OPERAZIONE LUNA PARK A TERRACINA: 33 GIOSTRE SEQUESTRATE, 7 INDAGATI

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Porto di Terracina visto dall'alto

L’operazione interforze Luna Park è scattata stamani a Terracina: sigilli alle giostre del Porto e area di 4000 metri quadri interdetta

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Oggi è stata data esecuzione – come si legge in una nota di Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, Commissariato di Polizia di Terracina e Questura di Latina – al provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Latina Giuseppe Cario, richiesto dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto Procuratore Antonio Sgarrella della Procura della Repubblica di Latina, disposto su segnalazione del locale Commissariato distaccato di Polizia e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, supportati dalla Questura di Latina e dal Nucleo Speciale di Intervento della Guardia Costiera.

Sono scattati così i sigilli alle 33 giostre al porto di Terracina che avevano iniziato la loro attività dallo scorso mese, nonostante non avessero ottenuto le previste autorizzazioni all’esercizio e allo svolgimento delle attrazioni nonché il titolo all’occupazione dell’area.

Per la stagione in corso mancano, infatti, le autorizzazioni all’occupazione dell’area, ma soprattutto mancano le autorizzazioni amministrative relative alla sicurezza dei cosiddetti “spettacoli viaggianti, senza i quali non è assolutamente possibile esercitare tali tipologie di attività. 

Sono al vaglio, inoltre, le procedure e i titoli rilasciati al medesimo Luna Park per gli anni precedenti.

L’area, di circa 4000 mq, è stata messa in sicurezza e inibita all’accesso e a qualsiasi tipo di attività attrattiva. Disalimentate le attrazioni e notificato il provvedimento di sequestro preventivo ai sette indagati gestori del Parco divertimenti, Emiliano, Andrea, Adriano, Gianfranco, Simone e Stefano Suffer e Miriam Ferro, con l’accusa di aver occupato arbitrariamente parte del demanio marittimo, di aver invaso un ambito demaniale in area portuale e di aver aperto un luna park senza le prescrizioni dell’Autorità a tutela della incolumità pubblica (articoli 1161 Cod. Nav., 633 – 639 bis – 681 cp. in relazione all’articolo 80 TULPS).

Molti dubbi sull’operato del Comune. Il gip ha spiegato che non può considerarsi titolo autorizzatorio “una concessione a carattere temporaneo rilasciata il 15 giugno 2020” dallo stesso dirigente comunale “lì dove quindici giorni prima lo stesso aveva richiesto parere dell’autorità marittima che non risulta rilasciato”. Una concessione che non rientra tra quelle per cui la Regione ha delegato le competenze sul demanio marittimo ai Comuni. Ecco perché il gip scrive: “Illegittima per tali motivi la concessione a carattere temporaneo rilasciata dal dirigente, in assenza peraltro dei pareri dell’Agenzia delle dogane, dell’Agenzia del demanio, dell’Autorizzazione paesaggistica.

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