L’EX CASERMA “VITTORIO EMANUELE II” DI GAETA PROPOSTA DALL’ITALIA AGLI INVESTITORI ESTERI

L’ex Caserma Vittorio Emanuele II di Gaeta, nei pressi del Castello Angioino-Aragonese, è certamente uno dei luoghi più suggestivi e paesaggisticamente prestigiosi che si trova sul territorio. È peraltro annoverato nella lista di beni demaniali che, a partire dal 2007, la Regione Lazio, dell’allora giunta Marrazzo, ha deciso di dare in concessione ad eventuali facoltosi investitori interessati a proposte di ristrutturazione e valorizzazione.

Con il recente decreto legge del Governo, ribattezzato Sblocca Cantieri, è stata rilanciata anche l’ICE – l’ Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, su impulso della Presidenza del Consiglio del Ministri e del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Agenzia del Demanio. Si tratta in buona sostanza di un organismo virtuale “attraverso cui poter favorire – si legge all’indirizzo internet dedicato -, in forma semplice e trasparente, l’interazione tra la domanda di investimenti professionali e le opportunità di investimento immobiliare qualificate che sono state selezionate nel patrimonio pubblico italiano tra le più rilevanti in termini di localizzazione, tipologia e dimensione”.

Per quanto riguarda la ex caserma inserita nello splendido contesto della riserva del parco di Monte Orlando e a strapiombo sul mare nei pressi di punta Stendardo, si tratta di offrire proposte per il rilancio in ambito turistico ricettivo del complesso. Certamente le attuali condizioni della struttura fanno pensare a cifre astronomiche per il recupero, la ristrutturazione e la valorizzazione di un bene simile. Eppure non è difficile immaginare quale gioiello di bellezza potrebbe venirne fuori, chiaramente a patto che si rispettino i vincoli e pure la Storia e la bellezza del paesaggio. Il sito rientra pure tra le quattro dimore di Stato presenti a Gaeta, sulle sei totali della Regione Lazio.

Quasi 3200 metri quadrati la superficie del complesso. “Il compendio – si legge nella descrizione dell’Ice – nacque come complesso conventuale (Convento dei Padri Domenicani) eretto intorno ad un chiostro centrale articolato su due piani fuori terra e divenne successivamente Caserma Vittorio Emanuele II; non risulta accatastato alcun piano interrato, tuttavia si ipotizza l’esistenza di altri vani e camminamenti sotto strada, in quanto l’edificio dal lato verso il mare, risulta fuori terra anche in corrispondenza della quota sotto strada. Secondo il Piano Regolatore Generale Vigente del Comune di Gaeta, approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1478 del 10/10/1973, il Compendio ricade in “Zona Territoriale Omogenea A – Centro Storico Sant’Erasmo”, sottoposta a vincolo di conservazione architettonico urbanistico, e soggetta a P.P.E., Piano Particolareggiato di S. Erasmo, come da Delibera di Giunta Regionale n. 2869 del 03/07/1979, con le seguenti destinazioni: As: Attrezzatura Scolastica con aree annesse destinate a verde; 1A: Edifici demaniali di notevole importanza storico-monumentale che richiedono restauro di liberazione; 2A: Edifici di valore ambientale in precarie condizioni statiche che conservano facciate ed elementi architettonici di pregio da mantenere con possibilità di trasformazioni interne.

Per immobili ricadenti in tale zona le Norme Tecniche prevedono la possibilità di restauro dei fabbricati esistenti e la possibilità di installare piccoli chioschi per bibite e giornali, con le opportune limitazioni dimensionali, per le aree annesse, per le quali è comunque esclusa ogni possibilità edificatoria anche modesta. L’immobile risulta vincolato dal MIBACT”.

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