Hotel "Il Guscio"
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LATINA, IL SISTEMA DEI FALLIMENTI E LA RETE DELLE RELAZIONI

in Attualità

Probabilmente, l’espressione migliore per descrivere quanto accaduto presso la sezione fallimentare del Tribunale di Latina è proprio questa: “il sistema dei fallimenti e la rete delle relazioni”.

L’ALBERGO DI TERRACINA E I PRESUNTI REATI

La vicenda di cui hanno diffusamente parlato tutti i mezzi di informazione è quella relativa alla vendita dell’albergo “Il Guscio” di Terracina, vendita avvenuta attraverso una serie di atti nell’ambito della procedura fallimentare riguardante la società fallita Quadrifoglio Sas, che controllava la società Circe S.r.l a sua volta proprietaria dell’albergo in questione.

Procura della Repubblica di Latina
Procura della Repubblica di Latina

I pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Dott. Giuseppe Bontempo e Dott. Claudio De Lazzaro, hanno indagato nove persone, tra cui sette professionisti, ipotizzando i reati di turbativa d’asta, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Ovviamente figurano tra gli indagati tutti i professionisti che sono stati parte attiva, ognuno in relazione al proprio incarico nell’ambito della procedura concorsuale, nei vari atti posti in essere culminati con l’acquisto delle quote della Circe Srl e quindi della proprietà dell’albergo “Il Guscio”.

LA REVOCA DEGLI INCARICHI

La vicenda in questione non poteva non comportare da parte del Tribunale di Latina la revoca degli incarichi ai professionisti coinvolti nella vicenda. È infatti impensabile e assolutamente illogico che un professionista sottoposto ad indagine da parte della Procura della Repubblica di Latina per atti commessi nell’ambito di una procedura concorsuale possa mantenere il proprio incarico nell’ambito di quella stessa procedura concorsuale.

Tribunale di Latina
Tribunale di Latina

La revoca, però, non ha riguardato solo gli incarichi svolti nella procedura concorsuale in questione, ma tutti gli incarichi ricevuti nel tempo dai professionisti in questione inerenti a procedure concorsuali (si parla in totale di circa sessanta incarichi); le numerose revoche sono state motivate affermando che era venuto meno il rapporto di fiducia.

La decisione del Tribunale di Latina si presta a due tipi di valutazioni contrapposte.

La prima, secondo cui il provvedimento sarebbe stato eccessivo visto che si è ancora nelle fase delle indagini e nemmeno vi è stata la richiesta di rinvio a giudizio.

La seconda, in base alla quale così come i numerosi incarichi furono affidati sulla base di un rapporto di fiducia parimenti lo stesso Organo che li aveva a suo tempo conferiti li può revocare se valuta non più sussistente il rapporto di fiducia.

IL RAPPORTO DI FIDUCIA

Non è sicuramente nostro compito prendere una posizione, ma l’impressione è che, facendo riferimento al rapporto di fiducia, il Tribunale non abbia considerato solo la vicenda dell’inchiesta penale, che comunque è stata il motore di tutto, ma abbia valutato anche altri fatti e circostanze che, pur non avendo alcuna rilevanza penale, meritino però di essere considerate dal Presidente del Tribunale e dai Giudici della sezione fallimentare, come ad esempio la gestione degli incarichi all’interno delle procedure fallimentari da parte dei curatori fallimentari.

Aspetto quest’ultimo che ci riporta proprio al titolo di questo articolo, il sistema dei fallimenti e la rete delle relazioni.

IL CASO LOLLO    

Sebbene si tratti di due vicende assolutamente non collegabili tra loro, il tema  “il sistema dei fallimenti e la rete delle relazioni” ci riporta indietro nel tempo, ed esattamente a marzo del 2015.

Antonio Lollo
Antonio Lollo (foto da Il Messaggero)

Il Giudice Delegato ai fallimenti Antonio Lollo viene arrestato con l’accusa di aver fatto mercimonio della sua funzione (incassava tangenti da alcuni professionisti ai quali affidava incarichi).

Insieme a lui vengono arrestati anche dei professionisti mentre altri sono indagati. Dal punto di vista processuale la vicenda si è chiusa con cinque patteggiamenti, tre condanne e tre assoluzioni.

All’epoca i fatti destarono un grande clamore, e non poteva essere altrimenti.

Il clamore si amplificava poi ogni giorno per le notizie pubblicate sui mezzi di informazione in relazione a varie circostanze che emergevano.

Ad esempio, un avvocato letteralmente ricoperto di incarichi nell’ambito delle procedure concorsuali che scriveva le sentenze per conto del Giudice Lollo (sembra addirittura in cause in cui era il legale di una delle parti).

Ad esempio, le feste che il Giudice Lollo organizzava a casa sua per il compleanno e per Natale invitando molti professionisti che lavoravano con la sezione fallimentare, ai quali chiedeva come regalo buste con denaro. 

Sembrava che si stesse scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora, ma le vicende giudiziarie che ne sono seguite e gli esiti delle stesse ci hanno raccontato tutta un’altra storia, probabilmente molto più limitata e circoscritta.

IL DOPO LOLLO

Comunque, al di là degli aspetti prettamente penali, ci si aspettava che la vicenda Lollo avrebbe dato uno scossone proprio in tema di sistema dei fallimenti e rete delle relazioni, ma certamente non fu così.

Il Presidente del Tribunale di Latina Caterina Chiaravalloti
Il Presidente del Tribunale di Latina Caterina Chiaravalloti

Invero, a prescindere da eventuali vicende penalmente perseguibili, il Presidente del Tribunale e i Giudici della fallimentare sono tenuti a fare adeguate e approfondite valutazioni in tema di affidamento di incarichi e di vigilanza sugli incarichi che i singoli curatori conferiscono autonomamente all’interno di ogni singola procedura.

Probabilmente all’epoca fu persa un’occasione per stabilire regole e criteri che comportassero maggiore trasparenza nella gestione delle procedure concorsuali. 

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