PORTO DI GAETA, CARTA (PD): “GRAVE E INACCETTABILE: OCCORRE TRASPARENZA E TUTELA PER L’AMBIENTE”

Porto commerciale di Gaeta: necessità urgente di trasparenza, tutela ambientale e coinvolgimento del Comune Formia 

“Quello che sta accadendo sul porto di Gaeta è grave e non più accettabile”, lo dichiara in una nota il consigliere comunale del Partito Democratico, a Formia, Alessandro Carta.

“Lo dichiaro con nettezza, alla luce delle notizie che stanno emergendo in questi giorni sulla movimentazione di merci altamente impattanti, come il petcoke, e sui progetti di ampliamento infrastrutturale dello scalo.

Parliamo di tonnellate di materiali polverosi con criticità ambientali evidenti, di episodi documentati di dispersione in mare e, allo stesso tempo, di progetti che prevedono la realizzazione di strutture imponenti a 30 metri dal filo banchina e a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Vindicio. A conferma della gravità della situazione, va segnalata anche la recente presa di posizione delle organizzazioni sindacali FP CGIL e UIL FP Dogane e Monopoli Lazio, che sono intervenute sull’emergenza polveri legata alle attività portuali, chiedendo maggiore attenzione, controlli e tutele. Tutto questo mentre il territorio continua a essere trattato come una periferia su cui scaricare costi ambientali e sanitari.

Va inoltre evidenziato un aspetto spesso sottovalutato: il petcoke, una volta sbarcato, viene trasportato su gomma attraversando anche i territori di Formia e Minturno, diretto verso il deposito Intergroup a Sessa Aurunca. Questo significa che il porto scarica sul comprensorio un impatto reale e quotidiano, con un flusso continuo di mezzi pesanti che contribuisce a saturare infrastrutture stradali già fragili, nell’assoluto silenzio di chi dovrebbe tutelare la salute pubblica.

È semplicemente inaccettabile che il Comune di Formia venga escluso dal “Gaeta Blue & Green Port Living Lab”.

Mi riferisco in particolare all’iniziativa del 16 giugno promossa dal Sindaco di Gaeta e dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, che ha dato avvio a un percorso strutturato di confronto sul futuro del porto prevedendo un tavolo permanente di concertazione tra istituzioni, enti e stakeholder. In un percorso che si propone di incidere su scelte strategiche con effetti sull’intero Golfo, Formia non è stata coinvolta né formalmente invitata. Una esclusione grave, che smentisce nei fatti la stessa idea di governance aperta.

Io non metto in discussione lo sviluppo dello scalo portuale. Metto in discussione il metodo: decisioni calate dall’alto, senza un vero confronto, senza una visione comprensoriale, senza rispetto per un territorio che è uno solo. Il mare non ha confini amministrativi e le conseguenze di ciò che accade a Gaeta ricadono inevitabilmente anche su Formia.

Per questo ritengo che Formia debba alzare la voce e pretendere un ruolo nelle scelte strategiche che riguardano il porto di Gaeta. Non possiamo più limitarci a subire decisioni prese altrove, senza trasparenza e senza coinvolgimento istituzionale.

Per questi motivi ho inviato una lettera al Sindaco e a tutti i Consiglieri comunali di Formia, ponendo formalmente la questione alla loro attenzione e auspicando la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc. Ritengo che questo rappresenti il primo passo necessario per costruire un’iniziativa condivisa e unitaria, capace di restituire a Formia il ruolo che le compete nelle scelte strategiche che riguardano il porto di Gaeta e, più in generale, il futuro dell’intero Golfo.

Del resto, come già avvenuto a Gaeta, dove nella seduta del prossimo 24 giugno è prevista l’audizione del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, dott. Raffaele Latrofa, anche Formia deve poter esprimere una posizione chiara, pubblica e partecipata. Non è più accettabile restare ai margini su decisioni che incidono direttamente sul nostro territorio. Si tratta di un passaggio non più rinviabile, dovuto alla città e all’intero comprensorio, al di sopra di ogni appartenenza politica”.

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