LATINA, LA LETTERA APERTA A RENZI: “CARO MATTEO, NON VERRÒ ALLA LEOPOLDA”

Renzi e Bin Salman
Renzi e Bin Salman

La lettera aperta di un esponente di Italia Viva a Renzi: “Caro Matteo, quest’anno non sarò presente alla Leopolda”

“Sei stato il miglior presidente del consiglio degli ultimi 30 anni e hai dato un contributo di civiltà al paese con leggi e riforme di grande valore e di questo tutti te ne devono essere grati. Poi però la scelta di fondare un partito , a cui ho aderito non è decollata e non c’è stata ne un analisi nè una riflessione collettiva sul perché di questo progetto sia irrimediabilmente naufragato.

Se le occasioni di incontro diventano una kermesse, anche se bene organizzate invece che una opportunità per analizzare le criticità e i ritardi , non ci si può meravigliare di rimanere inchiodati al 2 %. e purtroppo chi ti circonda non ti incoraggia a guardare questo gap ormai obiettivamente incolmabile salvo l’ingaggio di strutture potenti e costose per impostare una comunicazione che alla fine diventa più un inganno che una visione politica: vedi le destre…

Sei senza dubbio un fuoriclasse della politica e in quanto tale non dovresti sprecare il tuo tempo in attività diciamo così poco ortodosse. I grandi leader, una volta conclusa la propria esperienza di guida si impegnano in incontri che producono riflessioni di grande spessore sul piano politico, economico, umano, industriale, ambientale e tanto altro.

Tu hai deciso di rimanere nella politica attiva di ogni giorno e questo tuo ruolo anche se non ostacolato dalle leggi ha un riflesso etico e morale inconciliabile.

Se pensi di emancipare un principe arabo accusato di feroci delitti e misfatti di ogni genere sei forse un po’ ingenuo; ma tu questo non te lo puoi permettere. Un leader deve mettere in sicurezza la comunità che lo sostiene e soprattutto non creare imbarazzi al paese di cui è stato Premier.

A questo proposito anche le frequentazioni interne fanno riflettere molto.

Questi incontri con Miccichè e tutto il sottobosco della tentacolare organizzazione berlusconiana sono per un verso una delusione ma anche una grande preoccupazione. E’ un mondo che ho sempre cambattuto e non sono disposto per nessuna ragione a rivedere la mia identità valoriale.

In questo periodo di rimescolamento generale la tattica si è sostituita alla politica e questo è uno spreco del tuo talento . Hai l’attitudine allo studio e velocità di comprensione dei processi ma si sa della “ solitudine dei numeri primi”,che proprio per questo però devono guardare con realismo cosa succede tutto intorno.

Un partito non è un codice fiscale né una ditta. È soprattutto una comunità e la sua costruzione è terribilmente impegnativa. Sui territori non ci sono strutture di Italia Viva con incontri e discussioni ma solo parate, quando succede, per accogliere il capetto di turno e proprio per questo il progetto è abortito e la mia pazienza si è oramai consumata. Non so cosa succederà di Italia Viva, ma spero in ogni caso che si trasformi e si strutturi in qualcosa di necessario al paese. Non si può stare sulla difensiva tutti i giorni. Bisogna crescere e non pensare di essere indispensabili ma piuttosto utili!”.

Così, nella sua lettera aperta, Gigi Panetta.

Articolo precedente

ROCCAGORGA, DONNA DENUNCIA MARITO PER ABUSI SESSUALI SUI FIGLI. PICCARO: “SOSTEGNO PER LEI E I BAMBINI”

Articolo successivo

LAZIO: EROGATI OLTRE 750MILA EURO DI BUONI SPORT A 270 ASD E SSD

Ultime da Politica