IMMIGRAZIONE E LEGGE SALVINI

/
immigrazione

Abbiamo incontrato Dramma, 27 anni, della Costa D’Avorio e David, 34 anni, del GHANA, accolti dal Gus di Formia, e in attesa dell’accettazione della domanda di richiesta d’asilo. Raccontano, con occhi pieni di paura e speranza, che sentono di essere fortunati di poter avere la possibilità di una seconda vita e vorrebbero viverla proprio in Italia, il Paese che li ha accolti. Ci hanno spiegato il lungo, pericoloso e costoso viaggio che li ha portati in Italia attraversando il Mali e l’Algeria fino ad arrivare in Libia. David spiega di aver pagato 200 euro solo per arrivare a Togo e poi altri 400 per poter andare in Niger e poi in Libia. La tratta si fa molto difficile in Libia e in Algeria dove si rischia di essere rapiti per ottenere denaro per il riscatto. Per la Libia – siamo i loro business – affermano Dramma e David, arrabbiati dal fatto di sentirsi violati e traditi dalla loro stessa gente. Ogni giorni migliaia di persone provenienti dalle zone più differenti dell’Africa: Nigeria, Sudan, Niger, Mali, Senegal, Ciad, Costa d’Avorio e Gambia, solo per citarne alcune, organizzano la loro fuga per scappare dalla fame e dalla misera vita che conducono sperando, come anche noi tutt’oggi facciamo con l’America, in una vita migliore. Dramma proviene dalla Costa d’Avorio, dove a capo del Paese c’è, dal 2010, Alassane Ouattara, il quale aveva fatto ben sperare, per le sue esperienze di vice direttore del Fondo Monetario Internazionale e Direttore della Banca Centrale degli Stati dell’Africa dell’Ovest, in un miglioramento a livello economico e occupazionale ma ciò non è avvenuto mentre sono aumentati gli arresti di oppositori politici del governo e attualmente vige la mancanza di libertà di espressione che colpisce gli organi di stampa. David si rivolge a noi parlando italiano perché lo sta imparando con il progetto Gus in cui è inserito. “Sono due anni che sono in Italia in attesa di ricevere il diritto di asilo, non so cosa succederà al termine del progetto Gus, vorrei lavorare, prendere una casa ma non posso perché non sono considerato un cittadino regolare”. Dramma taciturno e spaventato, proviene dalla Costa d’Avorio, Paese considerato stabile dal 1992 ( in cui venne restaurata la democrazia), ci ha raccontato di aver visto donne subire violenze da parte dei libici, ricordando in particolare, un episodio in cui uno scafista libico ubriaco, aprì la pancia di una donna incinta asportandone il feto e provocandone la morte. “Quando sono sbarcato in Italia ho pianto per la gioia, come se l’acqua, che mi aveva circondato durante il viaggio, mi avesse ripulito da tutto quel dolore che avevo visto e mi avesse dato la possibilità di rinascere” – afferma il ragazzo ancora provato – “ non so cosa farò o dove andrò ma l’Italia mi piace”.

LEGGE SALVINI: DI CHE SI OCCUPA

Il 29 Novembre il ddl, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre, sulla sicurezza e l’immigrazione, del governo 5Stelle -Lega, e tanto desiderato dal ministro degli interni, Matteo Salvini, è diventato legge. Il decreto composto da tre titoli: “ disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sulla sicurezza pubblica nonché misure per la funzionalità del Ministero degli Interni e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”  si occupa sostanzialmente di riformare il diritto d’asilo e della cittadinanza, di dettare disposizioni in materia di sicurezza pubblica e di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e in ultimo, della gestione e amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Tre temi importanti concentrati in un unico decreto, aspramente contestato e dichiarato in più punti a rischio incostituzionalità da diversi giuristi e dalle stesse associazioni internazionali, come Hunhcr  che ha sostenuto “alcune norme del Decreto Legge appaiono in potenziale contrasto con la normativa internazionale sui rifugiati e sui diritti umani, rischiando di indebolire il livello generale di tutela con particolare riferimento alle persone vulnerabili e con esigenze specifiche”. Ma alla fine è passato in Parlamento.

LA LEGGE SULLA SICUREZZA DI SALVINI PER QUANTO CONCERNE IL TEMA DELL’IMMIGRAZIONE

Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, tematica al centro del decreto del ministro Salvini, prevede di fatto l’abrogazione della protezione per motivi umanitari, prevista da molti Paesi dell’UE e dall’Italia dal Testo Unico sull’immigrazione, sostituendola con un “procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale“ per chi ne fa richiesta, introducendo permessi di soggiorno speciali per chi è vittima di violenza domestica, sessuale, sfruttamento o soggetto a cure mediche. Il decreto legge ha cosi cancellato il riferimento generale alle ragioni umanitarie, tipizzando le ipotesi di protezione. “La tipizzazione non è costituzionalmente illegittima, affermano i giuristi “quello che lascia perplessi invece è che questa tipizzazione non abbraccia tutte le ipotesi che si ricollegano all’articolo 10 della Costituzione, secondo questa giurisprudenza della Cassazione”. Inoltre vengono aumentati i reati che concorrono alla sospensione della richiesta d’asilo e che comportano all’espulsione dall’Italia. Ma il punto più criticato dalle minoranze e dai giuristi è quello che si occupa della revoca della cittadinanza che recita “ se una persona viene ritenuta un possibile pericolo per lo Stato, potrebbe scattare la revoca della cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. In più, una domanda di cittadinanza potrà essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana”, una revoca che violerebbe il principio di eguaglianza a chi non è italiano per nascita ed è stato definitivamente condannato per delitti commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale.  Diversi giuristi affermato che questa disposizione “frantuma” il concetto di cittadinanza, introducendone una di “ serie b” rispetto a quella che appartiene a chi è italiano dalla nascita: “Per lo stesso reato, sono previste conseguenze diverse, sicché i cittadini non sono più uguali davanti alla legge”. Inoltre, “la disciplina potrebbe generare apolidia, uno status eccezionale per una persona, in contrasto con un’antica convenzione internazionale che appunto vieta agli Stati di creare nuovi apolidi”. Infine vengono depotenziati gli sprar, centri dell’accoglienza diffusa gestita dai Comuni, i quali potranno accogliere solo minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale. Infine è stata prevista una sensibile diminuzione delle risorse destinate alla gestione dell’immigrazione, con lo stanziamento per i rimpatri di 500 mila euro nel 2018 e 1.5 milioni per il 2019. Aumentando il periodo di permanenza nei CPR (centri per rimpatri) da 90 a 180 giorni.

 

 

Articolo precedente

MALTEMPO, L’AMMINISTRAZIONE DI SABAUDIA PRENDE PROVVEDIMENTI

Articolo successivo

LAZIO, SIMEONE: “PARISI CHI? NON ACCETTIAMO LEZIONI DA CHI NON È DI FORZA ITALIA”

Ultime da Attualità