Processo Chioschi a Sabaudia: dopo il pronunciamento del Riesame su Secci, arriva anche il provvedimento per Giuseppe Caramanica
Era l’unico dei tre imputati di turbativa d’asta, nel processo dei chioschi sul lungomare di Sabaudia, ad avere ancora la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del servizio di pubblico dipendente.
Ora, Giuseppe Caramanica, funzionario del Comune di Sabaudia, difeso dall’avvocato Massimo Signore, ha ottenuto dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, la revoca della misura cautelare. Caramanica, quindi, potrà tornare in servizio presso l’ente comunale.
L’ordinanza del giudice Ciccone, su istanza dell’avvocato Signore, interviene proprio a seguito della sentenza del Riesame che, lo scorso 21 settembre, ha annullato il provvedimento dei domiciliari a cui l’ex vice sindaco di Sabaudia era ristretto da quasi otto mesi. La posizione di Caramanica, infatti, è strettamente collegata a quella del co-imputato Giovanni Secci.
Già nei mesi scorsi, invece, il Riesame aveva annullato l’ordinanza di misura cautelare interdittiva a carico della terza imputata, la funzionaria del Comune di Sabaudia, Elisa Cautilli.
La revoca della misura cautelare di Caramanica ha avuto ab origine il parere favorevole del pubblico ministero, titolare dell’indagine, Giuseppe Miliano.
Il processo, come noto, riguarda alcune attività amministrative, collegate ai chioschi sul lungomare della città delle dune. Centrale è il bando di gara del 2025. Risulta indagato anche il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca. Ad essere contestato è il reato di turbativa d’asta nei confronti dell’esponente di Forza Italia Giovanni Secci (62 anni) e dei due tecnici dell’Ente: Giuseppe Caramanica (56 anni) e Elisa Cautilli (45 anni), rispettivamente Dirigente area casta tecnica e capo settore del demanio marittimo del Comune di Sabaudia.
L’indagine, affidata alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri Forestali, riguarda la vicenda dei cinque chioschi che sono finiti ad un unico imprenditore, Fabrizio Gallo, la cui aggiudicazione è stata poi revocata dal Comune stesso.
Secci, Caramanica e Cautilli devono rispondere, come detto, di turbativa d’asta, in quanto, con l’emanazione delle determinazioni n. 726 del 2 aprile 2025, n. 755 del 3 aprile 2025 e con la deterrnina n. 980 del 2 maggio 2025, tutte a firma di Caramanica, contenenti previsioni e prescrizioni, avrebbero favorito l’aggiudicazione a soggetti legati da rapporti familiari con i precedenti concessionari, già decaduti a seguito dell’accertamento di violazioni urbanistiche ed ambientali. Ci sarebbero, inoltre, conflitti d’interessi professionali, in quanto Secci ha avuto il ruolo di il tecnico redattore dei progetti dei chioschi per tre ditte individuali.
Secondo l’accusa, questi favoritismi e il conflitto d’interessi avrebbe consentito agli operatori balneari risparmi economici relativi alla installazione delle strutture oggetto delI’affidamento potendo, di fatto impiegare moduli già utilizzati dai precedenti gestori, oltreché a previsioni e prescrizioni finalizzate a scongiurare la partecipazione e l’aggiudicazione di soggetti estranei al contesto locale.
