MEGA RISSA AD APRILIA 2 ORIGINATA DA UNA FAIDA ROM: 3 ARRESTI CONVALIDATI, GLI ALTRI 9 SCARCERATI

carcere di Latina
Casa Circondariale di Latina

Una mega rissa causata da un regolamento di conti è andata in scena nel centro commerciale di Aprilia 2

Si sono svolti gli interrogatori in carcere per i soggetti arrestati lo scorso 6 agosto per la rissa fatta di colpi proibiti avvenuta intorno alle ore 14,30 presso il centro commerciale di Aprilia 2. A fronteggiarsi due gruppi di soggetti di etnia rom. Prima che i due gruppi passassero alle vie di fatto, ci sarebbe stato un tamponamento tra un’autovettura e un furgone, forse uno speronamento. Ad ogni modo, secondo un’altra versione dei fatti, la ragione scatenante della indegna violenza sarebbe ascrivibile a un pugno ricevuto da un membro di uno dei due gruppi presso un fast-food in via Mascagni.

Fatto sta che, prima dell’inizio delle “danze”, vi è stato un breve inseguimento, dopodiché i veicoli che si davano la caccia, si sono fermati nel parcheggio del centro commerciale ed è iniziata la rissa tra pugni e calci.

Sul posto sono arrivati, chiamati dai commercianti del centro, due pattuglie della Polizia di Stato e altrettante dei Carabinieri che hanno iniziato a fermare qualcuno dei violenti. Alcuni di loro sono riusciti a fuggire nel parapiglia generale e altri si sono rifugiati nei negozi.

Paura per i cittadini presenti e i commercianti alcuni dei quali hanno chiuso i negozi per il terrore che qualcuno dei soggetti violenti entrasse e provocasse qualche danno.

A scontrarsi, come detto, due gruppi di famiglie di origine rom: un gruppo numeroso, i Hrustic, residente ad Ardea, l’altro, i Seferovic, a Modena in visita da parenti tra Aprilia e Roma. Diverse persone sono rimaste ferite e medicate sul posto dal personale sanitario del 118; alcuni di loro trasportati in ospedale. In una Ford Fiesta sequestrata sono state trovate alcune mazze da baseball. In tutto sono quattro i mezzi sequestrati dalle forze dell’ordine.

Nel corso della rissa, sono state utilizzare anche spranghe di ferro, poi requisite dalle forze dell’ordine insieme ad un coltello. Sequestrata anche una catena che avrebbe distrutto il vetro di un’auto.

Il bilancio finale parla di 12 fermi tra i soggetti rom e un minore oggetto di denuncia. L’accusa è quella di rissa aggravata e detenzione di oggetti atti a offendere.

Oggi, 10 luglio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha svolto l’interrogatorio di convalida dell’arresto nei confronti di Romano Seferovic (classe 1977), Adriano Seferovic (classe 2004), Idriz Hrustic (classe 1990), Zijad Hrustic (classe 1988), Nijaz Hrustic (classe 1977), Giuliano Hrustic (classe 2004), Husnia Hrustic (classe 2002), Gevad Hrustic (classe 2001), Oscar Hrustic (classe 2006), Niaz Hrustic (clase 1999), Hamdijia Hrustic (classe 1998), Bajro Hrustic (classe (classe 1984).

Romano Seferovic è difeso dagli avvocati Massimo Frisetti e Salvatore Mirabile. Adriano Seferovic è assistito dall’avvocato Giorgia Palmieri. I Hrustic sono difesi dall’avvocato Marco Fagiolo. Tutti sono indagati per i reati di rissa aggravata, resistenza a pubblico ufficiale, porto di arma impropria. Per loro il sostituto procuratore di Latina Marta Leone ha chiesto il carcere.

Alla base del parapiglia violento con tanto di botte e sangue, ci sarebbe un’aggressione subito da uno dei figli della famiglia Hrustic per mano di soggetti riconducibili alla famiglia Seferovic.

Sia Adriano che Romano Seferovic hanno rusposto al gip Cario fornendo la loro versione dei fatti. Romano Seferovic ha detto di essersi trovato fuori dal centro commerciale alla guida del suo camper, per poi essere tamponato da un’auto. Dopodiché l’uomo sarebbe stato accerchiato da un gruppo di persone, o cinque o sei, armate di bastoni. Il 49enne avrebbe raggiunto Aprilia 2 solo per difendere il figlio da un’aggressione. Secondo le forze dell’ordine, sia lui che Adriano Seferovic avrebbero riferito che qualcuno stava sparando colpi d’arma da fuoco contro il loro camper.

Le immagini delle telecamere dei negozi, secondo il gip Cario, smentirebbero quanto dichiarato da Romano Seferovic, in quanto la rissa violenta avebbe coinvolta quest’ultimo, Adriano Seferovic e Idriz Hrustic. Tutti ripresi nell’atto di sferrare calci e pugni. A fatica, i Carabinieri sarebbero riusciti a contenere la furia dei tre.

Secondo il gip Cario, il pericolo di reiterazione del reato è concreto e attuale per tutti e tre, in quanto l’astio delle due famiglie è permanente. Ricorre anche uil pericolo di fuga, anche perché nessuno avrebbe fornito i documenti d’identità.

Dunque, il Gip ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per Romano Seferovic, Adriano Seferovic e Idriz Hrustic, individuati come i più violenti nella rissa dello scorso 6 agosto. Scarcerati, invece, tutti gli altri e nove poiché il gip ha ritenuto di non convalidare l’arresto.

A pesare sui Seferovic c’è la circostanza che i due appartenenti alla stessa famiglia avrebbero chiamato i Carabinieri riferendo che qualcuno stava esplodendo colpi d’arma da fuoco contro il camper. Una volta arrivati i militari dell’Arma, i Seferovic si sarebbero sottratti all’identificazione e sarebbero fuggiti a bordo di una Volkswagen Crafter nonostante l’alt dei Carabinieri.

L’auto avrebbe poi percorso la SS Pontina a velocità sostenuta, zigzagando nel traffico e arrivando al centro commerciale di Aprilia, imboccando contromano le rotonde di accesso all’area ad alta velocità. Secondo la ricostruzione della Procura di Latina, la rissa, invece, si sarebbe verificata dopo un inseguimento tra autovetture e camper, fino alla collisione tra gli stessi mezzi guidati. Solo nel centro commerciale di Aprilia 2, i due gruppi si sarebbero affrontati e colpiti con pugni, calci, spinte, strattonamenti anche alla presenza di poliziotti e carabinieri.

Per la pubblica accusa, Husnia Hrustic avrebbe posseduto un coltello di circa 16 centimetri, rinvenuto nella Ford Fiesta sequestrata.

Alla fine del parapiglia violento, tutti, completamente sudati, presentavano escoriazioni, graffi, ferite, indumenti sporchi di sangue. Barjo Hrustic, trasportato in ospedale, ne è stato dimesso con prognosi di 12 giorni; Zijad Hrustic ha avuto invece una prognosi di un giorno per aggressione fisica.

Alla fine, le forze dell’ordine hanno sequestrato tre manici di badile in legno, due aste in acciaia di circa un metro ciascuna, un’asta in ferro di oltre un metro, un tubo in plastica di 130 centimetri, un palo da recinzione metallico di poco meno di un metro, una chiave a croce in acciaio e il coltello da 16 centimetri.

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