Fermato un 28enne di Nettuno, Massimiliano Santachiara, accusato dell’omicidio di Cosimo Ciminiello, il 37enne ucciso con un colpo di pistola calibro 22 a Nettuno, lo scorso 23 marzo. I poliziotti della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Anzio-Nettuno hanno eseguito un decreto di fermo per indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica di Velletri.
Le indagini sono ancora in corso, tuttavia, secondo le ricostruzioni degli investigatori, chi ha ucciso il 37enne è scappato subito dopo l’omicidio a bordo di uno scooter guidato da un complice.
Ciminello era incensurato, aveva una figlia piccola ed era impiegato con un’azienda che si occupa del trattamento delle acque. Non è stato trovato alcun legame apparente con la criminalità organizzata e non aveva alcun problema di droga accertato. Eppure il delitto è avvenuto in via Lucania, vicino al parco comunale Palatucci, una nota zona di spaccio. Quello che appare probabile è che Ciminiello, in passato consumatore, si trovasse lì per parlare con qualcuno di sua conoscenza.
La pista seguita dagli investigatori è quella del debito di droga contratto da Ciminiello il quale, in passato, era stato anche in una comunità per disintossicarsi. A sparare e a ucciderlo con un unico colpo al petto sarebbe stato Santachiara registrato dalle telecamere di videosorveglianza alla guida dell’auto a lui in uso. Il giovane ha già precedenti, tra cui uno, in particolare, nel 2018, quando fu arrestato con l’accusa di aver fatto parte di una banda di rapinatori, tra cui i noti latinensi Marco e Manuel Ranieri. Alla fine, il giovane fu assolto.
Nella giornata di oggi, il giovane comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri per rispondere all’accusa di omicidio volontario.
Ciminiello lavorava per una ditta di trattamento acque civili, industriali e domestiche. Da non molto era diventato padre e sui social aveva condiviso la nascita della bambina con una foto: “La mia vita sei tu”.