PONZA, BLUE MOON: I TITOLARI CHIEDONO LO STOP AL SEQUESTRO

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Blue moon: chiesto il dissequestro del noto locale di Ponza dopo i sigilli scattati l’11 luglio con l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Formia e della Guardia di Finanza

Il Gip del Tribunale di Cassino Domenico di Croce dovrà decidere, entro venerdì, se convalidare o meno il sequestro della storica discoteca “Blue Moon” antistante l’attracco dei traghetti sul porto di Ponza.

La società Blue Moon – tramite il difensore di fiducia Avv. Vincenzo Macari – ha avanzato ieri mattina una articolata memoria difensiva proponendo una ricostruzione diametralmente opposta rispetto a quella fornita dagli inquirenti.

Il sequestro chiesto dal Pm della Procura di Cassino Alfredo Mattei si fonda sulle violazioni delle normative anti-Covid19. Il provvedimento è stato motivato dalle reiterate inosservanze del locale. Infatti il Blue Moon, pur essendo un ristorante all’aperto, ha offerto un intrattenimento come fosse una discoteca, in violazione della normativa anti-Covid e del divieto di disturbo della quiete pubblica (un’ordinanza, firmata dal sindaco Francesco Ferraiuolo, datata 26 maggio scorso, impone la chiusura dei locali pubblici alle 00:30, mentre è stata accertata la prosecuzione delle attività del Blue Moon sino alle 3:30), e malgrado le infrazioni fossero state contestate ai proprietari sia giovedì che venerdì scorsi

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Ma, nella giornata di ieri, i titolari dell’attività, che dà lavoro a 15 dipendenti, per il tramite del proprio legale, hanno formalizzato una richiesta di non convalida del sequestro e, in subordine, una domanda di dissequestro, che comunque possano consentire concludere le attività della bella stagione: a supporto dell’istanza, la mole di documentazione ed autorizzazioni ottenute proprio dai vari uffici del Comune di Ponza.

Secondo la tesi difensiva, parrebbe che l’attività di intrattenimento notturno del Blue Moon fosse autorizzata anche dall’ARPA Lazio, e dalla documentazione emergerebbe che i titolari si fossero rivolti ad una società di security per garantire il rispetto delle normative anti-covid.

Gli indagati hanno evidenziato che l’ordinanza posta a base della attività degli inquirenti è stata sostanzialmente abrogata da una successiva ordinanza emessa dal Comune di Ponza.

Entro venerdì, come detto, il G.i.p. del Tribunale di Cassino Di Croce dovrà esprimersi sulle richieste della difesa.

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