANO ALTRO: “DI MALE IN PEGGIO”

Via Don Morosini
Via Don Morosini

Degrado in via Don Morosini a Latina. Il Comitato dei cittadini si dice contrario alla realizzazione del playground: “Di male in peggio”

Come ubicazione del coloratissimo Playground, finanziato grazie a fondi del progetto nazionale “Sport illumina”, l’amministrazione comunale ha individuato lo spazio di una delle piazzole di Viale Don Morosini.

Secondo il Comitato “Basta Degrado Latina Centro storico”, il playground non è una soluzione e potrebbe aggravare il contesto. I cittadini avrebbero voluto “panchine antibivacco ombreggiate dagli alberi frondosi già presenti ma finalmente curati, uno spazio verde e pulito in cui recarsi per un po’ di sollievo dal caldo estivo, riposarsi dopo una passeggiata o scambiare due chiacchiere”.

“Il pensiero va allora all’8 giugno al Consiglio Comunale fiume in  due giornate e all’ordine del giorno approvato dopo ampia discussione che prevedeva semplici impegni che dovrebbero connotare la normale gestione di una qualunque città del centro Italia. A quel Consiglio alcuni componenti del comitato “Basta Degrado Latina Centro storico” avevano presenziato, pur senza diritto di parola, con le loro magliette riportanti le due parole “Basta Degrado” e avevano ascoltato tutti gli interventi, sia della maggioranza che dell’opposizione, oltre quelli di assessori e sindaca. Molti cittadini avevano seguito in streaming e quasi tutti, sia in presenza che online, nonostante la speranza di impegni concreti, avevano avvertito quel lieve disagio che nasce dall’ascoltare luoghi comuni pronunciati in modo fumoso e poco pragmatico e rimpalli di responsabilità tra vecchie e attuale amministrazione.

Con l’ottimismo della volontà e con la buona educazione che lo contraddistingue  il Presidente del Comitato “Basta Degrado Latina Centro storico” si era affrettato a ringraziare pubblicamente tutto il Consiglio e la Giunta. Ora, dopo circa un mese trascorso, il Comitato si sarebbe aspettato che, almeno le misure più ordinarie, come la pulizia delle aree verdi e la rimozione quotidiana dei bivacchi illegittimi, ora in Largo Pordenone, sarebbero state intraprese senza indugio, trattandosi di normale amministrazione. Si è giunti a sperare in azioni straordinarie come la installazione delle telecamere e la potatura degli alberi molte volte promesse. Invece nulla.

Due delle tre piazzole verdi del Viale, un tempo  in qualche modo fruibili, risultano ora recintate da una vistosa plastica arancione in attesa dei lavori del contestato PLAYGROUND, già finanziato e appaltato in una,  e della riqualificazione del verde pubblico con zona giochi per bambini finanziata coi fondi FESR nell’altra;

In attesa dei lavori, comunque in ritardo sulle date annunciate, le aree sono invase come sempre da rifiuti e bottiglie mentre, in conseguenza della recinzione, i residenti con cani non hanno più spazio sufficiente per la passeggiata e sono costretti a farla rasente le recinzioni;

I bivaccatori di origine  europea di Largo Pordenone stanno lì indisturbati a pochi metri dalle finestre dei residenti e, spesso, ricevono visite di loro amici ed amiche per brindare e cantare insieme preferibilmente di notte o all’alba;

I due ragazzi nordafricani, con problemi di alcoolismo e forse di patologie psichiatriche, continuano a gironzolare nel quartiere chiedendo soldi per la birra e appaiono molto infelici e soli;

Il grattacielo Pennacchi sonnecchia in attesa del prossimo litigio o del prossimo incidente come lo scoppio di una bombola o altro negli appartamenti sovraffollati e negli androni dei vari piani.

In attesa di un nuovo piano per il commercio e di mercatini vari per animare il contesto continua nei negozi etnici la vendita di alcoolici a tutte le ore.

A fronte di nessun provvedimento adottato da chi ha il potere di farlo, viene il dubbio che il desiderio di pulizia, decoro e sicurezza dei residenti e dei commercianti del centro storico sia un lusso non meritato e che la frase di Paul Watzlawick:  “Ora ci assale il sospetto che il contrario del male non sia necessariamente il bene ma il peggio” sia in grado di descrivere esattamente quel che accade a Latina”.

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