KARIBU-AID, LA TESTIMONIANZA DELL’IMMIGRATO: “NON CI PAGAVANO, MENTRE LADY SOUMAHORO ERA SEMPRE ELEGANTE”

“Aboubakar Soumahoro ci ha traditi”, la denuncia di un ex ospite di uno dei centro Karibu e successivamente dipendente del consorzio Aid

A intervistare Sidy Traore è Libero Quotidiano. Il giornale ha dato voce al 28enne che sette anni fa, a 21 anni, sbarcò in Italia a Catania per poi essere trasferito a Roccasecca dei Volsci in uno dei centri gestiti dall’allora cooperativa Karibu, oggi al centro di vicende giudiziarie in cui sono contestate ai vertici reati quali la bancarotta, l’evasione e la frode fiscale, oltreché all’autoriciclaggio.

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Il 28enne è iscritto al sindacato Uiltucs, costituendo parte civile nell’udienza preliminare che vede indagati Marie Therese Mukamutsindo e la figlia, nonché moglie del deputato Aboubakar Soumahoro, Liliane Murekatete, più gli altri fratelli e due collaboratori.

L’uomo, che ha lavorato per un anno all coop Karibu e per tre anni ne consorzio Aid, reclama, come molti colleghi che hanno fatto richiesta, tramite il sindacato, di essere parte civile, i soldi dovuti.

Nell’intervista rilasciata a Libero Quotidiano, l’uomo non ha dubbi e punta il dito nei confronti del deputato del Gruppo Misto, anche per fatti riguardanti il suo soggiorno presso il centro d’accoglienza a Roccasecca dei Volsci gestito dal Consorzio Aid. “Aboubakar ci ha preso in giro, ci ha tradito. Noi, quando ci chiamavano, andavamo sempre, e dico sempre a protestare con lui per i diritti dei braccianti. Quando però gli dicevamo che da noi non c’era l’acqua calda, che eravamo al freddo e non ci davano il pocket money, rispondeva che sui conti delle cooperative non c’erano soldi per colpa della prefettura, che dovevamo aspettare”.

E chi chiamava i migranti per andare a protestare? Lo spiega Traore: “La moglie di Aboubakar”, ossia Liliane Murekatete, oggi agli arresti domiciliari. “Ci diceva di prepararci: oggi arriva il pullman a prendervi, andiamo a manifestare per i diritti dei nostri fratelli che lavorano in mezzo ai campi”. I migranti venivano portati davanti alla Lega Braccianti di Aboubakar, dove ci sono anche gli uffici del Consorzio Aid. E alla protesta – spiega Traore – c’era sempre Aboubakar. “Chiamava i giornalisti. Faceva selfie e video. In uno ci sono anch’io”.

E sul rapporto con Murekatete e Mukamitsindo, Traore è chiaro confermando di come la moglie di Soumahoro veniva vestita elegante: “Coi ragazzi dicevamo “guarda, noi siamo qui a morire senza vestiti per l’inverno, non abbiamo neanche le scarpe e lei gira coi bei vestiti”. Aveva una bella macchina, e diceva che non c’erano i soldi. Non pagavano neanche gli stipendi. Le dicevamo di pagarci e che lì era tutto un problema. Noi abbiamo comprato il cibo, mandato le fatture alla prefettura, stiamo aspettando i loro controlli. Quando ci mandano i soldi sistemiamo tutto”. Però ormai era sempre la stessa storia e i ragazzi erano incazzati. Facevano casino nella struttura per protestare. A volte sono venuti i carabinieri”.

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