Ha risposto, durante la seduta di Question Time, l’assessore alle Politiche giovanili Andrea Chiarato che ha ricostruito l’iter seguito fino ad ora e fornito i chiarimenti.
“La Seaside Music Young Impresa Sociale Srl – ha dichiarato a margine della seduta – è risultata aggiudicataria della procedura del bando ‘Itinerario Giovani – Latinadamare’ che prevedeva un contributo regionale pari a 288mila euro e comunale di 32mila euro, per un totale complessivo di 320.000 euro. Questo stabiliva l’affidamento in concessione per cinque anni del primo chiosco, la concessione in comodato d’uso oneroso della Casa cantoniera di Borgo Sabotino per realizzare un ‘Centro di Sosta Polo Marino’ per la costituzione di una sala prove e registrazione e la concessione in comodato d’uso dell’immobile di via XVIII dicembre da adibire a ‘Centro di Sosta Polo Cittadino’ per la costituzione di una sala polifunzionale. Nel dicembre 2024 e nell’ottobre 2025 la Seaside Music Young ha chiesto una proroga della concessione per ulteriori cinque anni, ma il dipartimento Sport e Politiche giovanili, così come già rappresentato al dipartimento Patrimonio, ha risposto che il rapporto concessorio avrebbe avuto scadenza il 30 maggio 2026 senza possibilità di rinnovo automatico, come da scrittura privata sottoscritta dalle parti nel 2021.
La società ha preso atto del diniego, mettendosi a disposizione per formalizzare la riconsegna, dichiarando di rinunciare a ogni pretesa, azione o contestazione connessa alla concessione. Il tutto, dunque, si è svolto in un clima cordiale e la data della riconsegna è prevista per il 17 giugno. In seguito alle verifiche sullo stato dei beni, l’amministrazione potrà procedere con un successivo bando di gara”.
A intervenire, in una nota, anche il gruppo consiliare di Latina Bene Comune. “Prendiamo atto delle dichiarazioni dell’assessore Andrea Chiarato rilasciate durante il Question Time presentato dal capogruppo di LBC, Dario Bellini, dedicato al progetto “Latinadamare” e della conferma che, almeno allo stato attuale, non sembrano profilarsi contenziosi tra il Comune e il soggetto gestore. Una notizia certamente positiva per l’Ente, ma che non risponde alla questione politica sollevata da Latina Bene Comune.
Il tema non è mai stato la correttezza formale degli atti amministrativi né il lavoro svolto dagli uffici comunali. Al contrario, il problema è che gli uffici siano stati lasciati soli nella gestione di una vicenda estremamente delicata, che invece avrebbe richiesto una chiara assunzione di responsabilità e una regia politica da parte dell’amministrazione Celentano.
Parliamo infatti del primo chiosco del lungomare, un luogo che non rappresenta semplicemente una struttura comunale, ma un simbolo della capacità che devono avere le istituzioni nel presidiare il patrimonio pubblico. Un luogo che nel 2023 è stato colpito da un attentato incendiario doloso e che negli anni è stato al centro di vicende giudiziarie e investigative orami conosciute che hanno riguardato il sistema delle concessioni dei chioschi sul litorale di Latina. Di fronte a tutto questo, la risposta dell’amministrazione appare insufficiente.
L’assessore Chiarato ha spiegato che la proroga richiesta dal gestore non era percorribile secondo le valutazioni degli uffici. È una posizione amministrativa che rispettiamo. Quello che contestiamo è che la politica non abbia costruito per tempo una soluzione alternativa capace di evitare che oggi quella piazzola pubblica resti vuota, inutilizzata e priva di una prospettiva immediata.
Per anni il progetto “Latinadamare” ha subito eventi straordinari e non imputabili al concessionario: ritardi iniziali, la distruzione del chiosco a seguito dell’incendio doloso del 2023, la chiusura per due anni dell’ex tipografia Il Gabbiano per lavori pubblici oggetto di PNRR e altre criticità oggettive. Proprio per questo sarebbe stato necessario ed utile per l’Ente affrontare la questione con una visione più ampia e con una maggiore capacità di coordinamento politico.
Quando le istituzioni arretrano e lasciano senza una prospettiva chiara beni pubblici che negli anni sono stati oggetto di attenzioni e interessi particolari, si crea inevitabilmente uno spazio che altri tenteranno di occupare. È un rischio che Latina conosce bene. Per troppo tempo, prima del lavoro di riordino e trasparenza avviato dall’amministrazione Coletta, c’è stato chi ha considerato alcuni spazi pubblici del lungomare come una sorta di proprietà privata, da gestire e tramandare come se appartenessero a pochi anziché all’intera comunità.
È esattamente in queste situazioni che serve una politica presente, attenta e consapevole, capace di lavorare al fianco degli uffici per presidiare il patrimonio pubblico e per affermare con chiarezza che nessuno può considerarsi proprietario di ciò che è di tutti”.
