LATINA, AGGREDITO IN TRIBUNALE IL GIUDICE CARIO. ANM: “OLTRAGGIOSO”

Giuseppe Cario
Giuseppe Cario

È stato aggredito in Tribunale il Giudice Giuseppe Cario, immediata la solidarietà dell’Associazione Magistrati

“L’Associazione Nazionale Magistrati, Sottosezione di Latina – si legge in un comunicato ufficiale – è costretta nuovamente ad intervenire per esprimere indignazione sul gravissimo episodio di aggressione che ha subito in data odierna il Giudice Giuseppe Cario all’interno del Tribunale.

Si tratta di un tentativo intimidatorio oltraggioso, ancora più grave in quanto avvenuto all’interno del Palazzo di Giustizia, rivolto contro il lavoro coraggioso di un magistrato che si trova ad operare in una realtà complessa e difficile, caratterizzata da una elevata densità criminale alla quale sono esposti tutti gli operatori della Giustizia.

Riteniamo imprescindibile ribadire – conclude la nota – che la magistratura pontina risponde compatta ad ogni tentativo di delegittimazione e di minaccia alla propria integrità. I magistrati di Latina sono pienamente solidali con il dott. Cario e sono certi che niente indebolirà il suo operato e nessuna intimidazione minerà la sua serenità di giudizio”.

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L’aggressione verbale subita dal Giudice è stata messa in atto dalla madre di Gianluca Tuma, Olimpia Gaveglia, che si è recata stamani al Tribunale di Latina per lamentarsi dello stato di arresto del figlio.

Tuma, come noto, è stato arrestato a inizio novembre nell’ambito dell’operazione della Squadra Mobile “Ottobre Rosso” nella quale vengono contestati a lui, al fratellastro Gino Genga e a Stefano Mantovano un’estorsione e l’intestazione fittizia di beni.

Detenuto in carcere, in queste settimane Tuma aveva comunicato la sua contrarietà alla custodia cautelare, iniziando uno sciopero della fame e della sete. Al che, dopo essere stato ricoverato un paio di volte (ad oggi si trova ancora ricoverato in attesa della decisione del Giudice sulla custodia cautelare), ne ha risentito la sua condizione fisica. L’ordinanza di arresto è stata firmata proprio dal Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario. Ecco perché la madre di Tuma, questa mattina, si è diretta verso il suo ufficio gridando contro il giudice: “Lo state uccidendo”.

L’azione violenta è stata fermata dai Carabineri in servizio presso il Tribunale e dalla Vigilanza; in secondo momento è arrivata anche una pattuglia della Polizia di Stato. I militari intervenuti hanno, poco dopo, riportato la calma e la donna, che rischia una denuncia, è stata condotta fuori dal Tribunale.

Esprime solidarietà anche l’Ordine degli Avvocati di Latina tramite il Commissario Giacomo Mignano: “Solidarietà al giudice Cario per l’increscioso episodio. Auspico che vi siano maggiori controlli e più filtro per l’ingresso al Tribunale di Latina. Questo è l’ennesimo segnale della crisi che investe il territorio. Una escalation della criminalità contraltare della crisi economica. Al di là dell’episodio, grave in sé, la circostanza fa comprendere l’approccio della collettività con il sistema di giustizia, non pronto a recepire questo cambio di passo grave. Rischiamo di non essere più un Tribunale del centro Italia”.

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