OLEODOTTO BUCATO AD APRILIA, M5S: “L’ALLARME PER LA FALDA CONTAMINATA NON FINISCE”

Oleodotto bucato ad Aprilia: tra cantieri infiniti e nuovi allarmi, l’allarme per la falda contaminata non finisce

“Il sottosuolo di Aprilia custodisce ancora le conseguenze delle scorrerie legate ai furti di carburante lungo la rete degli oleodotti del territorio. Per anni le grandi condotte sotterranee che pompano carburante tra Gaeta e Pomezia, sono state oggetto di blitz notturni, forature clandestine e allacci abusivi terminati con sversamenti nei campi e idrocarburi migrati verso le falde acquifere.

Sebbene alcuni procedimenti storici siano stati formalmente archiviati negli ultimi anni, come alla palina 899 di via Casale del Giglio, alla 884/b di via delle Cadute o alla palina 1189 di via delle Due Case, ‘anagrafe regionale dei siti contaminati aggiornata al 2023 (ultimo aggiornamento disponibile sul sito di ARPA) e gli atti comunali dimostrano che la partita è tutt’altro che chiusa. L’attenzione resta alta in corrispondenza della storica Palina 1001 di via Valbelviso, dove il procedimento è aperto con piano di caratterizzazione approvato a seguito dei monitoraggi ambientali.

Un quadro complesso a cui si sommano i cantieri in cui i lavori di risanamento e messa in sicurezza risulterebbero completati ma restano ancora in attesa della certificazione definitiva da parte degli enti di controllo, come alla Palina 972 di via del Genio Civile e alla Palina 914 di via Valtellina a Campoverde. Altri nodi viaggiano invece con progetti di bonifica approvati ma con le matrici ambientali ancora classificate come contaminate: è il caso della Palina 985 di via Fabio Filzi, della Palina 891 e della Palina CP-43 in via del Giglio.

L’emblema di questa fragilità resta però via dei Giardini, dove la presenza storica della condotta alla palina 996 e alla palina 999 ha visto persino l’apertura di un fascicolo per una nuova effrazione e il recente intervento del Comune di Aprilia con la determina del 2 ottobre 2026, con cui sono stati prescritti ulteriori interventi di messa in sicurezza tramite isolamento superficiale con materassino bentonitico, soletta armata e prosecuzione dell’emungimento delle acque sotterranee. In un territorio rurale a forte vocazione agricola dove molti residenti dipendono ancora dai pozzi privati, il completamento di queste bonifiche e il conseguimento dei collaudi finali restano un presidio inderogabile per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.

Così, in una nota, l’attivista del Movimento 5Stelle di Aprilia, Andrea Ragusa.

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