I VANNACCIANI DI CISTERNA RASSICURANO: “NESSUNA DIVISIONE”

Futuro Nazionale Vannacci, il Comitato costituente di Cisterna di Latina n. 38: “Nessuna divisione, è il momento di costruire insieme”

“In merito alle recenti dinamiche interne che hanno interessato il movimento di Futuro Nazionale sul territorio pontino, il Comitato Costituente Futuro Nazionale Vannacci n. 38 di Cisterna di Latina intende intervenire per riportare il confronto sui binari dell’unità e della crescita comune.

Comprendiamo appieno i punti di vista, la passione e le preoccupazioni di tutte le parti coinvolte in questo momento delicato; tuttavia, riteniamo fortemente che non sia questa la fase in cui dividersi, bensì il momento di stringersi e iniziare a costruire insieme.

Ricordiamo che il consigliere Alessandro Fanti è stato nominato dal partito solo da pochissimi giorni; è doveroso e intellettualmente onesto concedergli il tempo necessario per prendere pieno possesso del ruolo, analizzare la situazione e strutturare al meglio l’azione politica del movimento.

Sul tema della sicurezza e della criminalità, va precisato che la gestione diretta e il contrasto a tali fenomeni non rientrano tra le competenze dirette di un consigliere o referente politico. La politica e il partito possono però svolgere un ruolo fondamentale nel supportare attivamente l’operato delle forze dell’ordine e accendere i riflettori sulle criticità della città: un’azione di presidio e ascolto che qualsiasi comitato territoriale può e deve portare avanti autonomamente con determinazione.

Per creare basi solide sul nostro territorio c’è bisogno del contributo, delle idee e delle energie di tutti. Nessuno escluso. Siamo certi che nel prossimo futuro ci sarà ampio spazio e massimo riconoscimento politico e operativo per chiunque dimostri sul campo idee, capacità e dedizione alla causa”.

Così, in una nota, il Comitato Costituente di Cisterna di Latina 038– Futuro Nazionale.

A rispondere a stretto giro Massimo Perrone, l’esponente di Futuro Nazionale, che ha lasciato in polemica il partito fondato dal generale Roberto Vannacci.

“Ho letto con attenzione il comunicato del Comitato Costituente di Cisterna di Latina e ritengo doveroso rispondere, non per alimentare divisioni, ma per ristabilire alcuni fatti e soprattutto per chiarire una differenza sostanziale di visione politica.

Innanzitutto, ricordo al Comitato di Cisterna che non faceva parte, e non fa parte, del gruppo dei comitati territoriali che in questi mesi si sono confrontati e hanno lavorato insieme per costruire una presenza politica seria e radicata sul territorio pontino.

Quel confronto ha visto protagonisti il Comitato 465 di Latina da me rappresentato, Silvagni, Falconi, il coordinamento di Sezze, Morea e Soccorsi di Aprilia. Cisterna era assente allora ed è assente da quel percorso anche oggi.

Per questo, leggere oggi un richiamo all’unità e alla necessità di “costruire insieme” mi sembra quantomeno singolare.

È evidente che il Comitato di Cisterna abbia scelto di sostenere la linea politica di Fanti. È una scelta legittima, che rispetto, ma proprio perché si tratta di una scelta politica credo sia corretto chiamarla con il suo nome, senza trasformare ogni dissenso in una presunta divisione.

Viene poi ricordato che Alessandro Fanti ricopre da poco il ruolo di consigliere comunale e di coordinatore provinciale.

Prendo atto. Ma la politica non nasce il giorno in cui arriva una nomina. Per mesi, e anche pubblicamente, è stata rappresentata un’esperienza politica precedente e una capacità di impegno maturata nel tempo. Lo stesso Andrea Fanti, in diverse occasioni, ha sostenuto pubblicamente il percorso politico del fratello e Alessandro Fanti ha partecipato anche ad alcuni incontri e iniziative organizzati dai comitati territoriali.

E allora una domanda è inevitabile: se l’esperienza politica c’era già, perché oggi dovremmo considerare ogni valutazione prematura soltanto perché l’incarico formale è recente? La politica non è soltanto sedersi in un Consiglio comunale e votare sì o no. La politica è molto di più.

Politica è ascoltare i cittadini. È studiare i problemi. È chiedere conto delle decisioni. È sollevare questioni. È battere i pugni, quando necessario, davanti alle istituzioni competenti. È avere il coraggio di criticare anche chi conosci, anche chi hai frequentato, anche chi magari in passato ha condiviso con te un percorso politico. E soprattutto politica è occuparsi della realtà. E la realtà di Latina pone oggi questioni che non possono essere ignorate.

Parliamo di sicurezza, di droga, di episodi criminali che hanno portato Latina e il suo territorio anche sulle cronache nazionali, di operazioni delle Forze dell’ordine che hanno portato alla luce situazioni di estrema gravità. Parliamo di quartieri e cittadini che chiedono maggiore sicurezza.

Parliamo delle tante criticità della città e della necessità di verificare come vengono utilizzate le risorse pubbliche.

Parliamo, per esempio, dei lavori e delle somme investite per il Parco Falcone e Borsellino, tema sul quale ho posto pubblicamente interrogativi e sul quale, almeno per quanto mi riguarda, avrei voluto ascoltare una posizione politica chiara.

Non chiedo a un consigliere comunale di sostituirsi alla Polizia o ai Carabinieri. Sarebbe assurdo. Chiedo alla politica di fare la politica. E fare politica significa anche occuparsi di sicurezza senza pretendere di essere un investigatore, occuparsi di droga senza pretendere di essere un magistrato, occuparsi di bilanci senza essere un commercialista e occuparsi delle opere pubbliche senza essere un tecnico.

Significa rappresentare i cittadini e pretendere risposte da chi ha le competenze per darle. Quanto ai rapporti personali e alle vecchie conoscenze politiche, non ho nulla da eccepire. Conoscere una persona non significa necessariamente condividerne ogni scelta politica. La politica, se è seria, deve avere anche il coraggio della critica.

Io non cerco compagni di percorso perché appartengono a una determinata corrente, perché hanno un determinato cognome o perché hanno condiviso in passato altre esperienze. Io cerco persone preparate, militanti autentici, uomini e donne capaci di portare idee sane, concrete e soprattutto di mettersi al servizio della comunità.

Non mi interessa una politica fatta di slogan, di appartenenze o di obbedienza. Mi interessa una politica capace di restituire alla città moralità, responsabilità, merito e rispetto delle regole.

Per questo continuerò a fare domande. Continuerò a criticare quando riterrò che sia necessario. Continuerò a sostenere le Forze dell’ordine che ogni giorno fanno il loro dovere sul territorio. E continuerò a distinguere tra chi vuole semplicemente occupare uno spazio politico e chi, invece, è disposto a lavorare seriamente per cambiare le cose.

Non è divisione. È politica. E se per qualcuno fare domande, dissentire e chiedere maggiore concretezza significa dividere, allora abbiamo semplicemente un’idea diversa di cosa significhi fare politica”.

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