LEGAMBIENTE: “TERRACINA CITTÀ A RISCHIO PER LE ALTE TEMPERATURE”

“Stiamo per affrontare la quarta ondata di calore di questa estate rovente. A partire da mercoledì 29 luglio, l’ennesima rimonta dell’anticiclone africano tornerà ad avvolgere il bacino del Mediterraneo, dando il via a una nuova e intensa fiammata subtropicale.

Le emissioni derivanti dai combustibili fossili hanno rapidamente aggravato le ondate di calore in Europa (il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo) che diventano sempre più intense e prolungate, minando la qualità della vita e le aspettative di vita delle persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi quattro anni il caldo estremo ha provocato oltre 200mila morti in Europa. Recentemente anche il Presidente della Società Italiana di Psichiatria, Guido Di Sciascio ha dichiarato che le forti ondate di calore influiscono sulla salute mentale aumentando le probabilità che si verifichino riacutizzazioni in chi soffre di patologie come ansia e depressione. Numeri da crisi sanitaria e sociale, oltre che climatica, a cui non è più possibile rispondere con misure emergenziali. Le nostre città devono essere pronte a proteggere le persone che le abitano. Stiamo tutti sperimentando quanto sia difficile muoversi a piedi nelle ore più calde della giornata, soprattutto quando raggiungere servizi di prossimità, strutture di interesse pubblico o servizi di cura e assistenza non è una scelta ma una necessità. A pagare infatti il prezzo più alto della crisi climatica le fasce più deboli della popolazione, bambini, anziani, chi soffre di patologie croniche, le persone che vivono in condizioni di povertà materiale ed energetica.

La Goletta verde di Legambiente sta veleggiando proprio in queste ore lungo le nostre coste. L’aumento delle temperature nel Mar Tirreno non è un semplice “caldo estivo”, ma un sintomo grave della crisi climatica. Nel Mar Tirreno, secondo le foto satellitari del Marine Service information di Copernicus, rielaborate da Legambiente, si è passati bruscamente da una media di 19,2° C a maggio a 24,3° C a giugno, confermando la progressiva “tropicalizzazione” del bacino, con un aumento costante di organismi marini tropicali o lessepsiani come barracuda, pesce scorpione e granchio blu, che trovano nel Tirreno un habitat ideale, con grave danno per gli ecosistemi locali, comprese le praterie di Posidonia, che subiscono forti scompensi a causa della permanenza prolungata di acque calde, o gli ecosistemi dei laghi costieri o lagunari (come nei pressi del Parco Nazionale del Circeo).Non c’è più tempo da perdere servono più interventi di mitigazione e adattamento, lo stanziamento delle risorse per attivare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici fermo al palo da gennaio 2024, e i piani di adattamento comunali, un rapido abbandono dei combustibili fossili per puntare su efficienza energetica e fonti rinnovabili e la definizione di una strategia nazionale per i rifugi climatici in città.

I dati, contenuti nel report “Città più calde del Lazio”, redatto da Legambiente in collaborazione con TGR Lazio, e reso pubblico qualche giorno fa, ha poi portato a una serie di considerazioni. La prima è che ci sono delle città dove le temperature sono aumentate anche di 7-8°C negli ultimi 50 anni. Guidonia Montecelio conduce la classifica delle città che, negli ultimi 10 anni, hanno fatto registrate una media termica maggiore: 25,73 gradi (seguita da Terracina e Latina, entrambe a 25,66°C).  Terracina è infatti, insieme a Latina, una delle città censite dove l’aumento è stato comunque considerevole, rispetto anche alla densità popolazione e questo sicuramente ha inciso sulla salute e il rischio vita degli abitanti.

Per questa ragione il Circolo locale di Legambiente ha deciso di portare anche a Terracina la Campagna nazionale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente dedicato anche alle ondate di calore https://cittaclima.it/ondatedicalore/  “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”che invita a guardare come esempio Barcellona, dove dal 2022 sono attivi molti rifugi climatici, con un duplice obiettivo: da un lato mettere in luce le criticità urbanistiche, soprattutto nelle periferie più fragili; dall’altro denunciare l’impatto delle disuguaglianze climatiche sulla popolazione. Il caldo estremo, infatti, non solo compromette la salute, ma influisce anche sulla qualità della vita e sull’accesso a diritti essenziali, colpendo in modo particolarmente grave bambini, anziani e persone vulnerabili. Per questo tra gli interventi che chiediamo come Circolo al Comune di Terracina, il quale peraltro ha approvato all’unanimità la mozione per la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale durante il Consiglio Comunale dell’11 dicembre 2019 basato proprio sulla proposta del Circolo locale di Legambiente, dichiarazione alla quale il Comune di Terracina non ha dato seguito con imoegni concreti,  c’è anche quello di mappare, realizzare e promuovere una campagna informativa sui “rifugi climatici” (da integrare nei Piani di Adattamento Climatico comunali), organizzando in ogni quartiere centri di raffrescamento naturali e di comunità, valorizzando e attrezzando aree verdi, parchi, cortili, giardini scolastici e spazi pubblici ombreggiati o raffrescati per i mesi estivi ma anche biblioteche, centri culturali e musei dotati di aria condizionata e acqua potabile gratuita accessibili liberamente dai cittadini, specialmente dalle fasce deboli. Parliamo di oasi di ristoro dal caldo, indispensabili per aiutare e dare sollievo a cittadini e cittadine, a partire dalle persone più anziane e più fragili, che necessitano di ambienti climatizzati, distribuzione di acqua e bevande idratanti, spazi per il riposo, magari anche con un servizio di assistenza/trasporto per le persone non autosufficienti o con difficoltà di spostamento, con un numero di pronto Intervento Sociale o Unità Mobili di supporto come meritoriamente ha fatto il Comune di Cisterna di Latina, che potrebbe diventare un esempio per tutti i Comuni della Provincia.

Inoltre chiediamo progetti di Riqualificazione del verde per aumentare la copertura arborea, la creazione di grandi parchi che possano fungere da veri e propri “polmoni freddi”, capaci di generare correnti d’aria fresca che si propagano nei quartieri adiacenti (Forestazione Urbana Centralizzata), piantumazione di filari di alberi a chioma larga lungo i marciapiedi per schermare la radiazione solare diretta su asfalto e facciate dei palazzi (Alberature Stradali Sistematiche) incentivando tetti bianchi (riflettenti), tetti verdi vegetali e schermature solari e potenziare le infrastrutture blu (fontane, laghetti, acquari e corsi d’acqua), senza dimenticare la de-pavimentazione (depaving) con la rimozione dell’asfalto in eccesso per far spazio a superfici drenanti e permeabili, riducendo l’effetto “isola di calore”.

“Le nostre città sono sempre più invivibili di giorno e anche di notte, con temperature infernali, in estati progressivamente più lunghe. Analizzando le temperature di mezzo secolo delle città del Lazio, sono evidentissimi due elementi: da una parte un incontrovertibile innalzamento violento delle temperature, con aumento del numero di giorni caldissimi specialmente a fine primavera, dall’altra l’esistenza di luoghi ormai bollenti dove la temperatura elevatissima sta rendendo le città completamente invivibili in estate” – ha commentato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. 

“Dobbiamo fare presto prima che la crisi climatica lo faccia violentemente per noi:riprogettare la città con rifugi climatici e ombreggiature urbane, rimuovendo migliaia di ettari di asfalto dagli enormi parcheggi neri e bollenti, rafforzando parchi, aree verdi e aree agricole, boschi, argini dei canali e dei fiumi, progettando infrastrutture blue e verdi, con fontane, laghetti, corsi d’acqua, fermando cemento, consumo di suolo. Terracina secondo i dati raccolti nel recente report di Legambiente Lazio è una città a rischio per innalzamento delle temperature e per questo vogliamo portare la campagna nazionale “Che Caldo che Fa”-  campagna di Citizen Social Science promossa da Legambiente, giunta alla sua seconda edizione, e a seguire la campagna “ Clima e Salute – Cresce il caldo, cresce la prevenzione 2026” in collaborazione con Croce Rossa Nazionale- anche a Terracina. Il nostro Circolo dal 2018, anno del grave disastro climatico del 29 ottobre, è impegnato sulla sensibilizzazione di cittadini e scuole sulla crisi climatica, garantendo l’inserimento di eventi climatici rilevanti nell’Osservatorio Città Clima di Legambiente https://cittaclima.it/ e si impegna a fornire idee e proposte sotto forma di osservazioni per introdurre nuove consapevolezze sulla emergenza climatica, innovare gli strumenti e i regolamenti urbanistici, per introdurre nuove soluzioni basate sulla natura, seguendo i principi della Legge sul ripristino della Natura e cercando di salvaguardare il patrimonio arboreo, arbustivo, difendendolo dalla cementificazione selvaggia e dagli incendi” – dichiarano Anna Giannetti Presidente Legambiente Terracina e Roberta Ambra Alla, referente della campagna “Che Caldo che Fa” per Terracina. 

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