POLITICA E SPORT, UN OLIGOPOLIO DA 100MILA EURO DI DEBITI: A ITRI INDAGA LA CORTE DEI CONTI

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Di nuovo. Se dovessimo stilare una classifica dei Comuni del sudpontino con il maggior numero di conflitti di interesse, questo sarebbe senza dubbio quello di Itri. Persino più di Gaeta o della ben più grande Formia. Dalla vicenda dei bandi per le associazioni culturali alla concessione venatoria e al ruolo di Sinapi (finita addirittura sulla scrivania del prefetto di Latina che ha bacchettato il presidente del Consiglio comunale). Ora tocca alle associazioni sportive e alle modalità di concessione degli impianti. Anzi alle decine e decine di migliaia di euro di oneri concessori mai versati – e mai richiesti dal Comune – alle associazioni sportive. O meglio a due associazioni in particolare, la Basket Itri e la Itri Calcio. Entrambe gestite da figure politiche di spicco e comunque vicine al sindaco Fargiorgio.

Giuseppe Cece

Ma andiamo per ordine, e cominciamo dalla fine. E in particolare dal video del consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Osvaldo Agresti, che ieri dalla pagina Facebook del suo profilo ha annunciato che la Corte dei Conti vuole dal Comune di Itri informazioni più dettagliate circa i rapporti e soprattutto gli ammanchi di denaro – udite udite – degli ultimi dieci anni. Alla faccia del danno erariale. Una richiesta che arriva proprio a seguito di un esposto che Agresti ha redatto e inviato congiuntamente ad un altro consigliere comunale di opposizione, Giuseppe Cece. Nell’esposto alla Procura della Corte dei Conti i due consiglieri chiedono di effettuare le dovute verifiche sui mancati incassi. In realtà la battaglia di Agresti è iniziata già due anni fa, quando il portavoce grillino aveva chiesto chiarimenti agli uffici comunali circa le modalità di utilizzo degli impianti sportivi, che si erano oramai configurati – anche su segnalazione di altre associazioni che lamentavano di essere soggette a imposizioni e regole del tutto arbitrarie – come un monopolio, anzi un oligopolio sorretto in buona sostanza da due associazioni.

Vincenzo Ialongo

Si tratta dell’associazione Basket Itri, presieduta dal noto presidente e architetto Michele Stamegna, appartenente a Forza Italia e fedelissimo nientepopodimeno che del senatore e coordinatore regionale del partito in via di estinzione, Claudio Fazzone. Un sodalizio al centro anche di scottanti rivelazioni di indagini – nell’ambito del processo Tiberio 2 – circa i rapporti politico-professionali tra i due. Oltre alla Itri Basket c’è anche la Nuova Itri, principale realtà calcistica cittadina, presieduta da Angelo Picano, ma la cui email di riferimento per ogni comunicazione ufficiale è quella di Vincenzo Ialongo (evidentemente trattasi del vero referente politico), già finito al centro di una nota indagine giudiziaria, ovvero quella sullo scandalo rifiuti sull’isola di Ponza e difeso, pensate un po’, dal sindaco, l’avvocato Antonio Fargiorgio (una lunga carriera politica e istituzionale quella di Ialongo, da consigliere comunale e più volte assessore a Itri a membro del Consind sudpontino, da funzionario provinciale a dirigente sia al Comune di Fondi che all’ente parco dei Monti Aurunci e oggi in Regione).

Ebbene gli uffici comunali, che sino alla richiesta di chiarimenti sulle modalità di utilizzo e di notizie chiare circa la regolarità delle concessioni, avanzate dal consigliere Agresti, parevano essere all’oscuro di tutto, hanno solo recentemente ricostruito gli ammanchi delle due associazioni: risultano esposte per più di 50mila euro di canoni non versati nelle casse del Comune. E si tratta di un computo solo parziale, riferibile agli ultimi cinque anni, perché per i cinque anni precedenti – contrariamente a quanto affermava lo stesso sindaco – ora anche la Corte dei Conti vuole vederci chiaro. Però dal 2009 al 2014 pare non ci siano informazioni così precise, quindi, diciamo per analogia con il lustro in corso, la cifra potrebbe attestarsi ad almeno il doppio: almeno 100mila euro. Soldi che dovevano servire per pagare gli oneri concessionari, ovvero la manutenzione del campo da calcio e della struttura geodetica al coperto e che invece non sono mai stati versati.

E infatti circa un mese fa era stato proprio Agresti, in un altro video, girato direttamente all’interno di quest’ultimo impianto, a testimoniare le condizioni fatiscenti e di degrado dell’impianto di via Gramsci, così mal ridotto proprio a causa della scarsa manutenzione. Si tratta perciò di impianti che non solo in virtù dell’abbandono non potevano dunque essere utilizzati da nessuno, ma inoltre non sarebbero potuti essere in alcun modo utilizzati da associazioni inadempienti nei confronti del Comune, come recita lo stesso regolamento comunale espressamente agli articoli 10, 11 e 12. Associazioni che oltre al danno, hanno dunque dato ampio sfoggio della beffa nei confronti di tutte quelle altre associazioni che sono risultate negli anni in piena regola per una eventuale richiesta e gestione degli impianti, ma che erano invece sottomesse al volere di chi era fuorilegge.

Mario Di Mattia

Il binomio è in realtà una triade, perchè è di recente entrata nel Gotha degli inadempienti anche la Itri Volley, fino a qualche tempo fa presieduta dall’assessore della Lega Mario Di Mattia, che si è poi dovuto dimettere da presidente dell’associazione dopo le pressioni proprio di Agresti in merito al conflitto di interesse. Oggi l’associazione, presieduta da Annarita D’Agostino, ha accumulato debiti per circa 3mila euro.

Nel frattempo, visto che i riflettori sugli ingenti debiti nei confronti del Comune sono stati accesi, sia Stamegna che Ialongo-Picano, hanno proposto rispettivamente il primo di realizzare un nuovo impianto di illuminazione del medesimo importo del debito per la struttura geodetica, ovvero 25mila euro circa, mentre la Nuova Itri avrebbe realizzato lavori per circa 7mila euro, rivendicando un aggiornamento del debito che quindi dovrebbe scendere da 26mila e 500 a circa 19mila. Si tratta tuttavia di lavori che, seppur sotto soglia e quindi non soggetti a gara di appalto perché inferiori a 40mila euro, devono essere autorizzati e affidati e, per ora, pare non lo siano ancora. Resta tuttavia un decennio nel quale nessuno si è interessato nel far rispettare le regole, sempre a discapito di chi le ha rispettate e in violazione delle norme e delle disposizioni comunali. Un aspetto che non può essere l’ennesimo caso, perchè torna protagonista sempre una certa politica pronta a inserirsi dove le fa più comodo per farsi i propri comodi.

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