LATINA. AGAVE, UN PERCORSO PER CONOSCERSI E CAPIRSI

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Il Collettivo Primo Contatto è un giovanissimo comitato spontaneo, nato a Latina e formalizzato poco prima della chiusura del 2019, composto da Roberto Pergameno, Juri Panizzi, Christian Mastrillo, Lavinia bianchi, Carlos Joel Rodriguez Laureano, Laura Coletta, Mohamed Ba, Marcello Scopelliti, Renato Chiocca, tutti provenienti da ambienti diversi – musica, attivismo, migranti, accoglienza, turismo – che mossi da un’esigenza etica, come ha sottolineato Lavinia Bianchi, invece di soccombere al Decreto Sicurezza di Salvini hanno deciso di non lamentarsi e di affrontare la cosa.

Come fare integrazione quando il seme del razzismo è oramai germinato? Semplice, raccontando. Il comitato ha una marcia in più, non solo perché tutti i fondatori sono comunque attivi nell’accoglienza ma anche perché hanno una voce di chi il viaggio dalla Libia lo ha fatto davvero, è passato per una cooperativa e il decreto sicurezza se lo è visto cadere addosso mentre qui si costruiva un’esistenza, una rete di amicizie, studiava.

Ba è un migrante libero, arrivato qui dal Mali. Ba ti puntualizza che il suo nome è Mahamadou, che l’ “h” la devi pronunciare. Ha le idee chiare, legge Platone, vuole imparare il computer e parla l’italiano con gentilezza. Ba è un ragazzo gentile che ha scelto di andar via dalla sua città natale (Kati) per un futuro migliore, si è fermato qui in Italia e ha deciso di impegnarsi, permesso di soggiorno permettendo.

È la voce di tanti che sono arrivati qui in Italia, da ragazzi che anche nel loro paese facevano i sarti, ma che un incendio ha distrutto economicamente, all’ingegnere informatico che vuole andare a Londra per lavorare in una multinazionale, lui che piuttosto che mangiare, programma sul suo PC portatile e studia. Lui la sua laurea la vuole usare. E possiamo continuare con l’atleta, arrivato qui che dalla bici è passato ai pattini, al perito agrario, al regista, all’infermiere. E ogni volta che li ascolti sai che per loro qui non c’è posto.

È per questa umanità che queste persone si sono trovare ed unite.
Ed è per loro che hanno deciso di intraprendere un percorso fatto di eventi, incontri e attimi di apertura alla cittadinanza. Conoscere è capire, capire è smettere di avere paura. Perché in questo preciso momento storico, quando conviene usare l’odio a fini culturali e politici, la risposta può essere solo quella di tornare a raccontare le storie, una nuova forma di storytelling umano che non usa i social ma chiede la presenza.

Su questa linea domani, dalle ore 10 alle 20, presso il MADXI a via Carrara, 12/a (Latina), si svolgerà Agave – percorso sensoriale al buio, con la regia di Marco Florio e la collaborazione di FitzCarraldo Teatro, dove lo spettatore bendato verrà accompagnato all’interno di un labirinto alla ricerca e scoperta di se stesso. Solo affidandosi all’altro e al proprio sentire, potrà alla fine uscire dal labirinto.
L’ingresso è cadenzato, ogni 5 minuti per un percorso medio di 20 minuti circa. Ingresso ad offerta libera.

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