PORTICO DI GAMMA A MONTE MORRONE, IL FORTINO: “ECCO DOVE È FINITO”

L’associazione di San Felice Circeo “Il Fortino” ricostruisce la vicenda del Portico di Gamma a Monte Morrone

“La vicenda – spiega in una nota l’Associazione “Il Fortino” – è iniziata quasi un anno fa”.

“Abbiamo ricevuto una serie di segnalazioni con cui ci chiedevano di intervenire a Monte Morrone, dove a seguito di lavori stavano distruggendo un bene archeologico protetto: il Portico di Gamma.
L’edificio, ben visibile dalle case del centro storico, era di epoca romana, conosciuto come “PORTICUS IN GAMMA”, citato e descritto nel libro di Giuseppe Lugli come “un grande fabbricato romano di età sillana costruito su platea di roccia naturale circondata da un porticato che nel lato nord misura”.

“Come di consuetudine – prosegue la nota – abbiamo inoltrato (16 febbraio 2021) segnalazioni a tutte le autorità preposte (ovvero a 9 diversi destinatari  tra cui tra cui la Sovrintendenza). Dopo il consueto “silenzio tombale”, abbiamo inoltrato  due richieste di accesso agli atti (il 20 aprile e il 6 giugno 2021) per avere notizie.
Nel frattempo chi ci aveva segnalato la cosa, ci comunicò che il portico di Gamma non c’era più e al suo posto era visibile una voragine“.

“Solo dopo la seconda richiesta di accesso agli atti, inoltrata ai sensi dell’art. 328 del codice penale, abbiamo ricevuto risposta della Sovrintendenza che sostanzialmente dichiarava che ci eravamo sbagliati, il Portico di Gamma non era là. Inoltre – continua Il Fortino – era stato eseguito un sopralluogo, ma l’edificio era stato già totalmente distrutto ed era in corso la ricostruzione. Non c’era traccia di compromissione di beni archeologici.
Affermazioni che si commentano da sole”.

“Dal Comune come di consuetudine, nessun risposta. Da sei mesi abbiamo quindi chiesto più volte, e continuiamo a farlo, dove sia oggi il Portico di Gamma visto che dove era non c’è più. Ritenendo gravissimo quello che è accaduto, abbiamo fatto noi una ricostruzione grafica degli eventi (vedi video a seguire). Partendo da quello che era il Portico di Gamma sono stati incrociati i dati catastali, una fotogrammetria di Google del 2016, aereo fotogrammetrie con ”data certa”, la piantina riportata dal Lugli e una foto scattata con il drone durante i lavori“.

“Inutile dire – concludono da Il Fortino – che dove indicato dalla Sovrintendenza non c’è, e non c’è mai stata traccia del Portico di Gamma, quindi attendiamo che qualcuno contesti questa nostra ricostruzione e ci indichi dove sia oggi il portico di Gamma. Così viene gestito il patrimonio storico, archeologico e culturale nel nostro paese”.

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