PER I GANGEMI AD APRILIA SI DECIDE DI NON DECIDERE. PER LA LISTA GIUSFREDI SERVE TEMPO MA LA SCELTA, COME RICORDANO, È DELLA GIUNTA

Antonio Terra sindaco di Aprilia
Antonio Terra, sindaco di Aprilia.

Hanno deciso con una commissione di non decidere perché serve un’altra commissione per decidere. Non è il comma 22 delle procedure consiliari di Aprilia ma il succo del comunicato dei consiglieri comunali Giorgio Giusfredi e Davide Zingaretti in merito al caso Gangemi and Co (leggi qui).

Una situazione caotica e poco chiara. Con questi due aggettivi riteniamo sia giusto descrivere la situazione in merito alla Costituzione di Parte Civile del Comune di Aprilia nel processo Gangemi” – così nel comunicato stampa inviato ieri dai due consiglieri comunali della Lista Civica Giusfredi. Caotica e poco chiara con un avverbio di troppo, aggiungiamo noi, e non se la prendano a male. Anche perché a essere di troppo in questa storia non sono i di più sintattico-grammaticali ma le parole in politichese. Tante.

Davide Zingaretti e Giorgio Giusfredi
Davide Zingaretti e Giorgio Giusfredi

Vogliamo subito far chiarezza su un fondamentale aspetto: il gruppo consiliare Lista Civica Giusfredi non ha mai avallato la decisione di non costituirsi parte civile – proseguono – Bensì abbiamo condiviso la proposta nata durante la commissione di richiedere al tribunale procedente (Tribunale di Velletri), tramite il legale del Comune, l’autorizzazione al rilascio di copie degli atti del fascicolo ex art. 116 c.p.p., numero di RGR 23829/17, per avere un’approfondita conoscenza del processo e per aver chiarezza sui capi d’imputazione, elemento fondamentale sul quale neanche il legale del comune presente in aula ha dato risposte esaustive con una conseguente scelta di stand-by prima di esprimere un parere contrario o favorevole per la costituzione di parte civile“.

Riteniamo inappropriate e non condivisibili le varie ricostruzioni di come si sono svolti i lavori in commissione –  chiosano Giusfredi e Zingaretti – A parer nostro la decisione in merito alla costituzione di parte civile è stata soltanto rinviata ad una prossima commissione che dovrà esprimere un proprio parere partendo da elementi certi. Fermo restando che al di là del parere della commissione la decisione spetta all’amministrazione, nel particolare alla giunta”.

Gangemi
Un fermo immagine preso da uno degli attentati eseguiti ai danni di due imprenditori di Aprilia e Torvajanica. I presunti mandanti sono i Gangemi, gli esecutori sarebbero Forniti e Morgani

Solo su un punto (ma quello più importante) i due consiglieri di Aprilia hanno ragione: “al di là del parere della commissione la decisione spetta all’amministrazione, nel particolare alla giunta“. Ecco perché, in effetti, la decisione è dell’esecutivo politico e così funziona in tutti i Comuni d’Italia tranne, lo scopriamo col caso Gangemi, ad Aprilia in cui si demanda ai consiglieri comunali per decidere su un fatto afferente a soggetti legati alla criminalità e si rinvia di commissione in commissione una scelta che, per parafrasare Borsellino verso cui tutti il 18 luglio si ricordano indossando i panni lindi senza ripassare quello che ha fatto e detto, dovrebbe essere naturale nell’Italia del 2019: “La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità“. E in questa storia di piena estate apriliana di indifferenza ce n’è tanta. Da vendere.

Paolo Borsellino
Paolo Borsellino

La decisione, poi, non è basata su pelosi pareri tecnici, regolamenti da stilare (dietro cui sembra che i politici giochino a fare melina o ad accomodarvisi) oppure su “un’approfondita conoscenza del processo e per aver chiarezza sui capi d’imputazione“. Primo perché, senza sarcasmo e con una certa ovvietà, il processo partirà ad ottobre, e secondo perché i capi d’imputazione sono noti col rinvio a giudizio. Tuttavia, al di là delle imputazioni o degli eventuali reati, qui siamo in presenza, come abbiamo ampiamente riportato, di una nota famiglia collegata a cosche di ndrangheta. E occorre una decisione politica, senza legulei, commissioni, regolamenti che tengano. 
Costituzione subito, questa dovrebbe essere la scelta ma pare che ad Aprilia si ragioni seguendo alla lettera non Borsellino da santificare solo il 18 luglio, ma ciò che raccomandavano i politici della Prima Repubblica: “Se non vuoi decidere su un argomento, fai una commissione“.

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