PALAZZO MALVASO, IL COMUNE PARTE CIVILE CONTRO L’EX CONSIGLIERE DI FORZA ITALIA: CONTESTATA LA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA

Palazzo "Malvaso" a Borgo Piave
Palazzo "Malvaso" a Borgo Piave

Palazzo Malvaso: inizia il processo per lottizzazione abusiva davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina

È stato incardinato oggi, 11 marzo, il processo per lottizzazione abusiva a carico dell’ex consigliere comunale di Forza Italia, Vincenzo Malvaso, e del progettista del cosiddetto palazzo “Malvaso”, a Borgo Piave, Francesco Pappa. Il processo, rinviato al prossimo 8 luglio, si è aperto dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Zani. Il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Renato Archidiacono e Antonio Leone.

Nell’udienza odierna, si è costituito parte civile il Comune di Latina, tramite l’avvocato dell’ente, Cinzia Mentullo. Il Tribunale ha accolto come parte civile l’ente di Piazza del Popolo.

A maggio 2024, dopo il terzo e ultimo sequestro dell’immobile, il Tribunale del Riesame aveva respinto il ricorso presentato dalla proprietà del complesso che sorge a Borgo Piave, confermando la validità del provvedimento di sequestro eseguito a marzo dello stesso anno.

Il 30 marzo 2024, infatti, i militari del Nucleo Investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale del Gruppo carabinieri forestale avevano dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.

Il provvedimento accoglieva la richiesta formulata dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe Miliano, inerente alla prosecuzione dei lavori del centro residenziale e commerciale costituito da 23 unità immobiliari più una  unità commerciale, articolate su quattro livelli + piano seminterrato, della volumetria complessiva pari a 9.762 metri cubi , situato a Borgo Piave.

Il complesso edilizio “Malvaso” – dal cognome del costruttore ed ex consigliere comunale di Forza Italia della maggioranza Di Giorgi, Vincenzo Malvaso -, come noto, risulta essere già stato sequestrato nel 2015 a seguito di precedente indagine che è stata definita, a luglio 2017, con la sentenza di condanna del Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina (la sentenza per abuso d’ufficio e violazione di norme urbanistiche per 1 anno e 8 mesi di reclusione è stata impugnata in Corte d’Appello dove i reati hanno guadagnato la prescrizione), dove è stato accertato come la variante al PPE di Borgo Piave che ha conferito la nuova potenzialità edificatoria di oltre 9700 metri cubi sia stata approvata con meri atti di Giunta sul falso presupposto che tale variante fosse conforme allo strumento urbanistico generale (PRG), laddove in realtà le modifiche apportate all’originario Piano Particolareggiato Esecutivo del 1987 incidevano in maniera rilevante sulle vigenti previsioni del PRG. – come comprovato anche dalla Deliberazione Commissariale n. 205 del 24 maggio 2016 di annullamento della revisione del PPE di Borgo Piave.

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Con la predetta sentenza, è stato impresso dal Giudice di I^ grado anche l’ordine di demolizione, il quale ancora non è stato revocato, sebbene i reati contestati allora siano ormai prescritti. A febbraio 2025, la Corte di Appello di Roma ha condannato alla pena di 6 mesi per le violazioni di natura urbanistica l’ex consigliere comunale, il quale ha rimediato il non doversi procedere per l’estinzione del reato di abuso d’ufficio, così come voluto dalla riforma Nordio.

In tale contesto, secondo il nuovo provvedimento di sequestro del marzo 2024, la ripresa dei lavori finalizzata alla cristallizzazione di una vera e propria lottizzazione abusiva non poteva essere autorizzata come nel caso di specie a fronte di una SCIA presentata nel mese di novembre 2023 dalla società titolare del complesso immobiliare, in variante al Permesso di Costruire n°41EP/2013, quest’ultimo dichiarato illegittimo dal Giudice di I^ grado. Sul punto la SCIA, per avere validità giuridica, doveva essere conforme alle previsioni urbanistiche vigenti, conformità che nel caso di specie risultava assente in virtù del fatto che il nuovo PPE di Borgo Piave risultava annullato dal Commissario Prefettizio con la Deliberazione Commissariale n.205 del 24 maggio 2016

Allo stato, il sequestro aveva riguardato l’intero complesso edilizio, nonché l’area circostante delle dimensioni di 3.715 metri quadrati, mentre Malvaso e Pappa sono ora imputati per il reato di lottizzazione abusiva.    

La vicenda del cosiddetto palazzo Malvaso è tornata all’attenzione dell’opinione pubblica non solo per il sequestro di due anni fa, ma anche per l’interlocuzione tra lo stesso ex esponente forzista e l’amministrazione Celentano. Malvaso, infatti, aveva ottenuto dal Tar l’annullamento dell’ordine di demolizione dello stabile in Via Piave e, in cambio del mancato ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune, aveva rinunciato a chiedere i danni all’ente di Piazza del Popolo. Un do ut des che aveva fatto discutere, tanto più che nella Giunta Celentano siede il nipote di Malvaso, l’attuale assessore alle Attività Produttive, Antonio Cosentino.

A luglio, verrà escusso l’unico testimone dell’accusa: il Carabinieri Forestale Stefano Giulivo che si è interessato della vicenda e ha svolto le indagini.

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