Presentata una mozione aperta alla sottoscrizione degli altri gruppi consiliari: “La nostra città custodisce una parte fondamentale della storia energetica, scientifica e industriale del Paese”
Avviare il percorso istituzionale per candidare Latina a sede di un Museo nazionale della storia del nucleare in Italia. È l’obiettivo della mozione presentata dalla consigliera comunale del gruppo Misto Daniela Fiore, che propone di valorizzare il patrimonio storico, scientifico e industriale legato alla centrale nucleare di Borgo Sabotino, al progetto CIRENE e alle attività di decommissioning tuttora in corso.
L’iniziativa nasce in un momento in cui il tema dell’energia nucleare è tornato al centro del dibattito nazionale ed europeo e guarda anche alle ricorrenze del biennio 2026-2027, quando cadranno il quarantennale dell’incidente di Chernobyl, i quarant’anni del referendum che segnò la fine del programma nucleare italiano e quelli della chiusura definitiva della centrale di Latina. Anniversari che offrono l’occasioneper avviare una riflessione pubblica sulla storia del nucleare in Italia.
“Latina custodisce una parte fondamentale della storia energetica, scientifica e industriale del nostro Paese. Per questo – spiega Fiore – ha tutte le caratteristiche per candidarsi a ospitare un museo nazionale dedicato alla storia del nucleare italiano, capace di raccontarne l’intero percorso senza semplificazioni, rimozioni o contrapposizioni ideologiche”.
La mozione impegna la sindaca Celentano e la giunta ad avviare un confronto con i principali soggetti istituzionali e scientifici, tra cui Sogin, i ministeri competenti, Regione Lazio, Provincia di Latina, università, scuole, ordini professionali e associazioni, e a promuovere uno studio di fattibilità che individui finalità, sede, modello gestionale, costi, possibili fonti di finanziamento.
Tra le proposte figurano anche la creazione di un archivio della memoria nucleare pontina, una sezione dedicata al progetto CIRENE, il prototipo di reattore progettato e realizzato a Latina che rappresenta una delle più significative esperienze della ricerca nucleare italiana, oltre a iniziative rivolte alle scuole e una prima fase operativa, tra il 2026 e il 2027, con mostre, incontri pubblici e percorsi didattici.
“Il museo – sottolinea la consigliera – dovrà essere un luogo di memoria, documentazione e divulgazione scientifica, capace di raccontare il pionierismo nucleare italiano, ma anche le criticità, gli incidenti, le scelte democratiche, il referendum del 1987, il decommissioning e le sfide ancora aperte nella gestione dei rifiuti radioattivi. Un progetto culturale che può rafforzare l’identità della città, promuovere un turismo scientifico e industriale e collocare Latina al centro di un dibattito pubblico di grande attualità”.
La mozione, di cui Daniela Fiore è prima firmataria, è stata trasmessa ai capigruppo consiliari e resta aperta alla sottoscrizione degli altri gruppi che intendano condividerne finalità e contenuti, prima dell’approdo in Consiglio comunale.
